Italia – Croazia (girone
C) l’Italia
scende in campo per ricominciare da dove ha finito, la risposta importante dell’esordio
deve essere accompagnata necessariamente dalla vittoria di oggi. Man mano che
passano i minuti gli uomini di Prandelli guadagnano metri e personalità,
costruiscono tanto ma si ha sempre l’impressione che a questa squadra manchi il
killer – instinct e se nel calcio non segni … Balotelli non completa mai l’opera,
dà l’impressione di poter determinare qualcosa di importante ma si perde sempre
sul più bello, è in credito con Prandelli. Pirlo disegna un arcobaleno nel
cielo di Poznan, Modric chi? Il regista croato resta nell’ombra, non guida i
suoi come suo solito e l’Italia ringrazia. Gli azzurri si spengono con l’andare
dei minuti, sui calci piazzati non li mettiamo mai in difficoltà ed i
biancorossi salgono di giri. Due minuti d’orologio di possesso palla croato,
Chiellini si perde Mandzukic che regala il pareggio ai suoi. Li abbiamo rimessi
in partita e ci hanno fatto male. A quando le notti magiche?

UP MARCHISIO va vicino al gol a dieci minuti dall’inizio
ed a dieci dalla fine, insomma un orologio svizzero. Pressa, fa movimento, s’inserisce
in area, cerca di farsi trovare libero, costruisce ed appoggia la manovra. C’era
una volta un Principino … almeno lui l’ha scritto il lieto fine.
DOWN PERISIC (1989) spettatore non pagante: non prova ad
andare lungo l’out, non prova a convergere verso il centro, non ci prova,
punto.
Spagna – Repubblica d’Irlanda
(girone C) è
battaglia in mezzo al campo, i calciatori non si risparmiano e ci vanno giù con
decisione. Sull’imbeccata di Iniesta, Dunne chiude Silva poi si addormenta e
Torres buca Given per l’1 a 0. La Spagna risponde alle critiche post – esordio con
una partenza perfetta: giocano prevalentemente nelle zone centrali del campo,
fraseggiano fino a trovare l’uomo smarcato e la coppia di terzini accompagna la
manovra ampliando le soluzioni di passaggio per il portatore di palla. E’ una
sorta di avanzamento in stile rugby e Torres ha firmato la prima meta. Si
mettono male le cose per gli uomini in green che non riescono mai a controbattere
per demeriti loro, visto che salgono lentamente in fase d’uscita palla, e per
meriti spagnoli, visto che gli uomini di Del Bosque pressano alto. Stoico Andrews
che pressa tutti e porta l’unico pericolo alla porta difesa da Casillas. I
traccianti in profondità di Don Andres Iniesta sono un invito a nozze per
Torres che s’inserisce sempre con i tempi giusti. Chilometri di praterie per
Arbeloa, Ward si è preso una giornata di riposo. Il Mago Silva raddoppia con
una magia delle sue, il gatto irlandese è nel sacco. Torres e Fabregas per il
colpo del KO tecnico, la Spagna finisce come aveva iniziato, cioè col pallone
incollato ai piedi. I tifosi irlandesi, che cantano sul risultato di 4 a 0, ci
ricordano cos’è il calcio: amore per i propri colori nonostante tutto. Abbiamo
tanto da imparare da loro.
UP XAVI HERNANDEZ il regista è sul set, ciak si gira. Il
numero 8 è da premio Oscar, detta i tempi ed è IL punto di riferimento del
gioco spagnolo, Given gli nega la gioia del gol, sarebbe stato il film dell’anno.
DOWN COX letteralmente indisponente,
trotterella in campo, non porta mai il pressing e spreca quei pochi palloni
giocabili che gli concedono le Furie Rosse.
Francesca Flavio
Posted in: 






