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lunedì 10 marzo 2014

Simone Scuffet : 1996 - Italia









Data di nascita: 31-05-1996.
Luogo di nascita: Udine.
Nazionalità: Italiana.
Altezza: 1,87cm.
Squadra di appartenenza: Udinese.
Ruolo: Portiere.
Piede: Destro.



Volete un portiere giovane ma già affidabile? Una specie di predestinato tra i pali che ricordi il Buffon degli esordi in serie A? Ecco a voi la risposta.. Simone Scuffet. 
Astro nascente del calcio italiano che si sta mettendo in mostra a difesa della porta dell'Udinese di mister Guidolin. Classico friuliano, dedito al lavoro, silenzioso, di poche parole, molto umile ma con un grande talento.
Il primo friuliano a vestire la maglia friuliana dieci anni dopo Fabio Rossitto. Mettiamoci anche che è stato eletto miglior portiere del Campionato Mondiale Under 17 disputato negli Emirati Arabi nell'ottobre scorso con la maglia azzurra (persi poi agli ottavi di finale con il Messico) allora abbiamo già chiaro di chi stiamo parlando.
Scoperto nel 2007 e portato nelle giovanili del club friuliano dal responsabile del vivaio bianconero Andrea Carnevale. Qui cresce s'impegna e passa le sue giornate tra allenamenti,studio e banchi di scuola. L'allenatore  Mattiussi decide poi di portarlo con sè nella squadra Primavera, facendogli fare il salto di categoria nonostante abbia un anno e mezzo in meno ai nuovi compagni di categoria.
All'inizio del 2013 mister Guidolin, lo nota e lo aggrega alla prima squadra, concedendogli la possibilità di guardare per 7 volte le magie di Totò di Natale dalla panchina.
A settembre dello stesso anno ricevi il premio "La Giovane Italia", manifestazione sportiva che premia i talenti più promettenti del panorama calcistico italiano, venendo scelto come "miglior portiere classe 96". 
La scalata al calcio che conta è ancora lunga, ma Simone lavora a testa bassa. Il suo lavoro viene premiato poi nel nuovo anno. E' il primo Febbraio 2014, risulta convocato come terzo portiere nella sfida di Serie A tra Bologna e Udinese. Durante il riscaldamento pre-gara, il titolare Brkic si infortuna. 5 minuti prima dell'inizio del match mister Guidolin gli comunica che sostituirà il portiere serbo, preferendolo al secondo Kelava. Nemmeno il tempo di realizzare quanto stesse accadendo che Simone si trova catapultato su un campo di calcio di Serie A a soli 17 anni 8 mesi e 1 giorno. L'esordio è di quelli da ricordare. Attento ed efficace riesce a sventare i pericoli provenienti dai piedi degli attaccanti bolognesi, contribuendo alla vittoria dei suoi.
Da quel giorno Scuffet viene schierato titolare nelle giornate seguenti, mantenendo il posto anche quando Brkic recupera dal infortunio.
Le sue ottime prestazioni hanno convinto gli addetti ai lavori di aver davanti il nuovo Buffon, il nuovo talento del florido vivaio friuliano e della ormai tradizionale scuola di portieri italiana.

Dal primo giorno Simone ha mostrato di che pasta è fatto. Reattivo tra i pali, bravo e sicuro nelle uscite dove forse dovrebbe lavorare un pò di più. Molto attento nella lettura del gioco riesce a disimpegnarsi bene con i piedi, guida la difesa con autorità infondendo al reparto arretrato una tranquillità e una sicurezza quasi fosse un veterano. Coltivando il sogno di diventare il portiere della nazionale, è cresciuto ammirando da vicino le parate del suo grandissimo idolo: Samir Handanovic.

Nell'attuale stagione ha collezionato 6 presenza in serie A, 2 in Coppa italia, 4 nel Mondiale Under 17 e 7 con la formazione Primavera, mettendo in mostra tutte le sue doti, risultando decisivo in più di una occasione, sfoderando pregevoli interventi di alta scuola.
A Marzo 2014 viene convocato dal Ct. Cesare Prandelli per prendere parte ad uno stage a Coverciano per visionare giovani giocatori in vista del Mondiale 2014. 
C'è chi lo vuole come terzo portiere della nazionale alla rassegna brasiliana, premio per la dedizione e il lavoro svolto fin qui. 
Nel frattempo su di lui si sono mossi i miglior club europei pronti ad accaparrarsi la "saracinesca" venuta dal Friuli. Arsenal, Manchester City e Milan sono alla finestra ma pare che per questa volta debbano aspettare per un bel pò di tempo. Il tempo di godercelo in quel di Udine nella sua giovane età e poi si sà, la bottega Pozzo è molto cara. Uomo avvisato mezzo salvato.





Salvatore Trapani
fonte foto: www.udinese.it


 

sabato 1 marzo 2014

Andrea Belotti : 1993 - Italia







Data di nascita: 20-12-1993.
Luogo di nascita: Calcinate (Bergamo).
Nazionalità: Italiana.
Altezza: 1,81cm.
Squadra di appartenenza: Palermo.
Ruolo: Attaccante, punta centrale.



Il Gallo c'è. Non stiamo parlando del cestista dei Denver Nuggets Danilo Gallinari, nemmeno del sequel dell'indimenticato film di Carlo Verdone. Stiamo parlando di Andrea Belotti, 20enne attaccante del Palermo famoso per la tipica esultanza dopo ogni goal segnato. Mano sulla fronte ad imitare la cresta di un gallo. Già dal modo di esultare si evince quella che è la personalità di un ragazzo estroso, mai banale (almeno sul campo) e che gioca per divertirsi.
Il Gallo nasce a Calcinate in provincia di Bergamo e cresce calcisticamente con la maglia dell'Albinoleffe. Dopo aver militato nelle varie selezioni giovanili, nella stagione 2011/2012 approda nella squadra Primavera, partecipando al campionato di categoria nel girone B. A marzo 2012 sono 21 presenze e 12 goal. Lo nota mister Salvioni che decide di dargli una chance in prima squadra. E' il 10 Marzo 2012 quando fa il suo esordio in B con la maglia dei lariani. Allo Stadio Armando Picchi va in scena la trentesima giornata del campionato cadetto. Si affrontano Livorno e Albinoleffe. Al 67esimo minuto il risultato sul tabellone segna 4-0 per i padroni di casa. Mister Salvioni decide di buttare nella mischia Andrea Belotti giovane dalle ottime prospettive, facendolo subentrare al posto di Omar Torri. Il giovane attaccante impiega 16 minuti per siglare il suo primo goal tra i veri professionisti. Il prosieguo della stagione vedrà l'Albinoleffe retrocedere mestamente in Lega Pro, forte anche della penalizzazione avuta ad inizio campionato. Andrea scenderà in campo per altre otto volte riuscendo a trovare la via del goal anche contro la Juve Stabia.
L'anno successivo è quello della consacrazione. Inserito in pianta stabile in prima squadra, a suon di goal il giovane contribuisce alla salvezza della formazione bergamasca che riesce anche a sfiorare un posto per i playoff. 29 partite e 12 goal consentono al Gallo di guadagnarsi la stima degli addetti ai lavori.
Nella stagione 2013/2014 passa al Palermo del vulcanico patron Zamparini con la formula del prestito per un anno con diritto di riscatto già fissato. Esordisce in serie B con la maglia rosanero il 5 ottobre 2013. La storia si ripete. Mister Iachini da poco seduto sulla bollente panchina siciliana - dopo l'esonero di Gattuso -  lancia a partita in corso Andrea Belotti che decide di non tradire le aspettative finendo sul tabellino dei marcatori. Sarà il destino o solo una coincidenza ma il ragazzo si mostra decisivo ogni volta che viene chiamato in causa. Per adesso il giovane è alle prese con un infortunio muscolare che lo tiene lontano dai rettangoli di gioco da più di un mese, ma ha condito le sue 12 presenze con 6 goal nessuno dei quali banale.

A livello di nazionale Andrea Belotti ha militato nell'Under 19 con 6 presenze e due goal, nell' Under 20 con 9 presenze e 4 goal e nell'Under 21 dove milita tutt'ora, esordendo il 14 Agosto 2013 con Gigi di Biagio nella partita contro la Slovacchia vinta 4-1 dagli azzurrini.

