Investire sui settori giovanili è la chiave per costruire un futuro di successi. Tante, troppe volte, negli ultimi anni, abbiamo sentito questa frase, leit motiv dei presidenti del nostro calcio che devono far quadrare i conti in tempi di vacche magre. Eppure, sceicchi a parte, è questa la ricetta vincente e la Spagna ne è l’esempio lampante. Se fino a cinque anni fa la “Roja” poteva vantare in bacheca appena un Europeo datato 1964, ora il palmares della corazzata bi-Campione d’Europa e Campione del Mondo viene aggiornato di continuo. Merito di una generazione di fenomeni, ma soprattutto del lavoro svolto dalle cantere, in particolare quella del Barcellona che ha adottato come riferimento la filosofia dell’Ajax, introdotta in Catalogna da Johan Cruijff. Impostare un unico modello di lavoro, dagli allenamenti al sistema di gioco, in tutte le categorie permette alle dirigenze di non dover soddisfare le richieste di ogni nuovo allenatore perché quando la base è la stessa e funziona i campioni crescono in casa. Svenarsi per un top player, così, diventa superfluo…
Per scegliere la Top 11 dei migliori nati dopo l’1 gennaio 1991 non si può quindi prescindere dall’Under 21, la “Rojita” di Julen Lopetegui che occupa la prima posizione della classifica FIFA esattamente come le “Furie Rosse” della Nazionale maggiore. A completare il quadro, in un 4-1-4-1 di qualità eccelsa, i profili di miglior rendimento dell’annata appena conclusa. Si spiega in questo modo l’esclusione dai “titolari” di Iker Muniain, giocatore le cui doti (dribbling e visione di gioco su tutte) non possono essere messe in discussione. L’ala sinistra dell’Athletic Bilbao ha fatto un piccolo passo indietro rispetto alla straordinaria stagione passata, ma non si tratta di una bocciatura. L’occasione per riscattarsi è a portata di mano: gli Europei in Israele.
PORTIERE: Thibaut Courtois, Atletico Madrid, 11/05/1992 Ha raccolto due anni fa l’eredità di De Gea e non l’ha mai fatto rimpiangere. La definitiva consacrazione del nazionale belga è arrivata in questa strepitosa stagione che l’ha visto protagonista nella cavalcata dei Colchoneros sia in campionato che in Copa del Rey. Se l’Atletico Madrid ha chiuso il campionato con la miglior difesa del torneo, questa saracinesca umana ne sa qualcosa tant’è vero che ha superato la concorrenza dei colleghi più esperti diventando il miglior portiere della Liga. In prestito dal Chelsea, José Mourinho, che l’ha conosciuto molto bene come avversario, lo aspetta a braccia aperte con una maglia da titolare. A farne le spese sarebbe Petr Cech, non proprio l’ultimo arrivato…
TERZINO DESTRO: Martin Montoya, Barcellona, 14/04/1991 Prodotto della cantera blaugrana, ha sorpreso molti passando nel 2011 dalla Serie B direttamente alla Nazionale Campione del Mondo. Il laterale destro non giocava, infatti, con Messi e compagni ma in Segunda Division, nel Barcellona B allenato da Luis Enrique. Del Bosque gli ha dato una chance e non si è pentito. Ora è diventato un punto fermo della prima squadra e nell’Under 21 è uno dei giocatori di maggiore esperienza. Un vero gioiello seguito anche dall’Inter.
CENTRALE DIFENSIVO DESTRO: Raphael Varane, Real Madrid, 25/04/1993 Il francese originario della Martinica, è stato l’oggetto della discordia nelle frecciatine lanciate da José Mourinho a Pepe. Il tecnico portoghese l’ha spesso preferito al connazionale e il club l’ha blindato con un contratto fino al 2017 e una clausola rescissoria faraonica, pari a 200 milioni di euro (robe da Messi!) che ha fatto desistere un suo grandissimo ammiratore come Sir Alex Ferguson. Arrivato dal Lens nel 2011, giocatore dal fisico possente indicato in Francia come il nuovo Laurent Blanc, è stato la vera rivelazione delle Merengues 2012-2013.
CENTRALE DIFENSIVO SINISTRO: Inigo Martinez, Real Sociedad, 17/05/1991 Nella Top 11 assoluta della Liga troverebbe ugualmente spazio. Il pilastro della Real Sociedad dei miracoli è stato una pedina fondamentale per la scalata che è valsa la qualificazione ai preliminari di Champions League. Cresciuto nel vivaio del club basco, i tifosi sperano di rivederlo all’Anoeta. Ma le sirene che lo allontanano da San Sebastian non mancano, Real Madrid, Barcellona e Milan sono sulle sue tracce. Leader della difesa, un autentico mastino che comanda il reparto arretrato con grande personalità.
