venerdì 15 giugno 2012

UP&DOWN - EURO 2012 No Iniesta, no fiesta



Italia – Croazia (girone C) l’Italia scende in campo per ricominciare da dove ha finito, la risposta importante dell’esordio deve essere accompagnata necessariamente dalla vittoria di oggi. Man mano che passano i minuti gli uomini di Prandelli guadagnano metri e personalità, costruiscono tanto ma si ha sempre l’impressione che a questa squadra manchi il killer – instinct e se nel calcio non segni … Balotelli non completa mai l’opera, dà l’impressione di poter determinare qualcosa di importante ma si perde sempre sul più bello, è in credito con Prandelli. Pirlo disegna un arcobaleno nel cielo di Poznan, Modric chi? Il regista croato resta nell’ombra, non guida i suoi come suo solito e l’Italia ringrazia. Gli azzurri si spengono con l’andare dei minuti, sui calci piazzati non li mettiamo mai in difficoltà ed i biancorossi salgono di giri. Due minuti d’orologio di possesso palla croato, Chiellini si perde Mandzukic che regala il pareggio ai suoi. Li abbiamo rimessi in partita e ci hanno fatto male. A quando le notti magiche?

UP MARCHISIO va vicino al gol a dieci minuti dall’inizio ed a dieci dalla fine, insomma un orologio svizzero. Pressa, fa movimento, s’inserisce in area, cerca di farsi trovare libero, costruisce ed appoggia la manovra. C’era una volta un Principino … almeno lui l’ha scritto il lieto fine.

DOWN PERISIC (1989) spettatore non pagante: non prova ad andare lungo l’out, non prova a convergere verso il centro, non ci prova, punto.

Spagna – Repubblica d’Irlanda (girone C) è battaglia in mezzo al campo, i calciatori non si risparmiano e ci vanno giù con decisione. Sull’imbeccata di Iniesta, Dunne chiude Silva poi si addormenta e Torres buca Given per l’1 a 0. La Spagna risponde alle critiche post – esordio con una partenza perfetta: giocano prevalentemente nelle zone centrali del campo, fraseggiano fino a trovare l’uomo smarcato e la coppia di terzini accompagna la manovra ampliando le soluzioni di passaggio per il portatore di palla. E’ una sorta di avanzamento in stile rugby e Torres ha firmato la prima meta. Si mettono male le cose per gli uomini in green che non riescono mai a controbattere per demeriti loro, visto che salgono lentamente in fase d’uscita palla, e per meriti spagnoli, visto che gli uomini di Del Bosque pressano alto. Stoico Andrews che pressa tutti e porta l’unico pericolo alla porta difesa da Casillas. I traccianti in profondità di Don Andres Iniesta sono un invito a nozze per Torres che s’inserisce sempre con i tempi giusti. Chilometri di praterie per Arbeloa, Ward si è preso una giornata di riposo. Il Mago Silva raddoppia con una magia delle sue, il gatto irlandese è nel sacco. Torres e Fabregas per il colpo del KO tecnico, la Spagna finisce come aveva iniziato, cioè col pallone incollato ai piedi. I tifosi irlandesi, che cantano sul risultato di 4 a 0, ci ricordano cos’è il calcio: amore per i propri colori nonostante tutto. Abbiamo tanto da imparare da loro.

UP XAVI HERNANDEZ il regista è sul set, ciak si gira. Il numero 8 è da premio Oscar, detta i tempi ed è IL punto di riferimento del gioco spagnolo, Given gli nega la gioia del gol, sarebbe stato il film dell’anno.

DOWN COX letteralmente indisponente, trotterella in campo, non porta mai il pressing e spreca quei pochi palloni giocabili che gli concedono le Furie Rosse.


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