Di lui non si può che parlare bene. Classica punta centrale dotata di una buona fisicità che gli permette di proteggere bene la palla. Sponde per i compagni e capacità di far salire la squadra sono caratteristiche che gli permettono di essere considerato il classico attaccante di peso.
Parlare solo di uomo d'area sarebbe riduttivo. Andrea infatti nel Palermo di Iachini, giostra spesso al fianco dell'ariete Lafferty, complice la sua capacità di corsa e l'abilità a giocare negli spazi. Spazi che riesce a crearsi facilmente per andare poi alla conclusione.
Partendo spesso lontanto dalla porta ha acquisito anche un buon tiro dalla distanza. Meglio se il classico tiro a giro che si insacca nell'angolino. Il suo punto di forza però è il fiuto per il goal e la facilità di farsi trovare sempre in area di rigore essendo dotato di un ottimo colpo di testa. Un attaccante completo, di quelli moderni dotato di estro, generosità, spirito di sacrificio, la classica punta vecchio stile.

Il suo ex allenatore ai tempi dell' Albinoleffe, Emiliano Mondonico lo ha definito come un attaccante d'altri tempi, freddo sotto porta, paragonandolo a mostri sacri del calibro di Boninsegna e Vialli.
Lui però dice di ispirarsi a Shevchenko con cui condivide alcune caratteristiche, e ammira molto Mario Gomez. Con la speranza che possa percorrere il cammino dei suoi grandi idoli non resta altro che augurare al Gallo le migliori fortune e magari augurarci che possa rappresentare il futuro del calcio italiano.





Salvatore Trapani
fonte foto: www.calciomercato.it 

martedì 21 gennaio 2014

Victor Matheus da Silva : 1995 - Brasile



 



Data di nascita: 04-01-1995.
Luogo di nascita: Cuiabà (Brasile).
Nazionalità: Brasiliana.
Squadra di appartenenza: Chievo Verona.
Ruolo: Centrocampista-trquartista.
Piede: Destro.




19 Maggio 2013, Bergamo, allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia si affrontano Atalanta e Chievo, due squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato. Minuto ’70 mister Corini getta nella mischia un diciottenne brasiliano fino ad allora sconosciuto dal pubblico italiano ma già sul taccuino di numerosi club italiani. Si tratta di Victor Matheus  da Silva.
Classe 95, brasiliano doc di Cuiabà, capitale dello stato del Mato Grosso, una delle 12 città brasiliane che ospiteranno il Campionato mondiale di calcio 2014, Victor inizia a masticare calcio fin da giovanissimo, all’età di 5 anni prima di entrare a nove nell’Accademia del Brasil Central.
Lì viene scoperto dall’occhio vigile degli scout del Chievo Verona, in particolare da Maurizio Costanti che decide di portarlo in Italia e inserirlo negli Allievi Nazionali della società clivense.
Sotto età viene aggregato anche per qualche scampolo di partita nella squadra Primavera.
La consacrazione avviene nella stagione 2012-2013 dove Victor timbra il cartellino 13 volte nelle 24 presenze disputate. Da lì inizia la sua ascesa che lo porta quindi a disputare lo spezzone di campionato contro l’Atalanta in serie A, subentrando al posto dell’altro brasiliano Cesar - che lo ha preso sotto la sua ala protettiva, contribuendo alla crescita umana e professionale del ragazzo - mettendo in seria difficoltà la retroguardia orobica con giocate di ottima fattura. In quella partita segna anche Cyril Thereau, suo idolo,  giocatore fantastico da cui posso apprendere tutti i giorni; le parole del brasiliano.
Quest’anno disputa il Campionato Primavera girone B, lo stesso di Milan, Inter, Atalanta, Udinese e Brescia, club dotati di una grande fucina di talenti. Si mette in mostra collezionando 11 partite andando a segno la bellezza di ben 14 volte, riuscendo a siglare 6 doppiette stagionali.
Talento assoluto e cristallino, riesce a ricoprire qualsiasi ruolo dal centrocampo in su. Predilige il ruolo di punta centrale o esterno di sinistra, quello maggiormente ricoperto nel corso della stagione.
Veloce, letale nell’uno contro uno, è dotato di una tecnica di base eccellente a cui abbina un’innata fantasia che gli permette di pescare il jolly da qualsiasi posizione con pregevoli numeri di alta scuola. Abile a smarcarsi e smarcare i compagni di reparto, accarezza il pallone come pochi riescono a fare alla sua età. Victor è dotato anche di un’ ottima precisione e potenza nelle conclusioni. Progressione, propensione al goal, intelligenza tattica e freddezza lo rendono un giocatore completo.
Di lui ne parlò bene Lorenzo D’Anna - suo ex allenatore nella Primavera dei Mussi Volanti e indimenticato difensore giallo-blu ai tempi della prima promozione in A –  che definì il giovane brasiliano come “ un giocatore di talento dotato di grandi qualità”.
Una piccola stellina cresciuta ammirando talenti come Messi, Fabregas e Cristiano Ronaldo.
Ancora acerbo, un po’ troppo leggero fisicamente, deve migliorare nella continuità e nella concretezza, sia sottoporta sia in mezzo al campo dove spesso si concede qualche giocata di troppo. Di certo la personalità non gli manca. Ma i numeri parlano per lui.
Goal assist e finezze varie hanno attirato l’interesse di numerosi club italiani tra cui Milan, Roma, Fiorentina e Juventus pronti ad accaparrarsi l’ennesimo fenomeno brasiliano, questa volta però dai capelli ossigenati.







Salvatore Trapani
fonte foto: www.europacalcio.it

giovedì 16 gennaio 2014

Federico Bonazzoli : 1997 – Italia





Data di Nascita : 21/05/1997
Luogo di nascita : Manerbio (BS) Italia
Squadra di appartenenza : Inter
Ruolo :  Attaccante, punta centrale
Piede :  Sinistro

Essere il secondo giocatore più giovane a debuttare in prima squadra  nella centenaria storia dell’Inter, dietro solo allo Zio Bergomi non è cosa da poco. Ne sa qualcosa Federico Bonazzoli, giovane punta di diamante dell’Inter Primavera nato a Manerbio (Brescia) che a 16 anni e 197 giorni esordisce in prima squadra il 4 dicembre 2013 al minuto ‘82 della partita Inter-Trapani valida per il quarto turno della Coppa Italia, subentrando al posto di Belfodil e andando vicinissimo alla sua prima marcatura con la maglia dei grandi. Un predestinato insomma.


Scoperto e acquistato dagli scout interisti alla tenera età di sei anni, viene prima parcheggiato un anno al Montichiari per poi passare nelle giovanili nerazzurre dove effettua a suon di goal tutta la trafila, fino ad arrivare a disputare l’attuale campionato Primavera dove ha già messo a segno 5 reti  in otto presenze.
In totale durante l’arco di questa mezza stagione,  ha già collezionato 14 presenze andando in goal 9 volte tra la sua Inter e la Nazionale Under 17 di mister Daniele Zoratto che ne ha fatto il perno d’attacco della sua squadra nonostante abbia solo 16 anni. Da ricordare la tripletta messa a segno nel giro di 10 minuti contro il Liechtenstein in Ungheria nella prima fase di qualificazione agli Europei di categoria.


Le sue ottime prestazioni hanno attirato l’interesse di numerose squadre tra cui il Barcellona, ma non provate a dirlo a Federico; per lui adesso c’è solo l’Inter con la speranza di entrare a calcare un giorno il campo di San Siro sulle note di Pazza Inter.
Prima di ogni partita confessa di guardare le partite di campioni assoluti come Ibrahimovic e Ronaldo a cui si ispira. Per caratteristiche può ricordare un Bobo Vieri più leggero e veloce.
Prima punta centrale con caratteristiche atipiche. Giocatore alto, dotato di un ottimo mancino e in possesso anche di grandi doti balistiche (da ricordare un goal in rovesciata nella giornata d’esordio del campionato primavera contro il Brescia). Abbina forza fisica ad una discreta eleganza ed una buona velocità. Come tutti i giocatori dotati di una notevole fisicità è abile a proteggere la sfera, mostrandosi utile ai compagni in entrambe le fasi. Fa dell’altezza una caratteristica letale che lo rende un ottimo colpitore di testa. Non disdegna  l’uno contro uno. Il buon mancino gli consente di rendersi pericoloso anche sui calci piazzati. Nonostante sia un classico numero 9 è capace anche di ricoprire il ruolo di seconda punta.


La cantera interista con in testa il Responsabile del settore giovanile Samaden  -sempre alla ricerca di talenti in erba-  pare che nemmeno questa volta abbia sbagliato. Basta ricordare gli ultimi talenti sfornati in casa Inter  e che oggi giocano in squadre di primo piano: Balotelli  Andreolli, Bonucci e  Destro giusto per citarne alcuni. Aspettando con ansia la sua esplosione, l’Inter se lo gode auspicando che il ragazzo cresca senza troppe pressioni preservando cosi  il suo talento. Chissà se anche questa volta la società meneghina ci ha visto giusto. Intanto Federico sogna e fa sognare.. Il futuro è dalla sua parte.

fonte foto :www.giovanili.inter.it





Salvatore Trapani

martedì 29 ottobre 2013

Giuseppe Aracri : 1997 - Italia


Giuseppe Aracri nasce a Montecchio Emilia e muove i primi passi nello Juventus Club di Parma prima che i crociati lo scovino e decidano di farlo entrare nel gruppo dei Giovanissimi.

