domenica 10 giugno 2012

UP&DOWN – EURO 2012 Il regalo Di Natale



Spagna – Italia (girone C) Prandelli e Del Bosque sorprendono, le Furie Rosse schierano cinque centrocampisti e David Silva come riferimento avanzato, Cesare si affida a Little Giaccherini sulla sinistra e De Rossi nel cuore della difesa. Tra Maggio e Jordi Alba è sfida di spada e di fioretto, De Rossi guida i suoi da veterano vero mentre Thiago Motta non convince mai, non dà ritmo al gioco e perde sempre il tempo della giocata. La Spagna cerca di contrastare la costruzione della manovra azzurra con quattro uomini a galleggiare tra linea di centrocampo e di difesa avversarie. L’Italia sfonda quando Pirlo lancia sugli esterni, il movimento a mezzaluna, per prendere alle spalle la difesa delle Furie Rosse, fa male. Casillas chiama, Buffon risponde, è lo show dei numeri uno. La seconda frazione di gioco va di strappi improvvisi e l’Italia cala l’asso: Pirlo disegna, Di Natale mette la firma sul quadro della felicità. Tocca a Fabregas fare l’antagonista, palla alle spalle di Gigi e risposta prepotente della Spagna. 1 a 1, a vincere quest’oggi è stato il calcio.

UP DE ROSSI  ha trasformato i dubbi in certezze, ha difeso, ha impostato, ha guidato i compagni. Capitan futuro, difensore presente. INIESTA il pallone è felice tra i suoi piedi, l’alieno in mezzo agli umani vale tutto il prezzo del biglietto. Solo applausi per uno così.

DOWN BALOTELLI (1990) l’Italia lo ama ma lui tradisce sempre, doveva essere il SuperMario dell’Europeo ma quest’etichetta sta meglio appiccicata al Gomez tedesco(si spera solo per ora). Inspiegabile la scelta di temporeggiare da solo davanti a Casillas, Sergio Ramos lo rimonta e poi scendono i titoli di coda sul suo match. Why always you?

Repubblica d’Irlanda – Croazia (girone C) l’Irlanda fa densità in zona palla e va veloce sugli esterni, la Croazia può vantare su un tasso tecnico superiore ed è a suo agio nel fraseggio stretto. Doyle si danna l’anima, svaria su tutto il fronte e mette giù tanti palloni, Duff ringrazia e prova a spaventare Pletikosa. Il movimento periferico del centravanti irlandese chiama fuori dal guscio il diretto marcatore, dinamica importante che isola Keane col diretto marcatore e nell’uno contro uno il Capitano può far male. E’ un testa a testa in tutti i sensi, ne sa qualcosa Given bucato dai giganti buoni (per fare gol). Bilic muove le pedine: accentra Rakitic per regalare tutto l’out destro a Srna, Perisic fa lo stesso ma per inclinazione naturale e disegnano un 4 – 2 – 2 – 2. L’Irlanda si chiude, Modric si accende: il gioiello del Tottenham alza ed abbassa i ritmi a suo piacimento. Il resto è storia nota … dominio totale croato. Game over a Poznan. Trap il gatto è fuori dal sacco.

UP PERISIC (1989) è un Perisic grandi firme: va sulla fascia, si accentra trovando due conclusioni importanti, indossa i panni dell’assist – man, chiude la diagonale offensiva sulla destra per creare la superiorità numerica e poi aiuta Strinic in copertura annullando il duo O’Shea – Duff. Chapeau.

DOWN MCGEADY  regala due sprazzi di gioco significativi e poi si spegne. Non basta l’assist per St. Ledger, da uno come lui è soltanto il minimo. I sogni possono diventare realtà … per ora abbiamo visto solo gli incubi.

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