Dopo il doppio confronto alle qualificazioni per Euro 2000 conclusosi con una vittoria per parte, Irlanda e Croazia tornano a sfidarsi allo stadio Miejski We Poznaniu per una gara che ha il palio la leadership momentanea del gruppo C visto l'1-1 arrivato da Danzica tra Italia e Spagna nel tardo pomeriggio.
PRIMO TEMPO - Pronti via ed il match parte subito ad alto ritmo, meglio la Croazia mentre l'Irlanda sente la pressione del debutto e s'abbassa in difesa.
Al secondo minuto i primi indizi di quello che sarà il proseguo del match: discesa di Strinic che su invito di un ispirato Modric conquista il primo corner di marca croata e, proprio sugli sviluppi del calcio da fermo, Mandzukic prende controtempo Given ed insacca con un preciso colpo di testa: terzo minuto e la formazione con divisa a scacchi passa in vantaggio con il centravanti classe '86 di proprietà Wolfsburg.
Cambiano subito i piani del Trap che era partito con l'idea di aspettare e ripartire. La squadra di Bilic, schierata con un 4-4-2 molto arioso, che muta a seconda della fase di gioco, tiene bene la palla e sfrutta movimento e fisicità dei suoi due attaccanti serviti dalla tecnica di Rakitic, dalle palle che arrivano dall'out e dalle intuzioni di Modric mentre l'irlanda s'affida ad uno scolastico 4-4-2 fatto di ripartenza e verticalizzazioni con due interni di centrocampo più votati all'interidzione che all'impostazione di manovra.
L'Irlanda, spronata dal Given ad alzare il suo baricentro, avverte il colpo ma non si perde d'animo e comincia ad affacciarsi dalle parti di Pletikosa prima con un tiro al '7 di Duff e poi con una punizione guadagnta al limite dell'area croata da Doyl ma non sfruttata dai green del 74enne allenatore italiano. Col passare dei minuti sale di una quindicina di metri la linea di pressing irlandese ma le capacità tecniche del centrocampo croato permettono con relativa facilità di impostare l'azione ed aprire il gioco innescando puntualmente gli esterni che possono arrivare sul fondo e servire le punte con spioventi invitanti.
18esimo minuto, fallo di Coruluka su Doyl e punizione dalla trequarti sinistra dell'Iralnda: batte Mc Geady sul secondo palo premiando l'inserimento di St Ledger che brucia proprio il centrale classe '86 proprietà Spurs ed insacca alle spalle di Pletikosa.
1-1 e palla al centro, partita viva, intensa, bella, aperta, sbloccata da situazioni da palla inattiva. Perisic al minuto 22 suona il primo squillo e trova la risposta di Given da 25 mt mentre continua il fraseggio croato e la ricerca dell'ampiezza gioco voluta da Bilic. Al 29esimo stessa situazione: calcio di punizione sull'out di sx per fallo di un irruento Corluka ai danni di Doyl, batte l'ala ex Celtic ora Spartak Mosca: blocco di St. Ledger per favorire l'inserimento di Ward sul secondo palo ma l'azione si spegne sul fondo. Da una parte all'altra del campo: la Corazia cerca la profonidità con un Srna che dimostra una buona intesa con Rakitic che, stringendo verso il centro premia l'avanzata del capitano classe '82 ora allo Shakthar, scarico per Modric e tiro: para Given è il 33esimo ed il tabellone dice ancora 1-1. I pericoli per l'Irlanda arrivano sia dai tiri dalla distanza, sia dai cross, da destra e da sinistra, sottolinenando la grande proposizione degli esterni di difesa Strinic e Srna alla fase offensiva. La Croazia colleziona calci d'angolo e proprio sugli sviluppi di uno di questi Jelavic approfitta sia di un erroneo disimpegno di Ward su tiro di Modric, sia di una posizione "dubbia" ed insacca alle spalle di Given per il 2-1 croato. Ci sono forti dubbi sulla posizione dell'attaccante dell'Everton al momento del tiro del centrocampista del Tottenham e sono vibranti le proteste da parte irlandesi. Irlanda nervosa dopo la rivedibile decisione della terna arbitrale ed arriva puntuale il primo giallo dell'incontro per Andrews. La Croazia ha anche l'ulitma opportunità della prima frazione di gara con l'ennesima manovra elaborata sull'out, questa volta di sinistra, che manda al cross Perisic per il colpo di testa di Rakitic che finisce sul fondo. Duplice fischio e fine dei primi 45 minuti di una partita emozionante, più per dinamismo e ritmo che per capacità tecniche, 2-1 Croazia e tutti negli spogliatoi.