Aracri ormai è al quarto anno a Collecchio, la sua crescita è costante tanto che nella scorsa stagione è riuscito ad arrivare a quota 15 gol in campionato. Ama giocare sul filo del fuorigioco e ha una freddezza in area di rigore che sicuramente rappresenta una delle sue caratteristiche principali. Vanta diverse presenze con la Nazionale Italiana Under 15 e il nuovo allenatore degli Allievi Nazionali Felice Tufano punta molto sulle sue qualità. Aracri ha subito dimostrato di avere il piede caldo anche in questo avvio di stagione con il gol messo a segno nell’amichevole con i pari età dell’Inter, regalando il pari ai suoi.

 Le altre sue vittime illustri in campionato sono state il Torino, lo Spezia e la Ternana, sempre gol determinanti quelli di Giuseppe finora. E’ sicuramente un prospetto interessante e la sua crescita sarà monitorata con attenzione dallo staff tecnico ducale.

martedì 1 ottobre 2013

Paolo De Vita: 1998 - Italia


Il calcio è un gioco diffuso uniformemente in tutta Italia. Tutti sognano di diventare calciatori professionistici. Paolo De Vita, di questo passo, vedrà il proprio sogno avvicinarsi sempre di più verso la realizzazione.

Classe '98, De Vita è un centrocampista in grado di rendersi pericoloso dalla distanza e di dettare con successo l'ultimo passaggio. Dotato di un fisico imponente, gioca nella scuola calcio napoletana Mariano Keller. Un'ottima tecnica associata ad una buona struttura fisica sono le sue caratteristiche principali che lo rendono il prototipo del centrocampista "moderno". Qualità che sfociano in un'innata duttilità, mister Troise lo scorso anno lo impiegava da trequartista dietro alla coppia d'attacco Sburlino-Liguori (talentino finito alla Ternana) mentre mister Bianco quest'anno preferisce impiegarlo in cabina di regia.

Lo scorso anno il gruppo 1998 della Keller ha vinto il campionato regionale di categoria, qualificandosi per le finali nazionali disputate a Chianciano. Memorabile la prova offerta dal centrocampista nel pareggio per 2-2 contro la compagine del Lucento (di seguito il video). Al termine del campionato, De Vita ha segnato una decina di gol, mettendosi in luce tra i più promettenti del club. La bontà delle sue qualità è confermata dall'interesse che Pescara e Ternana hanno manifestato con insistenza nei suoi confronti.
In particolare, la squadra abruzzese lo ha visionato e testato diverse volte. E, piccolo aneddoto, durante un provino lo scorso anno De Vita ricevette i complimenti da Vladimir Weiss, calciatore del Pescara in quel periodo ma attualmente all'Olympiakos. Inutile sottolineare come lo slovacco da quel momento sia diventato l'idolo del ragazzo.

Ovviamente questo è stato un grande motivo di orgoglio per il ragazzo scoperto e lanciato da mister Jimmy Schiano, prima persona a credere nelle indubbie qualità di De Vita.

giovedì 26 settembre 2013

Antonio Palma: 1994 - Italia



Nome: Antonio
Cognome: Palma
Data di nascita:03/01/1994
Luogo di nascita: Monza
Squadra di appartenenza: Nocerina

Nel calcio italiano in questo momento ci sono obiettivamente pochi giocatori di giovane età con caratteristiche da regista.
E’ anche per questo motivo che va seguito con particolare interesse il percorso di crescita di Antonio Palma, classe 1994, centrocampista di proprietà dell’Atalanta e titolare inamovibile dell’Under 19 di Alberigo Evani.


Dopo il primo approccio con il pallone nella Ges di Monza (la sua città natale), due anni dopo viene tesserato per il San Fruttuoso. Lì sfodera da subito un talento e delle qualità chiaramente superiori a quelle di qualsiasi altro coetaneo.
Per questo un osservatore lo segnala all’Atalanta, società alla quale approda all’età di otto anni.
Il suo percorso nel settore giovanile dell’Atalanta lo vede crescere di continuo, rendendolo un giocatore di grande visione di gioco, notevoli abilità tecniche e ottima intelligenza dal punto di vista tattico.
Dalla categoria Giovanissimi in poi inizia ad avere una responsabilità maggiore, poiché il giovane monzese inizia a portare al braccio sinistro la fascia di capitano che non molla più fino all’ultimo anno di Primavera (stagione 2012-13).
Tra le sue soddisfazioni principali quella di aver segnato quattro volte in due anni alle due milanesi (in due circostanze all’Inter ed in due al Milan) negli anni di Primavera.
Se la prima stagione (2011-12) è stata poco esaltante a livello di squadra (ottima invece a livello personale), quella 2012-13 è stata sia per il numero 8 che per la sua squadra una stagione di crescita importante e piena di soddisfazioni (se escludiamo l’eliminazione ai gironi dal Torneo di Viareggio ai gironi) che ha visto il raggiungimento della finale del Campionato Primavera.
Durante questa straordinaria stagione il piccolo centrocampista ha totalizzato ben 25 presenze, riuscendo anche ad esordire in serie A il 12 Maggio allo stadio Friuli contro lUdinese, entrando al minuto ‘71 posto di Radovanovic (ora al Chievo) e giocando un’ottima gara. Inoltre è stato spesso in panchina con la prima squadra in diverse gare.

Da qualche settimana l'Atalanta ha ceduto i diritti delle sue prestazioni alla Nocerina in Lega Pro, con la formula del prestito (su di lui erano vigili anche Bari e Pescara in B).
Palma ha fatto il suo debutto ufficiale nel primo turno di Coppa Italia il 5 agosto giocando in maniera discreta, nonostante la sua squadra sia stata sconfitta per 0-2 dal Pordenone.
In un avvio di campionato che vede senza dubbio i molossi un po’ in difficoltà è risultato sempre tra i più positivi: di questo fatto si è accorto anche mister Fontana, che finora non lo ha mai tolto dal campo.


NAZIONALE

La nidiata dei 94 a cui Palma appartiene comprende giocatori di primissima fascia già titolari in serie A, come per esempio Murru e Berardi.
A differenza di questi ultimi Antonio è entrato nel giro azzurro da poco tempo, ovvero a fine 2012, ad eccezione di qualche presenza con l’under 16.
Evani lo ha convocato per la gara amichevole contro la Republica Ceca e al 57’ Palma ha segnato su assist di Roberto Insigne la rete del momentaneo 2-0 (4-0 il risultato finale).
In tutto ha raccolto otto presenze con la maglia azzurra condite anche da un altro gol: questa seconda segnatura è stata decisiva nella vittoria contro la Germania per 1-0, sempre in gara amichevole.
Ha anche partecipato alla fase Elite dell’Europeo Under 19, disputando tutte e tre le gare, due da trequartista e una nel suo ruolo naturale (centrocampista centrale nel 4-4-2). Nelle due gare in cui ha giocato più avanzato è stato sostituito da Padovan, mentre ha disputato tutti i novanta minuti della gara persa 5-1 con la Turchia, in cui è risultato essere tra i pochi a salvarsi nella sonora sconfitta che ha di fatto escluso gli azzurri dalla fase finale.
Ha giocato con l’under 19 anche altre gare in cui ha impressionato positivamente, soprattutto quella contro la Slovacchia.
Da quest’estate non apparterrà più all’Under 19 ma all’Under 20, anche se finora Evani non l’ha più preso in considerazione.
Se dovesse continuare così, è probabile però che il suo ritorno in azzurro sia solo questione di tempo.

CARATTERISTICHE


Palma è stato impiegato sia come mezz’ala in un centrocampo composto da tre uomini che come centrale in una linea a quattro.
Tecnica superiore alla media e ottimo cambio di passo fanno di lui un giocatore temibile per gli avversari e la cosa che può far ben sperare i dirigenti della Dea è che il ragazzo ha ancora notevoli margini di miglioramento, soprattutto in fatto di continuità.
Spesso riesce a rimediare ai propri errori salendo in cattedra dopo un inizio meno brillante, come abbiamo visto per esempio nelle gare contro Fiorentina e Milan dei playoff Primavera.

La sua struttura fisica lo può penalizzare quando incontra avversari fisicamente più prestanti.
Tecnicamente può ricordare Verratti, anche se ogni giocatore ha caratteristiche a sé stanti, e comunque Palma è più portato a cercare la conclusione alla distanza rispetto al centrocampista del PSG.

