Nome: Derik Osede Prieto.
Data di nascita: 21/02/1993.
Luogo di nascita: Madrid.
Squadra di appartenenza: Real Madrid.
Ruolo: Difensore.
Altezza: 180 cm.
Piede: Destro.
Data di nascita: 21/02/1993.
Luogo di nascita: Madrid.
Squadra di appartenenza: Real Madrid.
Ruolo: Difensore.
Altezza: 180 cm.
Piede: Destro.
Si parla tanto negli ultimi anni della Masía, l’ormai famoso centro di formazione del Barcellona. Lo si loda e lo si loda con ragione. È la culla dei successi della squadra dei sogni che abbiamo ammirato negli ultimi anni. La vera “cantera de España”, però, è un’altra. Si chiama “La Fábrica”, da lí sono usciti grandissimi calciatori che hanno rifornito negli anni le squadre di mezza Liga e da lí continuano ad uscire alcuni dei migliori talenti del domani.
“La Fabríca” è il centro di formazione del Real Madrid. I suoi ultimi figli sono Jesé Rodríguez, Álvaro Morata, Nacho Fernández (tutti e tre da questa stagione a disposizione di Carlo Ancelotti), Juanfran Moreno (passato al Betis Sevilla), Álex Fernández (oggi all’Espanyol) e Tomás Mejías (da Gennaio al Middlesbrough in prestito). Tanti altri sono pronti ad emergere, nomi che probabilmente sentiremo pronunciare nei prossimi anni, come quelli di José Rodríguez, Juanjo Narváez, Enzo Fernández, Christian Benavente, Omar Mascarell o Derik Osede.
“La Fabríca” è il centro di formazione del Real Madrid. I suoi ultimi figli sono Jesé Rodríguez, Álvaro Morata, Nacho Fernández (tutti e tre da questa stagione a disposizione di Carlo Ancelotti), Juanfran Moreno (passato al Betis Sevilla), Álex Fernández (oggi all’Espanyol) e Tomás Mejías (da Gennaio al Middlesbrough in prestito). Tanti altri sono pronti ad emergere, nomi che probabilmente sentiremo pronunciare nei prossimi anni, come quelli di José Rodríguez, Juanjo Narváez, Enzo Fernández, Christian Benavente, Omar Mascarell o Derik Osede.
Escludendo Enzo Fernández, sempre sotto i riflettori in quanto figlio di Zinedine Zidane, è Derik Osede Prieto il prodotto della Fábrica che più di tutti si sta mettendo in evidenza negli ultimi tempi. Lo sta facendo con un rendimento continuo sia in quantità che in qualità nel Real Madrid Castilla (seconda squadra dei “Blancos”, che quest’anno lotta in Segunda División A per evitare la retrocessione), ma anche scalando una selezione nazionale giovanile dopo l’altra, senza saltare neanche uno scalino, dall’Under-16 all’Under-17, dall’Under-18 all’Under-19, dall’Under-20 fino al recente debutto con l’Under-21 allenata da Julen Lopetegui.
Derik è nato a Madrid il 21 Febbraio di 21 anni fa da papà nigeriano e mamma spagnola. Gioca come difensore centrale e, come lui stesso ha dichiarato alla pagina web ufficiale del Real Madrid, è un calciatore rapido nel rubar palla, solido come una roccia e con buone capacità per dare il lá all’azione. Forte fisicamente ma non altissimo (1 metro e 80 cm), agile ed esplosivo, velocissimo come il suo idolo Roberto Carlos, è un classico esempio di prodotto delle giovanili del Madrid: competitivo ma leale, forte ma preparato dal punto di vista tecnico, non si arrende mai. Altra caratteristica del ragazzo sono i lanci lunghi dalla retroguardia, come ebbe modo di notare niente meno che Gary Neville la scorsa estate, in occasione dei Mondiali Under-20 disputati in Turchia con Derik titolare inamovibile della “Rojita” che raggiunse i Quarti di Finale.
