lunedì 20 gennaio 2014

Jeison Murillo : 1992 - Colombia



Nome:  Jeison Fabián Murillo Cerón. 
Data di nascita:  27/05/1992. 
Luogo di nascita:  Barranquilla  (Colombia). 
Squadra di appartenenza:  Granada. 
Ruolo:  Difensore. 
Altezza:  182 cm. 
Piede:  Destro. 
 

Sono oramai vent’anni che l’Udinese si è affermata come società leader nello scoprire talenti in giro per il mondo. Da Bierhoff, Amoroso ed Helveg, fino ad i recenti affari con Vidal, Inler ed ora Muriel e Gabriel Silva. A livello strategico, i Pozzo negli ultimi tempi han deciso di acquistare squadre-satellite, come il Watford ed il Granada, una opportunità per piazzare i giocatori che tesserano, concedergli una seconda chance se han fatto male ad Udine o dargli l’opportunità di crescere in un contesto altamente competitivo come la Championship e la Liga se considerati ancora immaturi per l’Italia.
Tra i tanti talenti in orbita Udinese, ce n’è uno che questa stagione sta crescendo molto e che, pensando al prossimo anno, meriterebbe un occhio di riguardo da parte della dirigenza friulana: Jeison Murillo.
 
Difensore colombiano classe 1992, a portarlo in Europa fu proprio l’Udinese nel 2010, dopo averlo visto in azione nel Mondiale Under-17 giocato in Nigeria l’anno precedente: titolare inamovibile e colonna portante della retroguardia “cafetera”, realizzò anche una rete agli Ottavi di finale contro l’Argentina, chiudendo il torneo con 6 presenze e la delusione della sconfitta 0-4 in Semifinale contro la Svizzera, poi vincitrice della competizione. Murillo aveva appena compiuto 18 anni e proveniva dal settore giovanile del Deportivo Calí. Ad Udine non ha ancora mai messo piede, perché fu subito girato al Granada in prestito. Dopo una stagione nel Granada B, venne tesserato in proprietà dal club andaluso (appena promosso in Primera División) e spedito a fare esperienza a Cádiz in Segunda División B (la Lega Pro spagnola). Prima di raggiungere la sua nuova squadra, partecipò al Torneo di Tolosa ed ai Mondiali Under-20.
A Giugno 2011, in Francia, la Colombia si laureò campione battendo proprio il Paese ospitante: per Murillo 5 presenze (cioè tutte le gare giocate dalla sua nazionale) ed anche la soddisfazione di segnare uno dei rigori della Finale.
Il mese successivo, la Colombia padrona di casa – con in squadra talenti del calibro di Muriel, James Rodríguez (oggi al Monaco), Santiago Arias (PSV Eindhoven) e Michel Ortega – si fermò ai Quarti di Finale nel Mondiale di categoria, superata dal Messico (poi battuto in Semifinale dal Brasile, che avrebbe vinto la rassegna con un hattrick in Finale di Oscar), ma ancora una volta per Murillo fu una opportunità di crescere e mettersi in evidenza, chiudendo con 4 presenze, tutte da titolare, ma saltando la sfida decisiva contro i messicani per infortunio.
La stagione a Cádiz gli risultò utile per fare esperienza tra i “pro”. Nella 2011-12 giocò 29 gare e realizzò anche 3 reti, mettendosi però in risalto per le 9 ammonizioni che lo etichettarono come difensore rude e dai modi sbrigativi. Giocò anche una gara di Copa del Rey de España contro il Valencia, contribuendo a mantenere la porta della sua squadra imbattuta (era il match d’andata; al ritorno, senza di lui, la sua aquadra soccomberà per 4-0). Purtroppo il Cádiz mancò la promozione, strapazzato nella Finale dei play-off dal Real Madrid Castilla, e per Murillo fu di nuovo il momento di far le valigie.
Onde favorirne la crescita, infatti, il Granada lo mandò di nuovo in prestito, questa volta in Segunda División A (Serie B) al Las Palmas. A Gran Canaria può finalmente fare la preparazione pre-campionato per intero e parte a razzo: gioca titolare senza esser mai sostituito le prime 17 gare. Alla diciottesima, a metà Dicembre a Huelva, viene espulso. Rientra col nuovo anno e riparte, mancando solo altre sei volte di lí a fine stagione. Una stagione agrodolce per il Las Palmas, che fa un buon anno, ma manca l’obbiettivo della promozione perdendo la Semifinale dei play-off contro l’Almería. Per Jeison Murillo 37 presenze su 44 ed anche 3 gol (13 ammonizioni e 2 espulsioni), il primo in occasione dell’1-1 contro il Villarreal, gli altri due nel 3-2 ad Almería ad inizio Marzo. Inoltre, vanno aggiunte 4 presenze in Copa del Rey de España, competizione in cui il Las Palmas la scorsa stagione fu la sorpresa raggiungendo gli Ottavi di Finale (cosa che non succedeva dal 1997), con anche un gol decisivo del difensore colombiano al terzo turno contro il Racing Santander. Soprattutto, però, per Murillo la scorsa stagione è stata quella della maturità, in cui ha iniziato a prender coscienza delle sue qualità ed ha trovato in Sergio Lobera un allenatore che gli ha dato responsabilità, che lo ha fatto crescere anche tecnicamente, laddove fino ad allora il ragazzo puntava tutto sulle sue qualità fisiche e mancava molto in concentrazione ed in capacità di dare il via all’azione della squadra.
Quindi quest’anno il nuovo salto di categoria, col Granada che lo ha richiamato alla base e ne ha fatto un punto di riferimento difensivo anche nella Liga delle Stelle. Passata la prima metà della stagione, Murillo ha giocato 17 gare su 20 (più 1 su 1 in Copa del Rey), sempre da titolare e venendo sostituito solo una volta, lo scorso 10 Gennaio in occasione del 4-0 rifilato al Real Valladolid. Proprio contro il Valladolid realizzò il suo primo gol in Liga, una splendida rovesciata che diede il lá alla goleada dei suoi. Ed ha anche ridotto i suoi scatti di irruenza, ammonito solo due volte.
 
Raggiunti quasi i 22 anni, Jeison Murillo si sta proponendo come un difensore di alto livello, una delle rivelazioni della Liga spagnola 2013-14. Forte fisicamente (è alto circa 1 metro e 82), fa dell’esplosività muscolare il suo punto di forza, dote naturale che gli permette recuperi e movimenti che ai difensori europei spesso son preclusi. Una qualità che è importante soprattutto per squadre molto offensive e che lasciano ampi spazi dietro. In questi anni, inoltre, è cresciuto molto tecnicamente, è maturato dal punto di vista umano ed ha acquisito le conoscenze tattiche che il calcio europeo esige. Non ha avuto bisogno di acquisire personalità, perché non gli è mai mancata, ma è stato aiutato a focalizzarla nella giusta direzione al fine di evitare le troppe ammonizioni ed espulsioni degli inizi. Se è vero che non ha ancora debuttato con la nazionale maggiore del suo Paese, è anche probabile che la sua crescita non abbia lasciato indifferente il ct José Pekerman, per cui non ci sarebbe da sorprendersi se l’estate prossima in Brasile con Falcao, Guarín e compagnia ci sarà anche lui.

 
 
 

Mario Cipriano
 
 
 
Foto:   fonte  granadacf.es

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