CURIOSITA’

 
E’ raro sentir parlare di giocatori che frequentano l’università: tra questi pochi rientra Antonio, che dopo aver superato la maturità con 73/100 al Liceo scientifico Giuseppe Peano di Monza ha deciso di iscriversi alla facoltà di giurisprudenza a Milano.
In tanti anni di pallone è stato espulso una sola volta, da Francesco Guccini.
Eh no, cari lettori, non è un errore di battitura ma un curioso caso di omonimia: l'arbitro dell'ultima gara di campionato della Nocerina, a Pisa, si chiama proprio come il famoso cantautore bolognese, e ha espulso Palma per una protesta, a dire del ragazzo, inesistente.

Filippo Maggi (Foto Copyright)



mercoledì 18 settembre 2013

Giovanni Di Lorenzo: 1993 - Italia


 - (fonte foto: laserieb.com) -
Un toscano roccioso, ricciolino, compatto con lo sguardo “minaccioso” a far temere gli attaccanti che passano dalle sue parti. Giovanni Di Lorenzo, difensore della Reggina, è una delle promesse dell’immediato futuro. 

Lo sa bene Luigi Di Biagio, selezionatore dell’Under 21 che, nelle qualità del ragazzo ha creduto fin dallo scorso anno convocandolo, spesso e volentieri, per la selezione Under 20.

Cresciuto nell’Arezzo, passa alla Reggina giovanissimo calcando i campi del Sant’Agata prima con gli Allievi Nazionali, poi con la Primavera. Da subito si capisce di che pasta è fatto. Ferraro e Venuto, i due tecnici che si sono susseguiti durante gli anni alla guida della Primavera, capiscono le qualità del ragazzo, relegandogli un posto da titolare nel centro della difesa amaranto.

Il suo anno migliore è, però, quello appena trascorso in Prima Divisione con il Cuneo. Il calciatore toscano ha scalato i ranghi delle gerarchie piemontesi conquistando, settimana dopo settimana, il posto da titolare: prima al centro della difesa, poi spostato sulla fascia destra ed è qui che dà il meglio di sé arrivando a conquistare la fiducia, come detto poco più sopra, di Gigi Di Biagio.

La Reggina lo riabbraccia dopo averlo fatto maturare, oggi lo guarda in Under 21, domani in campo con la maglia amaranto nell’anno più importante, quello del centenario.

fonte: Antonio Paviglianiti - laserieb.com

martedì 17 settembre 2013

Valerio Trani: 1997 - Italia


Nome e Cognome: Valerio Trani
Data di nascita: Roma, 16.Maggio.1997
Nazionalità: italiano
Altezza: 179 cm
Peso forma: 70,5 kg
Ruolo: attaccante
Piede: destro
Squadra di appartenenza: As Roma
Numero di maglia: 9
Convocazioni nazionali: Italia 15, 16, 17


17/09/2013 - Ho avuto la possibilità di scrutare, nel loro habitat, diversi rapaci ma in pochi mi hanno impressionato per cattiveria e concretezza. Nella storia del calcio diversi attaccanti hanno realizzato autentiche carrellate di reti, ma non tutti avevano il privilegio di vivere in campo un vero e proprio feeling con il gol. Un rapporto naturale e istintivo che non conosce crisi, in gergo calcistico denominato “fiuto per il gol”. Chi detiene questo particolare fiuto giunge al tiro con cattiveria e mai con sufficienza e si avventa come un leone affamato su ogni pallone, anche quello in apparenza più innocuo, perché l’occasione giusta è sempre la prossima. Di numeri nove, come dicevo, ne abbiamo visti diversi ma sono sicuro che tutti ne ricordiamo con affetto e timore un paio, al massimo tre: Pippo Inzaghi e Gabriel Omar Batistuta sono i miei preferiti e gli unici a cui affiderei tutto il peso di un attacco. Fra i tanti aspiranti numeri nove invece, ce n’è uno in “Terra nostra” tra l’altro, che ha iniziato questa stagione calcistica decisamente con il piglio giusto: Valerio Trani centravanti dell’As Roma ha risposto presente sia alla prima convocazione con la Primavera di mister De Rossi che al Torneo under 17 “Quattro Nazioni”, appena concluso con la vittoria finale degli azzurrini di mister Bruno Tedino.
. Valerio Trani sin dagli esordi si è distinto per il suo rapporto prolifico con i gol e in questa stagione si appresta a superare il suo primo esame/ostacolo più difficile. Valerio è un ragazzo classe 1997 dotato di una fisicità importante rispetto ai suoi coetanei, sfiora il metro e ottanta e possiede di già una muscolatura ben delineata e solida. E’, inoltre, un atleta molto valido: rapido, scattante e resistente. E’ stato inserito fra i ragazzi del gruppo Primavera della Roma, tant’è che alla prima giornata di campionato contro il Crotone, mister De Rossi senza troppi indugi l’ha buttato in campo e il ragazzo si è subito fatto trovare pronto, realizzando una doppietta. Fisicamente può tranquillamente competere con avversari più grandi e in questa stagione è chiamato a dividersi fra Primavera e Allievi, espediente che lo condurrà a un processo di maturazione più rapido, sempre se continuerà a farsi trovare pronto e a rubare il mestiere dai compagni più esperti. Allenandosi con i ragazzi della Primavera avrà anche la possibilità di stare più a stretto contatto con la Prima squadra e quindi con capitan Totti. La società giallorossa è ben consapevole di possedere fra le proprie fila un prospetto molto importante, un bomber romano di nascita, un attaccante completo e prolifico ed è per questo che è stato inserito nella formazione Primavera, dove tra l’altro può avvalersi degli assist di Di Mariano e Cedric Tchoutou, due ragazzi eccezionali, dalle qualità importanti che di già con la loro sola presenza rendono l’attacco giallorosso altamente competitivo. Trani è una prima punta rapida e scaltra che sa dare profondità alla propria squadra. E’ un attaccante piuttosto completo, sa farsi trovare sempre pronto all’appuntamento con il gol, sa difendere la sfera spalle alla porta e dialogare con i compagni di attacco. La sua qualità che salta subito all’occhio è l’opportunismo, è un rapace d’aria di rigore che fiuta l’errore dell’avversario e lo azzanna senza alcuna pietà. Dal punto di vista tattico è un attaccante che fa dei movimenti senza palla la sua arma migliore, si tuffa letteralmente negli spazi e sa portarsi dietro gli avversari di turno per creare autostrade per le mezzepunte. La sua ostinata ricerca del gol lo rende un attaccante particolarmente temuto e che incute insicurezza negli avversari, aspetto non da poco per un centravanti spietato e cattivo come Valerio che non aspetta altro che una lieve esitazione. Altra qualità importante che dimostra di possedere è la capacità di entrare subito in gara, altro aspetto in comune con quel famoso numero nove che ho citato ad inizio articolo e che gli permette di farsi trovare sempre pronto. In futuro questa sua qualità gli tornerà molto utile e farebbe bene a non sottovalutarla. Dal punto di vista tecnico ha sviluppato una base nei fondamentali abbastanza valida e sufficiente per il suo ruolo, è dotato di un discreto dribbling, coadiuvato da un buon controllo e calcia la palla con potenza in particolar modo con il suo piede forte: il destro, con il quale sa piazzare la sfera dove vuole. Può migliorare tanto con il sinistro, per quanto gli ho visto calciare la palla in alcuni frangenti abbastanza bene anche con il suo piede debole, ed è particolarmente pericoloso di testa. Sa elevarsi molto bene da terra e con i tempi giusti soprattutto, altro aspetto da non sottovalutare infatti è la buona coordinazione che ha saputo sviluppare negli anni. Gioca per il gol ma anche per la squadra, da buon attaccante moderno. La strada è ancora lunga ma noi romantici ci prendiamo di già il lusso di sognare i gol di Valerio Trani nelle serate che contano.