La sua prima squadra fu il “Deportivo Asociación de Vecinos de Santa Ana”, una squadra di quartiere madrilena. Aveva nove anni e già attirava l’attenzione per spirito guerriero e solidità fisica, al punto che nel 2002 il Real Madrid lo reclamò per farlo giocare nelle sue giovanili: “La Fábrica”. Nel Madrid iniziò dalla categoria “Alevín B”, scalando gerarchie anno dopo anno. Il suo nome iniziò a circolare tra gli esperti quando militava nel Real Madrid C, squadra in cui debuttò nella stagione 2010/11 e di cui è stato capitano e baluardo insostituibile fino alla scorsa estate, quando è stato promosso in pianta stabile nel Real Madrid Castilla.
Intanto, però, prima ancora che col Castilla, aveva debuttato in una amichevole con la prima squadra. Era stato José Mourinho, consigliato dal suo vice Aitor Karanka (che conosceva Derik dai tempi in cui era selezionatore nazionale, Under-16 prima ed Under-17 poi), a volerlo tra i convocati per la gara del 26 Settembre 2012 valida per il “trofeo Bernabéu”, vinta 8-0 dalle “Merengues” contro i Millonarios de Bogotá, ed a farlo debuttare al minuto ’73 entrando al posto di Raúl Albiol.
Nel Castilla, invece, debuttò un mese dopo, il 20 Ottobre, giocando titolare in occasione della trasferta persa per 1-0 a Córdoba. In totale, durante la passata stagione disputò 11 incontri agli ordini dell’allenatore Alberto Toril (che già lo aveva avuto precedentemente nel Juvenil A), alternando il suo ruolo di riserva con quello di titolare nella squadra C.
Per anni Derik non si è fermato neanche in estate, quando, finita la stagione del club, lo chiamava la RFEF (Real Federación Española de Fútbol) per giocare con le nazionali inferiori. Conta 3 presenze con l’Under-16, 4 con l’Under-17, 2 con l’Under-18, 9 con l’Under-19, 8 con l’Under-20 ed 1 con l’Under-21. Con l’Under-19 debuttò in una amichevole contro i pari età azzurri, per poi essere un punto fisso della squadra che nell’estate del 2012 vinse l’Europeo di categoria in Estonia, cui contribuì anche con una rete nella gara d’esordio contro la Grecia. La passata estate, invece, come detto, lo stesso gruppo fu fermato dall’Uruguay ai Mondiali Under-20, anche allora con Derik segnando pure un gol, agli Ottavi di Finale contro il Messico.
Quest’anno, prima con Toril e poi col nuovo allenatore Manolo Díaz (promosso dalla squadra C), si è inserito con personalità nel nuovo Castilla che, dopo un pessimo inizio, si è rialzato e naviga verso la salvezza. A parte uno stop di due mesi per un fastidioso infortunio, Derik ha partecipato quasi sempre, raccogliendo finora 18 presenze e segnando anche una rete, lo scorso 1º Febbraio contro l’Hércules Alicante. E ad inizio Marzo è arrivato l’ultimo premio, con la convocazione da parte dell’Under-21 per l’amichevole di Palencia contro la Germania (vittoria 2-0), giocando l’intero secondo tempo al posto di Sergi Gómez.
Derik è nato a Madrid il 21 Febbraio di 21 anni fa da papà nigeriano e mamma spagnola. Gioca come difensore centrale e, come lui stesso ha dichiarato alla pagina web ufficiale del Real Madrid, è un calciatore rapido nel rubar palla, solido come una roccia e con buone capacità per dare il lá all’azione. Forte fisicamente ma non altissimo (1 metro e 80 cm), agile ed esplosivo, velocissimo come il suo idolo Roberto Carlos, è un classico esempio di prodotto delle giovanili del Madrid: competitivo ma leale, forte ma preparato dal punto di vista tecnico, non si arrende mai. Altra caratteristica del ragazzo sono i lanci lunghi dalla retroguardia, come ebbe modo di notare niente meno che Gary Neville la scorsa estate, in occasione dei Mondiali Under-20 disputati in Turchia con Derik titolare inamovibile della “Rojita” che raggiunse i Quarti di Finale.