TERZINO SINISTRO: Jon Aurtenetxe, Athletic Bilbao, 03/01/1992 Restando sempre in territorio basco, ecco il prodotto di un’altra cantera florida, quella dell’Athletic Bilbao. Ha debuttato in prima squadra nel 2009 e con l’approdo di Marcelo Bielsa è diventato un perno dello scacchiere basco. Mancino naturale, è un terzino alla vecchia maniera tutto cuore, polmoni e determinazione. A questo, però, unisce piedi raffinati e un allungo micidiale. Con l’Under 19 spagnola ha vinto il suo primo trofeo agli Europei di categoria. I Rojiblancos hanno vissuto un’annata deludente, ma il suo contributo non è mai mancato.
CENTROCAMPISTA CENTRALE: Thiago Alcantara, Barcellona, 11/04/1991 Il capitano della “Rojita”, brasiliano naturalizzato spagnolo, poteva tranquillamente partecipare alla Confederations Cup con la prima squadra. Cercherà, invece, di guidare i compagni al bis in Israele dopo il trionfo del 2011 in Danimarca. Erede di Xavi, rapido come pochi sia a pensare che a disegnare il gioco, si esalta nei tackle e garantisce tanta sostanza. Il figlio di Mazinho è stato un’intuizione di Guardiola che ha puntato dal 2009 su di lui nonostante la giovane età. Una scommessa vinta.
ALA DESTRA: Cristian Tello, Barcellona, 11/08/1991 Un predestinato. Nella scorsa stagione, la prima nel giro dei “grandi”, ha segnato alla seconda apparizione in Copa del Rey per poi ripetersi in campionato. In Champions League, ha fatto ancora meglio realizzando una doppietta all’esordio. Quest’anno doveva confermarsi e i numeri, in termini di presenze (34) e gol (8), dicono che ci è riuscito. Ultimo esemplare del blocco Barça nella squadra campione in carica in Israele, ha parecchi estimatori: il Liverpool, l’Arsenal e il Borussia Dortmund del dopo Lewandowski e Goetze.
TREQUARTISTA: Koke Resurreccion, Atletico Madrid, 08/01/1992 Se la formazione ideale è stata schierata con questo modulo e non con il solito marchio di fabbrica del 4-2-3-1 la “colpa” è sua. Come mediano non riusciva ad esprimere le sue qualità, ma Simeone ha deciso di avvicinarlo all’area avversaria e mai scelta fu più felice. Nelle fila dei Colchoneros si è fatto le ossa e la deludente parentesi ai Giochi Olimpici è un lontano ricordo. Per ora ha contribuito alla vittoria in Coppa e al raggiungimento del terzo posto. Guai a fermarsi sul più bello.
TREQUARTISTA: Isco, Malaga, 21/04/1992 Rivelazione assoluta del calcio iberico, fantasista che già merita la Nazionale maggiore. Ha trascinato il Malaga alle soglie della semifinale di Champions League (chiedere informazioni alle coronarie dei tifosi gialloneri). Uomo dei sogni del Manchester City, dove il suo ex allenatore Manuel Pellegrini farebbe carte false per averlo in rosa, e del Real Madrid che lo marca stretto. Giocatore di ottime qualità tecnico-tattiche a cui abbina una grande visione di gioco, dribbling e progressione. Difficile togliergli il pallone dai piedi con le buone. Talento puro.
ALA SINISTRA: Antoine Griezmann, Real Sociedad, 21/03/1991 Alla vigilia del campionato il club di San Sebastian doveva solo salvarsi e nell’impresa del tecnico Philippe Montanier spunta prepotentemente questo spagnolo di Francia. Dall’esordio nella Liga datato 2009, diventa un titolare inamovibile e una delle migliori ali d’attacco del campionato. Mancino naturale, veloce e agile nello stretto, è abile a inserirsi senza palla e ha una discreta abilità in zona gol, come dimostrano gli 11 centri stagionali. Punto fermo dell’Under 21 francese, è in odore di Nazionale maggiore.
CENTRAVANTI: Leo Baptistao, Atletico Madrid, 26/08/1992 La sorpresa che nessuno si aspettava. Una riga più sopra leggete giustamente Atletico Madrid, la squadra che l’ha appena ingaggiato. In realtà, se il brasiliano di passaporto italiano si trova in questa élite è in virtù della sua prima stagione nella Liga con la maglia del Rayo Vallecano che ha fatto volare dal quindicesimo posto all’ottavo posto. E’ atteso al varco: dopo Torres, Aguero e, ultimo della serie Falcao, è lui la promessa voluta dal patron Cerezo. Curiosità: ha cominciato la carriera giocando a futsal nel Santos con il neoacquisto blaugrana Neymar.
Fonte: Alessandro Dinoia - it.eurosport.yahoo.com
Tanzillo Massimo

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