Gianluca Castagna

giovedì 12 settembre 2013

Matteo Liviero: 1993 - Italia


immagine tratta da www.canalejuve.it

Cognome: Liviero
Data di nascita: 13/04/1993
Nazionalità: italiana
Squadra: Carpi (in prestito dalla Juventus)
Posizione: terzino sinistro
Altezza: 179 cm
Peso: 68 kg

Cresciuto nelle giovanili della Juventus, il debutto di Matteo Liviero tra i professionisti è stato di quelli che non si dimenticano. E’ il 4/11/2010, in un freddo pomeriggio di Torino la rimaneggiata Juve di Delneri affronta il Salisburgo in Europa League. Al 51’ Liviero entra al posto di Giandonato, posizionandosi nel suo ruolo naturale, quello di terzino sinistro. Pur senza strafare e limitandosi al compitino, fa la sua buona figura, in quello che sarà uno scialbo pareggio per 0-0. Tornerà a giocare poi in Primavera, con la quale nel 2012 vince il Torneo di Viareggio pur non scendendo in campo nella finale contro la Roma. Nell’estate dello stesso anno viene ceduto in prestito al Perugia, in Prima Divisione Lega Pro. L’occasione per farsi le ossa in una piazza di livello per la categoria sembra essere buona, ma l’avventura del ragazzo in terra umbra si complica a fine settembre. Durante l’incontro tra Perugia e Pisa infatti Liviero è protagonista, suo malgrado, di un brutto scontro di gioco con Buscè, che lo costringe a subire un intervento chirurgico al rene. Il 4/12, a sessantacinque giorni dall’operazione, Liviero torna in campo nel finale di Perugia-Lecce, incontro valido per la Coppa Italia Lega Pro. I medici hanno poi rassicurato tutti sull’integrità fisica del ragazzo, che è addirittura rientrato un mese prima di quanto previsto. La stagione di Liviero a Perugia si conclude con all’attivo venti presenze. Nella sessione di calciomercato appena terminata, la Juventus lo gira in prestito con diritto di riscatto della metà al Carpi, in serie B. Frattanto è arrivato anche l’esordio con l’Under 21 di Gigi Di Biagio, che lo ha convocato e schierato nella partita persa 3-1 contro il Belgio. Per Liviero si tratta di una piacevole continuazione nella trafila delle nazionali giovanili, avendo già fatto parte delle selezioni Under 17, Under 19 e Under 20.

Liviero è il classico terzino sinistro di spinta, è in possesso di ottime doti per quanto concerne corsa e resistenza e anche sotto il profilo tecnico ha fondamentali di tutto rispetto, basti pensare che pur essendo mancino padroneggia con disinvoltura anche il piede destro. Dovrebbe avere alle volte più coraggio nella fase offensiva proprio per le doti di cui sopra, mentre molto buone sono le doti viste in fase difensiva, sia in marcatura che in posizionamento, tanto da non scartare in situazioni di emergenza un suo utilizzo da centrale. Dal punto di vista caratteriale è un ragazzo introverso, molto pacato in campo con compagni, avversari e arbitro. Piccola curiosità, al momento non sembrerebbe legato a nessun agente.

Alessandro Paparella

venerdì 19 luglio 2013

Lorenzo Longo: 1994 - Italia



Nome: Lorenzo
Cognome:  Longo
Nazionalità: Italiana
Data e luogo di nascita: 06-04-1994 a Noci (BA)
Altezza: 1,73 m
Peso:  66 Kg
Ruolo: attaccante
Squadra attuale: Bari

 

fonte foto: Simpatizzante Villa

Carriera: originario di Alberobello, è cresciuto nel settore giovanile del Bari, dove è stato seguito da Giovanni Loseto, tecnico dei Giovanissimi Nazionali e bandiera storica della società biancorossa. Durante lo scorso campionato l’A.S. Bari lo ha dato in prestito all’Ischia, vincitrice del campionato di serie D e della poule scudetto, dove ha realizzato 10 goal in 26 presenze, alcuni dei quali di un certo spessore tecnico. L’allenatore che lo ha portato alle luci della ribalta è dunque Salvatore Campilongo, che lo ha voluto all’Ischia e gli ha cucito addosso il ruolo di attaccante esterno. Il suo talento e la forte personalità lo hanno reso uno dei pilastri della squadra più forte e dell’attacco più prolifico della serie D.

Caratteristiche:  è un esterno offensivo che predilige giocare a destra nel 4-3-3, ma riesce bene anche a sinistra o dietro le punte come trequartista. E’ abile a inserirsi negli spazi in zona gol trovando i tempi giusti nella fase di inserimento. Riesce sempre ad essere nel vivo dell’azione partecipando attivamente alla costruzione della manovra, creando spazi e offrendo rapide triangolazioni. Bravo tecnicamente, è dotato di un ottimo tiro mancino che gli permette, giocando sulla fascia destra, di tirare direttamente in porta. Il tiro con il piede destro è da migliorare, insieme alle accelerazioni palla al piede e alla capacità di dare profondità alla manovra. Ha fatto parte del tridente della squadra che si è rilevata il maggior attacco di tutta la Serie D: la presenza di due calciatori di esperienza come Masini e Cunzi gli ha permesso di vivere l’esperienza ad Ischia come momento di crescita umana e professionale.

Mario Alghiri

venerdì 5 luglio 2013

Michele Fornasier: 1993 - Italia


foto da: sampdoria.it
Italia-Manchester e ritorno: sono solo apparentemente parallele le storie di Macheda e Fornasier, "scippati" al Bel Paese tra mille polemiche e rientrati dal porto della città più inglese d'Italia, entrambi per vestire la maglia della Sampdoria.
Carico di attese il rimpatrio di "Kiko" Macheda: si trattava del ritorno (per sei mesi, in prestito) del figliol prodigo indicato da Don Balon tra i migliori talenti del mondo; la punta capace di segnare all'esordio, da 17enne, un gol decisivo all'Old Trafford. Eppure da quel giorno Macheda non ha segnato più un solo gol in un campionato professionistico tra Genova, Manchester, Londra e Stoccarda.
Michele Fornasier arriva invece alla Sampdoria in punta di piedi, il primo giorno del calciomercato a parametro zero, senza squilli di tromba né etichette pesanti come fu per Macheda, al tempo introdotto come il colpo di mercato destinato a non far rimpiangere Pazzini, il bomber da 20 gol della storica cavalcata-Champions.

L'esperienza inglese...
Il mondo del web calcistico ama il gossip più che il campo, per cui alla mancanza totale di schede tecniche esaustive sul giocatore si accompagna l'estrema facilità nel rinvenire un resoconto dettagliato della sua vita sportiva: capitano della formazione Allievi Regionali della Fiorentina, è stato al centro di una diatriba legale a causa della presunta illiceirà del suo contratto con i Red Devils, firmato da minorenne senza il consenso della società gigliata. Il ricorso della Viola è stato però rigettato dalla federazione internazionale, così Fornasier ha potuto giocare dal 2009 sino alla scorsa stagione con la formazione riserve del Manchester United, di cui è stato uno dei pilastri. Tutt'altro che profeta in patria: seppur ambito a livello internazionale, la sua esperienza con le nazionali italiane si limita a 2 sole presenze con la selezione under-19.

Le caratteristiche tecniche...
Michele Fornasier di ruolo è un difensore centrale "di cuore e di testa":
Cuore, perché ad un bagaglio tecnico limitato sopperisce con l'intensità di gioco e l'aggressività nella fase di recupero del possesso palla;
Testa, intesa come sapienza tattica, che gli evita montagne di cartellini grazie ad un'innato istinto nella scelta del tempo per gli interventi, ma soprattutto come attitudine al gioco aereo: con la sua stazza ed un assaggio di lavoro tattico italiano, Fornasier ha la possibilità di affinare le sue abilità ed affermarsi come uno dei calciatori più pericolosi sui calci piazzati.

Prospettive blucerchiate...
Lo sponsor principale di Fornasier è il ds Osti, con cui il talentino condivide il luogo natio (Vittorio Veneto). Queste le parole pronunciate dal ragazzo per la sua presentazione, in merito al rapporto con Osti:
"Il direttore mi conosceva già ai tempi del Conegliano. Voleva portarmi all'Atalanta nel 2007, ma poi non se ne fece nulla e mi accordai con la Fiorentina. In questi anni Osti non mi ha mai perso di vista e la Sampdoria, negli ultimi tempi, è stata la prima società a interessarsi, ha dimostrato fiducia nei miei confronti, e adesso sono qui, pronto a mettermi a disposizione".
Fornasier è un talento grezzo, ma consapevole delle sue caratteristiche e voglioso di lavorare: per questo motivo ha tutte le carte in regola per stupire Delio Rossi in ritiro e ritagliarsi il suo spazio nell'undici blucerchiato, nonostante la concorrenza di giocatori importanti come Gastaldello o l'adattato Palombo.



