21 punti in 7 partite: con la sua squadra a bottino pieno e in vetta alla classifica, Mister Simone Inzaghi può certamente sorridere. La sua Lazio va, fa gioco, segna tanto e fa divertire il proprio pubblico. Certamente l'allenatore sta facendo un gran bel lavoro, e finalmente ne sta raccogliendo i frutti. Tra i fautori delle fortune degli aquilotti c'è Lorenzo Silvagni, vice-capitano degli Allievi Nazionali.
Sicuramente è difficile sbilanciarsi su giocatori così giovani, ma Silvagni, pedina fondamentale dei Biancocelesti classe '95, pare essere proprio un ottimo giocatore. Nasce a Frascati il 23 gennaio dell'anno sopracitato e si avvicina al calcio fin da bambino, tanto che a 6 anni lo vediamo già tra le file dei piccolissimi del Ciampino. Lui, juventino dalla nascita, voleva essere come il suo idolo, nonché capitano della Juventus, Alessandro Del Piero.Per questo inizia a giocare da attaccante proprio come il talento di Conegliano, anche se poi è trasformato in difensore centrale. Il trasferimento alla Lazio avviene solo due stagioni dopo, durante un torneo a Genzano: il giovanissimo Lorenzo viene notato dagli osservatori della selezione capitolina e a otto anni si ritrova a giocare per una delle due più importanti società romane. Iniziò così questa bella storia d'amore che dura dal 2003 a questa parte e che ha tolto già tante soddisfazioni ad un ragazzo appena sedicenne: nel 2007 in Coppa Lazio, categoria Giovanissimi, raggiunge le semifinali dove la squadra si piazza quarta, uscendo sconfitta con il Tor di Quinto, nel 2008, con i Giovanissimi Nazionali, arriva fino ai sedicesimi, perdendo con il Siena; lo scorso anno con Inzaghi tutto è andato migliorando: il mister ha trasmesso ai ragazzi la voglia di giocare e di divertirsi, oltre che il bel gioco, e li ha spronati sempre a dare il cento per cento fino a conquistare il titolo di campioni (categoria Allievi Regionali), in un match a senso unico dominato e vinto per 5-0 contro l'Atletico Roma proprio sul campo in cui lui aveva tirato i primi calci, quello neutro del Ciampino. E' vero si che questi traguardi sono stati raggiunti soprattutto grazie a un ottimo collettivo, ma Silvagni ha contribuito tantissimo al conseguimento degli obiettivi, basti pensare ad esempio al goal in finale con cui ha aperto le marcature al 3'. Nel suo palmarès troviamo poi anche un Trofeo Shalom, una delle più importanti manifestazioni a livello giovanile, ottenuto nel 2011: di quel torneo, che pure aveva visto una finale combattutissima terminare con il risultato di 2-1 per i romani dopo mille emozioni, Lorenzo ricorda con maggiore piacere la semifinale giocata con il Genoa e finita anch'essa 2-1 per i Biancocelesti, vinta negli ultimi minuti con un goal di Lombardi; quella fu per il ragazzo di Frascati la prima da centrocampista, ruolo che occupa ad oggi. Nella stagione in corso la Lazio sta continuando il cammino di vittorie iniziato l'anno precedente: gli Allievi sono a punteggio pieno dopo 7 gare e si candidano a pretendenti al titolo. Silvagni sta giocando un ottimo campionato, impreziosito da 4 reti, oltre che dalle solite buone prestazioni.
Con la sua squadra prima in classifica e campione regionale uscente ci si aspettava anche una convocazione della Nazionale Under 17, che purtroppo non è arrivata. Ma Lorenzo non si turba: “Io penso a dare il massimo per questa maglia e ad aiutare i miei compagni a raggiungere la finale del campionato, che sarebbe la soddisfazione più grande” dice “ Non ho mai pensato alla Nazionale, poi se arrivasse una chiamata sarei sicuramente contento, ma intanto vado avanti per la mia strada”. Silvagni sembra un sedicenne come tanti, va a scuola, ride e scherza con gli amici e quando può esce con la sua ragazza, ma in lui ci sono una grande serietà e professionalità, più di quanto si possa trovare in altri giocatori della sua età. Quando è in campo non pensa ad altro che al pallone, niente lo distrae, vuole solo giocare.
Lorenzo è un calciatore che nella sua carriera ha svolto diversi ruoli, attaccante da bambino, poi difensore fino allo scorso anno quando è stato spostato sulla seconda linea, dove fa sia il centrale nel centrocampo a quattro sia l'interno di destra in quello a tre. E' stato utilizzato talvolta anche da ala destra, posizione che però non gli è molto congeniale Lo stesso Silvagni si definisce scherzosamente un “muratore” per sottolineare la sua inclinazione ai compiti della retroguardia. Inoltre sa far male anche in fase offensiva (lo dimostrano le 4 reti in campionato) soprattutto grazie a un ottimo tempo nell'inserimento condito con un buon colpo di testa ed un tiro sempre preciso. Ma la qualità migliore che ha è sicuramente quella di saper incitare i compagni: lui è un punto di riferimento importante per tutti gli altri, tanto dentro quanto fuori dal campo, ed è la vera anima della Lazio.
Non ci resta quindi che augurare a Lorenzo le migliori fortune e sperare di poterlo vedere presto vestire la maglia della prima squadra proprio come Brocchi, giocatore al quale si sente molto simile e a cui si ispira, e di arrivare prima possibile nel calcio che conta: per ora le premesse ci sono tutte. In bocca al lupo giovane aquilotto!
Riccardo Cimboli
Riccardo Cimboli

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