Spagna – Italia (girone
C) Prandelli e
Del Bosque sorprendono, le Furie Rosse schierano cinque centrocampisti e David
Silva come riferimento avanzato, Cesare si affida a Little Giaccherini sulla
sinistra e De Rossi nel cuore della difesa. Tra Maggio e Jordi Alba è sfida di
spada e di fioretto, De Rossi guida i suoi da veterano vero mentre Thiago Motta
non convince mai, non dà ritmo al gioco e perde sempre il tempo della giocata. La
Spagna cerca di contrastare la costruzione della manovra azzurra con quattro
uomini a galleggiare tra linea di centrocampo e di difesa avversarie. L’Italia
sfonda quando Pirlo lancia sugli esterni, il movimento a mezzaluna, per
prendere alle spalle la difesa delle Furie Rosse, fa male. Casillas chiama,
Buffon risponde, è lo show dei numeri uno. La seconda frazione di gioco va di
strappi improvvisi e l’Italia cala l’asso: Pirlo disegna, Di Natale mette la
firma sul quadro della felicità. Tocca a Fabregas fare l’antagonista, palla
alle spalle di Gigi e risposta prepotente della Spagna. 1 a 1, a vincere quest’oggi
è stato il calcio.
UP DE ROSSI ha trasformato i dubbi in certezze, ha difeso,
ha impostato, ha guidato i compagni. Capitan futuro, difensore presente. INIESTA
il pallone è felice tra i suoi piedi, l’alieno in mezzo agli umani vale
tutto il prezzo del biglietto. Solo applausi per uno così.
DOWN BALOTELLI (1990) l’Italia lo ama ma lui tradisce
sempre, doveva essere il SuperMario dell’Europeo ma quest’etichetta sta meglio
appiccicata al Gomez tedesco(si spera solo per ora). Inspiegabile la scelta di
temporeggiare da solo davanti a Casillas, Sergio Ramos lo rimonta e poi
scendono i titoli di coda sul suo match. Why always you?
Repubblica d’Irlanda –
Croazia (girone C) l’Irlanda
fa densità in zona palla e va veloce sugli esterni, la Croazia può vantare su
un tasso tecnico superiore ed è a suo agio nel fraseggio stretto. Doyle si
danna l’anima, svaria su tutto il fronte e mette giù tanti palloni, Duff
ringrazia e prova a spaventare Pletikosa. Il movimento periferico del
centravanti irlandese chiama fuori dal guscio il diretto marcatore, dinamica
importante che isola Keane col diretto marcatore e nell’uno contro uno il
Capitano può far male. E’ un testa a testa in tutti i sensi, ne sa qualcosa
Given bucato dai giganti buoni (per fare gol). Bilic muove le pedine: accentra
Rakitic per regalare tutto l’out destro a Srna, Perisic fa lo stesso ma per
inclinazione naturale e disegnano un 4 – 2 – 2 – 2. L’Irlanda si chiude, Modric
si accende: il gioiello del Tottenham alza ed abbassa i ritmi a suo piacimento.
Il resto è storia nota … dominio totale croato. Game over a Poznan. Trap il
gatto è fuori dal sacco.
UP PERISIC (1989) è un Perisic grandi firme: va sulla
fascia, si accentra trovando due conclusioni importanti, indossa i panni dell’assist
– man, chiude la diagonale offensiva sulla destra per creare la superiorità
numerica e poi aiuta Strinic in copertura annullando il duo O’Shea – Duff.
Chapeau.
DOWN MCGEADY regala due sprazzi di gioco significativi e
poi si spegne. Non basta l’assist per St. Ledger, da uno come lui è soltanto il
minimo. I sogni possono diventare realtà … per ora abbiamo visto solo gli
incubi.
Francesca Flavio

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