LA CARTA DI IDENTITA'
Nome: Michele Fornasier
Ruolo: Difensore centrale
Data di nascita: 22 agosto 1993
Luogo di nascita: Vittorio Veneto (Treviso)
Nazionalità: Italiana
Altezza e peso: 1,86 m x 80 kg
Piede preferito: Destro
Club di appartenenza: Sampdoria
Club precedente: Manchester United


Giuseppe Brigante

venerdì 14 giugno 2013

Luca Clemenza: 1997 - ITALIA


Luca Clemenza, nato a Cittiglio in provincia di Varese il 9 Luglio 1997, è l'ennesimo prodotto interessante proveniente dal vivaio della Juventus; dopo i primi anni di crescita calcistica nelle giovanili del Montecchio Maggiore, passa al Vicenza, dove con le sue prestazioni si riesce a guadagnare le attenzioni della società bianconera, che acquisisce il suo cartellino nell'estate del 2011. Nella stagione 2011-2012 viene inserito nella rosa dei Giovanissimi Nazionali di Claudio Gabetta, con la quale è autore di una stagione abbastanza positiva, impreziosita da alcune prestazioni stupefacenti (nell'Aprile 2012 segnò 6 gol nel 9-0 al Casale), che si conclude con l'eliminazione discussa nella Final Eight e con la promozione personale per la stagione successiva nella categoria Allievi; inizialmente, essendo classe '97, sembrava dovesse far parte della rosa degli Allievi B (con i quali ha anche siglato due gol quest'anno), ma presto ci si è accorti del suo talento indiscusso che lo ha portato ad essere aggregato per quasi tutta la stagione con gli Allievi A, allenati da Ivano Dalla Morte. Il giovane trequartista di Cittiglio fatica un po' nella prima parte di stagione, come d'altra parte tutta la rosa che non riesce a conseguire i risultati sperati, ma sotto le direttive del mister Dalla Morte riesce a trovare una propria identità tattica e ad inserirsi perfettamente nella manovra corale della squadra fino all'exploit di queste ultime tre settimane:
foto calciotalenti.it
Luca infatti è stato l'uomo partita nel primo spareggio per l'accesso alle Final Eight contro la Fiorentina, mettendo a segno una doppietta (secondo gol spettacolare in semirovesciata all'altezza del dischetto del rigore), e pochi giorni fa nella partita contro il Genoa, durante la quale è riuscito a siglare altre due reti nonostante essere partito inizialmente dalla panchina; 4 gol (come durante tutta la stagione regolare) in meno di tre settimane e una serie di prestazioni che lo inseriscono di diritto nel novero dei talenti nostrani U17 e che gli permettono di porsi al centro dell'attenzione di tutti gli addetti ai lavori.

Luca è un trequartista mancino, può giocare anche su una delle due fasce come esterno di centrocampo, molto abile tecnicamente e capace di sfruttare il suo sinistro sia per concludere l'azione, che per assistere i propri compagni di reparto; i due gol siglati due giorni fa nella partita contro il Genoa riassumono perfettamente tutte le sue caratteristiche, micidiale nel tiro da fuori area (gol del 3-1 e del 5-1), pericolosissimo quando punta gli avversari in velocità (gol del 5-1) e con una particolare predisposizione per tirare i calci da fermo (il gol del 6-1 scaturisce da una sua punizione finita sulla traversa). I suggerimenti di mister Dalla Morte sono sicuramente serviti al ragazzo, inizialmente relegato spesso in panchina, ma capace di guadagnarsi con il passare del tempo la fiducia dell'allenatore (che lo alterna spesso con Sallustio), inserendosi perfettamente nello scacchiere tattico nel ruolo di trequartista del 4-3-1-2. Non è un caso che il ragazzo sia nel giro delle Nazionali Giovanili Italiane, in particolare è stato già convocato da Zoratto per la sua U16.

 Aspettando la conclusione delle finali degli Allievi, difficile ipotizzare quale sarà il futuro di Clemenza per la prossima stagione, visti anche i vari cambiamenti che stanno maturando per quanto riguarda le guide tecniche del settore giovanile della Juventus: l'ipotesi più concreta è che comunque il giovane numero 10 sarà aggregato inizialmente alla squadra Primavera (che quest'estate perderà elementi di valore come Beltrame e Schiavone) cosi' come altri suoi compagni di squadra quali Audero, Donis, Vitale e Varga che hanno ben impressionato nel corso dell'ultimo anno solare.

mercoledì 29 maggio 2013

Gennaro Armeno: 1994 - Italia


fonte foto: Antonio Vitangelo

Nome: Gennaro
Cognome:Armeno
Nazionalità: Italiana
Data e luogo di nascita: 12-02-1994 a Pozzuoli
Altezza: 1,75 m
Peso:67 Kg
Ruolo: Centrocampista
Squadra attuale: Ischia (Lega Nazionale Dilettanti)

Carriera: E’ cresciuto nella Puteolana 1909, società sportiva dilettantistica di Pozzuoli, dove ha cominciato a giocare a calcio all’età di 5 anni e ha militato fino al 2011 nella categoria Allievi Regionali. Dopo aver disputato il primo campionato di Eccellenza con il Monte di Procida nella stagione 2011/2012, nell’estate scorsa è stato acquistato dall’Ischia Isolaverde, rivelatasi la squadra più forte del campionato di serie D nell’anno in corso. Grazie alle ottime prestazioni, Armeno può essere considerato a pieno titolo uno degli artefici della promozione dell’Ischia in Lega Pro e della conquista della poule scudetto. L’impegno profuso in campo è stato apprezzato anche da mister Magrini, che lo ha convocato al torneo di Viareggio nella Rappresentativa di serie D, selezione dei migliori giovani talenti della massima serie della LND. La prossima stagione giocherà ancora con la squadra campione d’Italia di serie D, firmando il suo primo contratto da professionista. Lo staff di primordine e i successi finora ottenuti fanno presagire un futuro ricco di interessanti prospettive per il giovane Armeno e per l’intera compagine ischitana.

Caratteristiche: è un esterno sinistro offensivo, dotato di un ottimo dribbling e di un buon piede mancino. Veloce nei cambi di direzione, riesce a trovare i tempi giusti nella fase di inserimento grazie alla rapidità nell’uno-due e nei passaggi di ritorno. La capacità di verticalizzare il gioco gli consente di giocare anche a ridosso della prima punta. Dotato di buone capacità di smarcamento, si libera facilmente dal controllo dell’avversario e partecipa alla fase di possesso favorendo la progressione del gioco e dando profondità all’azione. Per completarsi dal punto di vista tecnico deve migliorare il tiro con il piede destro.
Giovane di spessore, seppur acerbo ha dimostrato grande personalità nelle partite chiave del torneo di D e grande spirito di sacrificio come in occasione del torneo di Viareggio dove è stato utilizzato anche come terzino sinistro nel 4-4-2.
Alla domanda “A quale grande calciatore ti ispiri” ha risposto in maniera secca “Pavel Nedved. Il paragone con la “furia ceca” è ancora prematuro ma, se due indizi fanno una prova, il naturale tiro mancino e l’ottima tenuta atletica rendono del tutto legittima l’aspirazione del giovane fantasista puteolano.

Mario Alghiri

sabato 25 maggio 2013

Said Ahmed Said: 1993 - Italia



- (fonte foto: ghanasoccernet.com) -
Nome: Said Ahmed Said
Società di appartenenza: Genoa
Ruolo: prima punta (seconda punta - ala destra)
Data di nascita: 20/04/1993
Altezza: 180 cm



Carriera - Said Ahmed Said è un attaccante ghanese, naturalizzato italiano, attualmente in forza al Genoa. Cresciuto nel settore giovanile dell'Inter, Said disputa la stagione 2010-11 nella Primavera del Chievo: 9 apparizioni, di cui soltanto una dal primo minuto. I buoni rapporti di mercato tra Inter e Genoa ne facilitano il passaggio in rossoblu durante l'estate successiva: 24 presenze e 6 gol sotto la guida di Mister Novelli, in un annata relativamente priva di acuti sia a livello individuale che a livello collettivo. Nel 2012 la guida tecnica della Primavera viene nuovamente assunta da Luca Chiappino. Il tecnico, reduce da due stagioni alla guida degli Allievi, dimostra fin da subito di avere fiducia nei confronti del ragazzo, prestandogli un aiuto di non poco conto nell'esprimere al meglio le proprie qualità: 15 gol in 16 partite, numeri e prestazioni che gli valgono numerose convocazioni ed alcune presenze in prima squadra: 5 per l'esattezza, condite da una rete al Chievo in quel di Marassi durante la gestione Delneri. Chiamato da Alberigo Evani nell'Under 19 italiana, Said sceglie di vestire la maglia Azzurra.


Caratteristiche tecniche - Nella Primavera rossoblu guidata da Mister Chiappino viene impiegato prevalentemente come prima punta di un 4-3-3, ma all'occorrenza può agire come ala destra di un tridente o come seconda punta in una coppia d'attacco. Dotato di grande forza fisica, è abile sia negli spazi stretti che in campo aperto, seppur abbia margini di miglioramento sotto il profilo tecnico. Ha un buon tempo di smarcamento nell'uno contro uno ed in fase realizzativa è efficiente sia di testa che di piede. Il prossimo step della sua crescita calcistica dovrà essere rappresentato dall'acquisizione di quella costanza di rendimento finora mancata, anche all'interno della stessa partita. Inoltre, disponendo di una buona corsa (più sul lungo che sul breve) può migliorare nell'attacco agli spazi al fine di essere più incisivo cercando la profondità alle spalle dei difensori avversari. In tal senso, è solito partire spalle alla porta, fattore che gli permette di far accorciare la squadra, ma che ne limita la variabilità indispensabile di soluzioni. Un club di media fascia in Serie B potrebbe rappresentare la tappa ideale per il futuro prossimo di Said.


