giovedì 8 novembre 2012

TEA TIME e la bufera inglese sugli arbitri


Hawk-eye all'opera nel torneo WTA Madrid di tennis
"Polemiche e vittimismo sono mali italiani, in Inghilterra al termine dei 90' gli errori arbitrali passerebbero all'archivio senza strascichi"
La dimostrazione che questo sia solo un luogo comune non bisogna cercarla con la macchina del tempo, ma basta riavvolgere il nastro della Premier di una sola settimana.
Era il 28 ottobre quando a Stamford Bridge si giocava la sfida di vertice Chelsea-Manchester, l'equivalente della nostra appena successiva Juve-Inter: i Blues erano appena rientrati da un doppio svantaggio quando in un arco di 5 minuti si ritrovano in Ivanovic e Torres espulsi (lo spagnolo prende il secondo giallo per simulazione su un chiaro fallo di Evans) e la partita cambia direzione fino al gol decisivo dei Red Devils firmato dal Chicharito Hernandez in fuorigioco.
A gara terminata salterà fuori un presunto "Shut up, monkey" rivolto a Mikel da parte dell'arbitro Clattenburg, ora sotto inchiesta da parte della polizia inglese.
Attorno agli arbitri è bufera: il club londinese ha presentato protesta ai vertici della FA e per questo la classe arbitrale ha proposto un boicottaggio nei confronti dei Blues, il tutto proprio mentre sui media rimbombano le dichiarazioni di frustrazione dei giocatori del Liverpool per il gol vittoria del Merseyside Derby annullato a Suarez per ingiusto fuorigioco
Che l'ultimo di ottobre non sia stato un isolato weekend nero degli uomini in nero ne è la prova anche un caso recente riguardante un talentino di fabbricazione italiana, tal Matej Vydra che l'Udinese ha spedito a far faville in quel di Watford e che, dopo l'espulsione sull'1-1 contro il Middlesbrough (ndr, gara persa 1-2 dal Watford) è stato "scagionato" dalla FA dalla pena di tre turni richiesta poichè il fallo in questione non sussisteva.

La discussione sugli arbitri ha già interessato il restante mondo dello sport. Nel tennis Hawk-eye ha salvato migliaia di racchette dal lancio della frustrazione ed ha interrotto il fischio continuo nelle orecchie dei parenti dei giudici di sedia e di linea: ora basta alzare un braccio ed in pochi secondi le cattive chiamate passano alla verifica dell'occhio di falco. Il basket ha assegnato a Bologna con l'instant replay uno scudetto che un errore di percezione umana (di 3 centesimi di secondo) avrebbe spedito a Milano. Ma anche il cricket, il rugby e tanti altri sport ammettono una verifica in tempo reale delle decisioni senza che lo sviluppo del gioco venga appesantito come accade nella scherma.
Fin troppo chiaro che il caos-arbitri non abbia delimitazione geografica nè determinato colore di maglia, allora cosa ferma il calcio dal compiere il grande passo dal fornire un solo ulteriore "arbitro di schermo" piuttosto che continuare a piazzare ufficiali di gara su ogni linea di campo?

Giuseppe Brigante

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