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| fonte foto ziare.com |
Llullaku, cosa si prova a passare dal campionato dilettanti alla nazionale maggiore del proprio paese?
Sicuramente felice per questa convocazione, pensare che l'anno scorso ero nei dilettanti e ora ho la possibilità di giocare per il mio paese mi rende orgoglioso. Mi spiace non aver avuto la possibilità di giocare in Italia in categorie professionistiche a causa di leggi che io ritengo assurde.
Cosa ti ricordi del campionato italiano?
Del campionato italiano ricordo tutto perché ci sono cresciuto: il vostro Paese mi ha formato sia come calciatore che come uomo. Ho dovuto lasciare l’Italia, però, quando una legge assurda non mi ha consentito di approdare ai campionati professionistici. Ho preferito, così, trasferirmi in Romania e trovare successo qui.
Il campionato rumeno, pregi e difetti?
È un campionato difficile, al contrario di ciò che si possa pensare: ci sono squadre di valore come lo Steaua Bucaresti o la Dinamo, ma anche il Vaslui, tutte squadre che quest’anno hanno detto la propria anche a livello europeo. Sono contento di essere qui, perché ho l’opportunità di confrontarmi con ottimi calciatori.
Hai mai pensato a un ritorno in Italia?
Sì, ci penso sempre al ritorno in Italia perché ci ho lasciato la mia famiglia, i miei cari: gli affetti più vicini a me.
Descriviti tecnicamente, quale è il tuo punto di forza?
Il mio punto di forza è sicuramente la velocità che cerco di abbinare al dribbling, mi piace agire da seconda punta.
Antonio_Paviglianiti

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