Matteo Cocco

mercoledì 22 maggio 2013

Simone Fontanarosa: 1992 - Italia


Nome: Simone
Cognome:  Fontanarosa
Nazionalità: Italiana
Data e luogo di nascita: 17-10-1992 a Napoli
Altezza: 1,80 m
Peso: 75 Kg
Ruolo: Centrocampista
Squadra attuale: Savoia (Lega Nazionale Dilettanti)



 fonte foto: Il Cigno Art

La linea verde adottata dalla LND ha fatto emergere ottimi giovani  che, per carattere e talento, spesso non hanno nulla da invidiare ai più blasonati ragazzi delle primavere; anzi formano il carattere e lo spirito agonistico su campi caldi, dovendo far fronte a tifoserie esigenti e spesso impetuose. Uno di questi è Simone Fontanarosa.

Carriera: Inizia a dare i primi calci al pallone nella scuola calcio Freccia Azzurra di Casoria(NA). Qui viene notato da Ciro Muro, ex giocatore del Napoli e attuale allenatore dei Giovanissimi Nazionali della squadra partenopea che, viste le sue qualità, lo porta in una delle scuole calcio più prestigiose della Campania, la “Mariano Keller”.  Dopo 4 anni si trasferisce alla Viribus Unitis (Somma Vesuviana) dove disputa il suo primo campionato di Serie D. Le sue prestazioni vengono notate dal Savoia, che decide di puntare fortemente su di lui per vincere il campionato di Eccellenza. Il ragazzo accetta il trasferimento a Torre  Annunziata, consapevole dell’importanza storica della squadra in cui sta per approdare e vive il passaggio ad un campionato minore come una grande opportunità in prospettiva, non come una retrocessione; infatti vince il campionato ritornando in Serie D nella stagione 2011/2012. Quest’anno con la maglia del Savoia ha disputato 23 partite e realizzato 2 gol. A causa di un infortunio, ad inizio marzo deve salutare la stagione appena terminata per una lacerazione del legamento crociato del ginocchio destro (il suo rientro è previsto per fine Agosto). L’esperienza che sta vivendo a Torre Annunziata gli ha permesso di formare carattere e spirito agonistico, all’interno di una compagine che non ha dimenticato i fasti della serie cadetta. Il ragazzo è riuscito a trasformare le critiche in carica positiva: dopo le prime giornate in cui era stato messo ai margini della formazione titolare da Vitter, ha saputo ritagliarsi un posto importante, rivelandosi uno dei migliori under del campionato.                                                                                                         
Caratteristiche tecniche: è un centrocampista centrale, che predilige stare davanti alla difesa. Concreto ed efficace nei passaggi, cerca sempre di giocare la palla senza mai buttarla, evitando estetismi fini a sé stessi. Motore del centrocampo del Savoia, è capace di dare le giuste risposte tattiche al gioco della squadra, associando un’ottima visione di gioco ad un buon controllo di palla. Sa liberarsi facilmente dal pressing degli avversari, effettuando  triangolazioni efficaci e dando fluidità al gioco in fase offensiva. Altruismo, tenacia e spirito di sacrificio gli permettono di essere sempre nel vivo dell’azione creando un perfetto accordo tra il reparto offensivo e quello difensivo e muovendosi sempre in aiuto dei compagni. Nella fase di non possesso è bravo a chiudere gli spazi, guidando il pressing in difesa pur essendo la velocità un aspetto su cui deve ancora migliorare. 
 
Progetti per il futuro: Simone è un ragazzo dalla mentalità duttile ed equilibrata, umile ma ambizioso. Estremamente legato alla squadra che gli ha dato modo di farsi conoscere, ha espresso la volontà di rimanere al Savoia anche per la prossima stagione, senza per questo temere confronti con il calcio professionistico.

Mario Alghiri

lunedì 20 maggio 2013

Saverio Madrigali - 1995 - Italia


foto: AC Fiorentina
Nome: Saverio
Cognome: Madrigali
Data di nascita: 28 gennaio 1995
Luogo di nascita: Pisa
Altezza: 190 cm
Peso: 81 kg
Squadra: Fiorentina








Big Brother is watching you. Quello per George Orweel era un'invasione della privacy, per altri può trasformarsi in una grande opportunità. Ovviamente non sto parlando di falsi miti della tv, ma di ragazzi che si son messi in mostra grazie al loro talento. Sudore, sacrificio e tanto tanto impegno, son queste le qualità che i ragazzi del Talent "Calciatori - Giovani Speranze" hanno mostrato all'Italia intera, tenendo attaccati alla tv milioni di persone. Gulin, Rosa Galstaldo, Gondo, Lezzerini, Madrigali, Bangu.. ragazzi normali, con un sogno nel cassetto: diventare dei campioni. 
Saverio Madrigali nasce a Pisa il 28 gennaio 1995. Inizia a giocare a calcio fin da bambino, entrando all'interno della scuola calcio Freccia Azzurra, una squadra della sua città. All'ombra della torre pendente più famosa del monto si forma come giovane calciatore ed uomo, avvalendosi dell'aiuto di un tecnico che gli ha dato tanto: Maximiliano Magliulo. Il primo incontro con l'allenatore che ne segnerà l'inizio di carriera avviene a 12 anni, quando il difensore pisano viene fatto allenare con ragazzi due anni più grandi di lui. Sulle pagine de "Il Tirreno" è lo stesso Magliulo a ricordare uno dei momenti più intensi della sua vita sportiva: "Quando proposi la cosa - dice - mi presero quasi per pazzo. Saverio era grassottello, ma in lui riconobbi subito una qualità fondamentale: l’intelligenza tattica. In questa esperienza trovai una spalla importante in Lamberto Piovanelli e, forte del suo sostegno, iniziai su Saverio un lavoro specifico. Risultato: alla fine del girone di andata eravamo primi contro tutti i pronostici e in gennaio tre ragazzi, tra cui Saverio, vennero selezionati da squadre professionistiche". 
Fra questi ragazzi c'era appunto Saverio Madrigali, che si trasferisce a Firenze per vestire la maglia Viola. Aggregato agli Allievi Nazionali, nel giro di poche partite Madrigali non solo si distingue come uno dei più interessanti difensori d'Italia, ma guadagna anche la fascia di capitano della Fiorentina. La sua attitudine alla leadership e la sua calma trasmettono ai compagni tanta serenità e grande forza agonistica. 
Con i tecnici fiorentini inizia un lavoro di crescita fisica e tattica, che lo porta ben presto a scalare tutte le categorie del settore giovanile gigliato e trovare la convocazione in Nazionale. Con l'Under17 gioca 5 presenze, una delle quali "fatale" per il suo inizio di carriera. Contro la Germania, infatti, riporta la rottura del legamento crociato anteriore, che lo costringe ad uno stop di qualche mese. Durante la riabilitazione è uno dei protagonisti del docu-reality di Mtv "Calciatori giovani speranze", grazie al quale si fa conoscere all'Italia intera. 
Il lavoro dello staff medico della Fiorentina è ottimo, tanto che in estate Madrigali viene aggregato alla squadra Primavera di Leonardo Semplici. Qualche settimana per testare in allenamento il ginocchio e Madrigali torna in campo. Dalla sesta gioranta del campionato primavera il centrale di difesa si riprende il suo posto in campo, e non lo lascia più. Madrigali torna a guidare la difesa come prima dell'incidente, tanto da destare le attenzioni di Montella. Insieme a Capezzi viene aggregato sporadicamente alla prima squadra, guadagnandosi due convocazioni in Serie A. Nelle sfide casalinghe al Siena ed al Pescara, Madrigali non ha l'occasione di scendere in campo, ma può respirare l'aria del grande calcio. 
Allenarsi con giocatori affermati come Jovetic e Pizarro è una soddisfazione enorme, ma conoscendo il carattere meticoloso del ragazzo, son certo che abbia carpito i segreti di difensori esperti come lo spagnolo Gonzalo Rodriguez o il montenegrino Stevan Savic. 
Le grandi prestazioni agli ordini di Semplici hanno portato Madrigali ad esser nuovamente convocato in Nazionale. Il ct dell'Under18 Alberigo Evani lo ha infatti convocato per la sfida sul campo della Germania. Il difensore ha così esorcizzato i brutti ricordi, giocando 25 minuti sul campo dei tedeschi, senza riuscire ad evitare la sconfitta per 3-0. 
Tornato a pieno regime, la Fiorentina punta moltissimo su Saverio Madrigali, che potrebbe diventare uno dei pilastri del futuro. 
Saverio Madrigali è un difensore centrale intelligente e dotato di un gran fisico. Può giocare indifferentemente come interno di destra o di sinistra, perchè la sua principale dote è guidare la difesa. Come i grandi difensori, gioca a testa alta e non perde mai la calma. Possiede un innato senso della posizione ed una predisposizione al comando, che lo rende una sicurezza per i compagni. 
190 cm per 81 kg di peso, Madrigali è pressochè insuperabile nei colpi di testa, così come nella marcatura. Le prime punte soffrono moltissimo le sue "attenzioni", sempre corrette ma decise. Con la stazza fisica che madre natura gli ha regalato, è raro vedere Madrigali andare in anticipo, perchè preferisce braccare l'attaccante alle spalle, per chiudere ogni tentativo di girata. In recupero, grazie ad una buona accelerazione, fa del tackle uno dei suoi punti di forza. 
Tecnicamente è un giocatore capace di far ripartire l'azione, sia appoggiandosi al centrocampista che lanciando lungo. In questo fondamentale può ancora migliorare, specie allenandosi con un difensore come Gonzalo Rodriguez, che oltre ad un colpo di testa formidabile, possiede piedi di primissima qualità. 
Il difensore toscano ha tutto per far bene in Serie A e diventare un grande interprete del ruolo. Ciò che colpisce quando lo si vede in campo, è la sua tranquillità. Saverio si diverte, è concentrato ma non perde mai quella giovanile spensieratezza che rende il calcio lo sport più bello del mondo. Penso che possa essere questa la spinta decisiva per il decollo della sua carriera. 
Classe '95, Madrigali ha appena compiuto 18 anni e potrebbe facilmente rappresentare il futuro della Fiorentina. Piccoli campioni crescono, Firenze e la Nazionale si augurano che uno di questi si chiami Saverio Madrigali.

