Se c’è
una squadra che può permettersi di dire gatto quando non ce l’ha ancora nel
sacco questa è proprio la Spagna. Per il buon Trap, decano dalle 73 primavere,
non è mai tardi per prendere appunti e rinnovare l’angolo dell’aforisma. Non
riesce la mission impossible della sua Irlanda, il pensiero stupendo di fare
uno sgambetto ai campioni del mondo. Il gap tecnico, già evidente sulla carta,
si palesa nettamente sul rettangolo verde dell’Arena Gdansk, dove c’è una sola
squadra a fare il bello e il cattivo tempo.
Per la Spagna, quasi
una sgambata, utile ad oliare dei meccanismi già abbastanza sincronizzati. Del
Bosque può comunque trarre indicazioni positive per il prosieguo della
kermesse. «Contro
l’Irlanda giocheremo con un 9». Non è pretattica quella del ct spagnolo, che
mantiene la promessa e presenta un centravanti vero, dopo la pioggia di
critiche ricevute per il pari con l’Italia (celebrato, invece, da noi, come un’impresa):
Fernando Torres è dunque il “nove” annunciato, a fargli posto è Fabregas. Un
cambio anche per il Trap, che a Doyle preferisce Simon Cox.

MONOLOGO
IBERICO – Inizio illusorio dell’Irlanda, con Cox che al 2’ cerca la gloria con un
mancino dalla distanza, Casillas si fa trovare pronto. È il primo ed unico
pericolo creato dall’Irlanda, da quel momento spettatrice non pagante del
monologo iberico. Chi si aspetta che i Boys in green diano del filo da torcere
ai campioni del mondo rimane subito deluso. Scottato. Già 4’, infatti, la Roja
manda in frantumi la "mouse-Trap": Iniesta innesca in profondità Silva che viene
braccato, ma sulla palla si precipita Torres: movimento a mezzaluna per
aggirare la difesa avversaria e sventola sotto il sette, Given è fulminato. El Niño si fa dunque perdonare gli errori commessi sotto
porta contro gli azzurri, ma non è altrettanto cinico all’8’, quando spedisce a
lato un invito a nozze di Arbeloa, innescato dal “cervello” iberico, Xavi. Sul
velluto comunque le Furie rosse, che, come di consueto, macinano gioco e
collezionano occasioni, mettendo in ulteriore difficoltà la nazionale irlandese
con un pressing aggressivo. Al 23’ Given respinge la conclusione dal limite di
Iniesta, ripetendosi prima del rientro negli spogliatoi su Arbeloa e sullo
stesso centrocampista blaugrana. La Spagna chiude la prima frazione di gioco in
vantaggio di una sola rete: più che di una nazionale poco concreta, l’impressione
è quella di una squadra che ha due, tre marce in più rispetto agli avversari,
ma ne innesca appena una.
LA ROJA
DILAGA – Il leit motiv è identico nella ripresa, con Given che neutralizza la
conclusione di Arbeloa, mentre non può nulla sul mancino chirurgico di Silva, successivo
a un’altra respinta su Iniesta: il fantasista del City ha la freddezza del
campione, tiene in scacco la difesa avversaria e la piazza all’angolino basso. Al
56’ è un prodigioso intervento del portiere irlandese a negare il tris sulla
stoccata di Xavi. La Trapattoni-band è un pugile suonato, che non appena prova
a reagire subisce il gancio letale. Non è infatti un caso che, appena le prime
due linee dell’Irlanda si alzano per portare il pressing nell’area avversaria,
la Spagna faccia scacco matto: Silva innesca Torres, bravo a proteggere il
pallone con il corpo dall’arrivo di Dunne e a impallinare Given. Kean prova a
destare l’Irlanda con un diagonale da posizione defilata, ma per sorprendere
Casillas ci vuole ben altro. Sull’altro fronte, Given sventa anche il tentativo
di Cazorla (subentrato al posto di Iniesta) dal limite, mentre, sul conseguente
corner, deve arrendersi a Fabregas, che, lasciato tutto solo dall’allegra
difesa irlandese, può prendere la mira: la palla carambola sul palo e gonfia la
rete. Il poker del centrocampista catalano, che sfrutta al meglio la staffetta
con Torres, chiude un match mai così a senso unico.
La Spagna ipoteca dunque
il passaggio del girone, mentre il Trap si ferma qui. Gli spettri di Euro2004
(con l’attuale ct dell’Irlanda alla guida degli azzurri), per l’Italia, sono
sempre più nitidi. Un pareggio per 2-2 tra Spagna e Croazia, infatti,
qualificherebbe entrambe. «Meglio due feriti che un morto», diremmo da queste
parti…
SPAGNA-IRLANDA
4-0, IL TABELLINO
Marcatori: 4’, 70’ Torres, 49’ Silva,
82’ Fabregas
Spagna
(4-3-3): Casillas 6; Arbeloa 6,5, Piqué 6, Ramos 6, Jordi Alba 6,5;
Busquets 6, Xabi Alonso 6 (65’ Javi Martinez 6), Xavi 6,5; Silva 7, Fernando Torres
7 (73’ Fabregas 6,5), Iniesta 6,5 (79’ Cazorla 6)
A disp. Valdes,
Reina, Raul Albiol, Juanfran, Jesus Navas, Pedro, Llorente, Negredo, Mata. All. Del Bosque.
Irlanda (4-4-1-1): Given 6,5; O'Shea 5, St. Ledger 5,
Dunne 5, Ward 5; Duff 5,5 (76’ Mc Clean s.v.), Andrews 5, Whelan 5,5 (80’
Green s.v.) , McGeady 5; Robbie Keane 5,5 , Cox 5 (46’ Walters 5).
A disp. Westwood, Forde, Kelly, Mc Shane,
Gibson, Hunt, O’Dea, Long, Doyle. All.
Trapattoni
Ammoniti: Keane (I), Whelan (I), Xabi Alonso
(S), Javi Martinez (S), St Ledger (I)