La sua prima squadra fu il “Deportivo Asociación de Vecinos de Santa Ana”, una squadra di quartiere madrilena. Aveva nove anni e già attirava l’attenzione per spirito guerriero e solidità fisica, al punto che nel 2002 il Real Madrid lo reclamò per farlo giocare nelle sue giovanili: “La Fábrica”. Nel Madrid iniziò dalla categoria “Alevín B”, scalando gerarchie anno dopo anno. Il suo nome iniziò a circolare tra gli esperti quando militava nel Real Madrid C, squadra in cui debuttò nella stagione 2010/11 e di cui è stato capitano e baluardo insostituibile fino alla scorsa estate, quando è stato promosso in pianta stabile nel Real Madrid Castilla.
Intanto, però, prima ancora che col Castilla, aveva debuttato in una amichevole con la prima squadra. Era stato José Mourinho, consigliato dal suo vice Aitor Karanka (che conosceva Derik dai tempi in cui era selezionatore nazionale, Under-16 prima ed Under-17 poi), a volerlo tra i convocati per la gara del 26 Settembre 2012 valida per il “trofeo Bernabéu”, vinta 8-0 dalle “Merengues” contro i Millonarios de Bogotá, ed a farlo debuttare al minuto ’73 entrando al posto di Raúl Albiol.
Nel Castilla, invece, debuttò un mese dopo, il 20 Ottobre, giocando titolare in occasione della trasferta persa per 1-0 a Córdoba. In totale, durante la passata stagione disputò 11 incontri agli ordini dell’allenatore Alberto Toril (che già lo aveva avuto precedentemente nel Juvenil A), alternando il suo ruolo di riserva con quello di titolare nella squadra C.
Per anni Derik non si è fermato neanche in estate, quando, finita la stagione del club, lo chiamava la RFEF (Real Federación Española de Fútbol) per giocare con le nazionali inferiori. Conta 3 presenze con l’Under-16, 4 con l’Under-17, 2 con l’Under-18, 9 con l’Under-19, 8 con l’Under-20 ed 1 con l’Under-21. Con l’Under-19 debuttò in una amichevole contro i pari età azzurri, per poi essere un punto fisso della squadra che nell’estate del 2012 vinse l’Europeo di categoria in Estonia, cui contribuì anche con una rete nella gara d’esordio contro la Grecia. La passata estate, invece, come detto, lo stesso gruppo fu fermato dall’Uruguay ai Mondiali Under-20, anche allora con Derik segnando pure un gol, agli Ottavi di Finale contro il Messico.
Quest’anno, prima con Toril e poi col nuovo allenatore Manolo Díaz (promosso dalla squadra C), si è inserito con personalità nel nuovo Castilla che, dopo un pessimo inizio, si è rialzato e naviga verso la salvezza. A parte uno stop di due mesi per un fastidioso infortunio, Derik ha partecipato quasi sempre, raccogliendo finora 18 presenze e segnando anche una rete, lo scorso 1º Febbraio contro l’Hércules Alicante. E ad inizio Marzo è arrivato l’ultimo premio, con la convocazione da parte dell’Under-21 per l’amichevole di Palencia contro la Germania (vittoria 2-0), giocando l’intero secondo tempo al posto di Sergi Gómez.
Forse è presto per dire che Derik rappresenta il futuro della difesa del Real Madrid, però qualità non gli manca. Quel che è certo è che, a 21 anni, la sua ascesa non si ferma. Raggiunto il massimo a livello giovanile, il prossimo passo da fare è accedere al calcio che conta.
Mario Cipriano
Mario Cipriano
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