Daniele Berrone

domenica 28 aprile 2013

Daniele Baselli: 1992 - Italia


Nome e Cognome: Daniele Baselli
Data di nascita: Farfengo (BS), 12.Marzo.1992
Nazionalità: italiana
Altezza: 182 cm
Peso forma: 70 kg
Ruolo: centrocampista
Piede: destro
Squadra di appartenenza: comproprietà Cittadella e Atalanta
Numero di maglia: 16
Convocazioni nazionali: Under 18, 19, 21


28/04/2013 - Le voci, i sussurri di calciomercato dopo un paio di mesi di apparente tranquillità ricominciano a farsi spazio fra le pagine dei quotidiani sportivi più seguiti, per la gioia di tutti gli appassionati a cui mancavano. Il fascino del fantamercato, perché si parla proprio di fantamercato prima di entrare nelle fasi ufficiali o calde, è unico e particolare per l'appassionato di turno a cui piace più fantasticare e farsi coinvolgere dai sogni, piuttosto che assistere a una conferenza stampa ufficiale di presentazione. I club in tutto questo, in attesa degli ultimi verdetti di classifica, saggiamente stanno di già pianificando le prime mosse e il lavoro per la prossima stagione. Le rose necessitano di ritocchi, sia per renderle più competitive che per ringiovanirle. I giovani talenti italiani in questo panorama di ristrettezze economiche sono molto ricercati, sia per una mera questione di qualità/prezzo e soprattutto perché a conti fatti, a differenza del recente passato ci sono molti più elementi davvero interessanti e molti fra questi possono ambire a una maglia da titolare nel massimo campionato Italiano. A tal proposito vi presenterò un ragazzo di belle speranze, già noto ai più ma che non può assolutamente mancare nel fiorente database di generazioneditalenti.com che in mediana può dire sicuramente la sua, soprattutto in termini di qualità e di palleggio. Le sue generalità sono note da diversi anni ormai, sin dai tempi in cui indossava la casacca nerazzurra delle giovanili dell'Atalanta. Daniele Baselli è sicuramente fra i prospetti più interessanti che il campionato cadetto di quest'anno abbia offerto. E' un centrocampista centrale, il cui cartellino è in comproprietà tra le società del Cittadella e dell'Atalanta, gioca oramai da due stagione in cadetteria ed è anche stato inserito in più di un'occasione fra i convocati di Devis Mangia per l'under 21 Italiana. Daniele, come anticipato, è un ragazzo cresciuto nelle trafila dell'a Dea, dove si è da sempre messo in luce sin da giovanissimo per le sue ottime qualità, i primi segnali importanti però si intravidero durante il torneo di Viareggio del febbraio del 2010, quando vestiva la maglia numero 4 della della Primavera. Le sue prestazioni maiuscole e convincenti gli valsero l'interesse di svariate società di serie B e di Lega Pro, smaniose di accaparrarselo per la stagione seguente. Ad amor di cronaca in quella formazione Primavera c'erano tanti altri ragazzi che stanno facendo più fatica ad imporsi ma che sempre in quell'annata, attirarono le attenzioni di diverse squadre di serie inferiori come: i due estrosi esterni Elia Cortesi e Davide Leonardo Gatto, il mediano tuttofare Molina, lo stopper De Leidi, il terzino Almici e l'attaccante Simone Magnaghi. In quella stagione 2011/2012 come dicevo in precedenza fra le varie pretendenti, a spuntarla fu proprio il Cittadella guidato da Claudio Foscarini, sempre molto abile a individuare le giovani leve utili per il suo progetto tattico. Daniele durante la passata stagione è stato inserito gradualmente nel progetto Cittadella infatti, per poi divenire pedina importante nella stagione attuale. Le sue qualità sono state affinate dal Ferguson del Cittadella che in meno di una stagione, lo ha reso più forte, completo e capace di reggere un campionato duro come quello cadetto. In questa stagione il ragazzo è sceso completamente nella realtà cadetta e lo si vede più preparato nella fase di interdizione, dove era piuttosto carente nel recente passato. Ad oggi Daniele difficilmente tira indietro la gamba e aggredisce con caparbietà l'uomo in maniera tale da recuperare palla, tutte caratteristiche che si vanno a sommare a quelle insite nel suo dna di portatore di palla. L'avventura al Cittadella è stata più che positiva per il ragazzo, in due stagione ha avuto la fortuna di crescere sotto le guida di uno dei migliori maestri di calcio che siede in una panchina di serie B, quel Claudio Foscarini che l'ha fortemente voluto e che lo sta tramutando in un professionista e in un uomo. Baselli lo si può definire un centrocampista di qualità, dai piedi raffinati e dalla spiccata visione di gioco che gli permette di fare la differenza in fase di costruzione e quindi nel dettare i tempi e nel far ragionare la propria squadra. E' in possesso di una struttura fisica longilinea e esile che rispetto alla passata stagione si è rinforzata sensibilmente dal punto di vista muscolare. Foscarini lo sta impostando come regista basso davanti alla difesa, proprio come Andrea Pirlo idolo del ragazzo tra l'altro, a cui è stato più volte paragonato ma potrebbe agire anche come mezzala in un centrocampo a tre o addirittura anche come trequartista come più volte è sceso in campo ai tempo della Dea. Daniele ha qualità importanti che stanno uscendo allo scoperto in questa stagione sotto la guida del suo attuale mister che dimostra ancora una volta grande abilità nel gestire i giovani e nel saper tirare il meglio da ogni suoi giocatore. Baselli gioca a testa alta, non spreca mai un pallone e ha dimostrato anche di sapersi calare perfettamente in una mentalità provinciale, dove le ripartenze e quindi le verticalizzazioni diventano a dir poco fondamentali. Possiede un bagaglio tecnico di tutto rispetto, non difetta in nessun fondamentale e potrebbe migliorare sensibilmente la propria conclusione dalla media e lunga distanza, sia in movimento che da fermo, dove ha sprazzi ha dimostrato di saperci fare. Tecnicamente è molto disciplinato, non perde mai la posizione e aiuta anche i suoi compagni a non farlo. Le sue buone prestazioni gli son valse le attenzione del Milan e della Fiorentina in seria A, oltre a quelle del proprio club di provenienza, l'Atalanta, pronti a strappare la quota di compartecipazione del club emiliano. Il Milan secondo quanto trapelato in fase di mercato invernale pare abbia di già strappato un'opzione con la società emiliana ma per il momento il ragazzo è concentrato sul suo attuale campionato e quindi con il suo primo vero obiettivo calcistico: la salvezza. Il Cittadella gioca un buon calcio e si dimostra ancora una volta un'ottima palestra per i giovani talenti italiani, starà a Daniele adesso, mettere a frutto i due anni di insegnamenti di Foscarini anche in palcoscenici più insidiosi e competitivi.

Gianluca Castagna

fonte foto: http://www.ascittadella.it/

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