SECONDO TEMPO - Stessi 11 da entrambe le parti, si ricomincia: non passano nemmeno quattro minuti e, da una palla ad entrare di Perisic, arriva puntuale il colpo di testa di Mandzukic che copisce la faccia interna del palo trovando una fortunata carambola su Given per l'1-3 e la personale doppietta con un Bilic sempre più soddisfatto. Trapattoni deve cambiare qualcosa e mette dentro una punta più fisica, Walters, per Doyl, fuori anche Mc Geady e dentro Cox del Wba, un altro attaccante, si passa al 4-3-3. Risultato: i verdi del tecnico di Cusano Milanino alzano la pressione ed avanzano il proprio baricentro ma offrono il fianco alle ripartenze dell'undici centr'europeo che, sfruttando la maggiore capacità di palleggio, mette in luce una superiorità gestionale contro cui l'undici anglosassone può ben poco. L'Irlanda ci prova ma i pericoli arrivano solo dalle palle alte e, mentre Bilic si tutela con l'ingresso del neo acquisto della Dinamo Kiev Niko Kranjcar al posto di un esausto Jelavic per avere superiorità numerica e tecnica al centro del campo, Trapattoni dà fondo a tutto il potenziale offensivo inserendo Long per Keane: è il 74esimo e le speranze di Duff e compagni diventano sempre più flebili. E' ancora l'asse Srna-Rakitic ad essere pericoloso al minuto 78 con la conclusione del talento proprietà Siviglia: la Croazia amministra e l'Irlanda ci prova fino alla fine con Duff ed Andrews ma fatica mostrando una quadratura inferiore alle aspettative. Bilic continua a muovere le pedine sul proprio scacchiere con diligenza ed organizzazione, toglie Perisic ed inserisce Eduardo quando i tentativi della squadra anglosassone di spengono sul muro eretto dal portiere del Rostov che guida una una difesa mai in affanno nella seconda frazione di gara nonostante l'aumento della pressione dei green portato sopratutto dagli inserimenti di Andrews piuttosto che dal neo attacco di marca irlandese. Finisce 1-3 dopo cinque minuti di recupero: la Croazia inizia nella miglior maniera possibile la sua avventura nel girone C, vince e convince mostrando tecnica, fisicità ed organizzazione e tanta voglia di non essere semplice comparsa di fronte alla tradizione di Spagna ed Italia.
IL TABELLINO DEL MATCH
Irlanda (4-4-2): Given 5,5, O'Shea 5,5, St. Ledger 6,5, Dunne 6, Ward 5,5, Duff 5,5, Andrews 6,5, Whelan 5,5, Mc Geady 5,5 ('52 Cox 6), Keane 5,5 ('74 Long 5,5), Doyle 5,5 ('52 Walters 5,5).
A disposizione: Westwood, Forde, Kelly, Mc Shane, Walters, Gibson, Hunt, O'Dea, Long, Cox, Green, Mc Clean.
Allenatore: Trapattoni
Croazia (4-4-2): Pletikosa 6,5, Srna 7, Corluka 6, Schildenfeld 6,5, Strinic 7, Rakitic 7('92 Dujmovic sv), Vukojevic 6,5, Modric 7,5, Perisic 6,5 ('87 Eduardo sv), Jelavic 6,5 ( '71 Kranjkar 6), Mandzukic 7.
A disposizione: Kelava, Subasic, Simunic, Buljat, Pranjic, Badelj, Vrsaljko, Dujmovic, Kalinic, Kranjcar, Vida, Eduardo.
Allenatore: Bilic
Marcatori: (1t)3°M. Mandzukic (C), (1t)19°S. St. Ledger (I), (1t)43°N. Jelavic (C), (2t)4°Mandzukic (C)
Arbitro: Kuipers 5,5 (Olanda)
Francesco Claps

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