mercoledì 26 settembre 2012

I migliori e i peggiori giovani della Serie A - 4^ giornata: Pereyra e Asamoah, quanta corsa! El Sha, che goal! Merkel e Hernandez, chi li ha visti? Jovetic, dischetto fatale...


Roberto Pereyra (foto tratta da adelaidenow.com.au)
Come di consueto andiamo ad analizzare insieme le prove dei giovani calciatori della nostra Serie A.


I Migliori
Roberto Pereyra (classe 1991, Udinese): Guidolin lo schiera titolare nel delicato match contro il Milan e il "Tucumano" lo ripaga con una buonissima prestazione. Comincia da interno di centrocampo, muta la sua posizione svariando su tutto il fronte della zona mediana. Oltre mettere in campo tanta qualità Pereyra gioca anche con grinta, abnegazione tattica e intensità, dando al centrocampo friulano un grande apporto sia dal punto di vista tecnico che di quantità. Onnipresente.
Kwadwo Asamoah (classe 1988, Juventus):
continua a non sbagliare un colpo in campionato il centrocampista ghanese. Anche contro il Chievo (schierato da Conte/Carrera nel ruolo di esterno sinsitro) l'ex Udinese gioca un ottimo match, attaccando e difendendo allo stesso modo con la solita grande intensità. Grinta, coraggio, buona visione di gioco, tempi di inserimento perfetti, Asamoah impressiona per personalità e mentalità. Sua anche l'azione che dà il là al secondo goal di Quagliarella. Torello.
Juan Fernando Quintero (classe 1993, Pescara):
altra positiva prova per il giovanissimo talento colombiano. E' infatti una sua bella punzione a giro (anche se Agliardi parte colpevolmente in ritardo) a regalare al Pescara il primo punto stagionale in questo campionato. Quintero anche contro il Bologna gioca sulla trequarti con personalità e presenza, dando sfoggio di tutta la sua classe, prendendo di fatto per mano la formazione abruzzese nonostante la giovanissima età. Chirurgico.
Stephan El Shaarawy (classe 1992, Milan):
primo squillo stagionale per l'attaccante rossonero, che evidentemente al Friuli di Udine si sente come nel giardino di casa. Anche quest'anno (come nella passata stagione) contro l'Udinese il "faraone" disputa un buonissimo match, vivace e finalmente ricco di spunti degni di nota. Unico a salvarsi nel disastroso Milan, segna un fantastico goal (quello del momentaneo pareggio) con un siluro da fuori di destro che non ha lasciato scampo a Brkic. Segnali di risveglio importanti. Vivo.
Angelo Ogbonna (classe 1989, Torino):
il Toro coglie un punto importante sul campo della Sampdoria e il giovane centrale granata si rende partecipe con una positiva prestazione fatta di grinta, concentrazione e solidità. Se contro i blucerchiati Glik è stato l'anello debole del pacchetto arretrato torinese, al contrario Ogbonna è stato quello forte, il giocatore che ha dato sicuramente sicurezza al reparto (insieme al portiere Gillet) con i suoi interventi. Granitico.
Alejandro Gomez (classe 1988, Catania):
giocare in dieci per più di ottanta minuti non è mai facile, figurarsi se sei un fantasista. Ma nonostante ciò Gomez nel match contro il Napoli è stato uno dei calciatori più vivaci e pericolosi tra tutti quelli scesi in campo. Palla al piede, con le sue improvvise accelerazioni ha messo in difficoltà da solo l'intera difesa partenopea, sfiorando anche la rete con un rasoterra di sinistro che ha scheggiato il palo della porta di De Sanctis. Peperino.

I Peggiori
Alexander Merkel (classe 1992, Genoa):
contro la Lazio gioca solo un tempo dove praticamente non vede mai un pallone. Schierato dietro le punte da De Canio per innescare il duo Immobile-Borriello e per limitare Ledesma in fase di non possesso non fa niente di tutto ciò, costringendo il suo tecnico a sostituirlo nell'intervallo. Ectoplasma.
Stevan Jovetic (classe 1989, Fiorentina):
contro il Parma gioca una partita povera e avara di spunti degni di nota, sempre alla ricerca della giusta posizione in campo. Nella ripresa a pochi minuti dal termine ha la grande chance di chiudere il match, ma calcia centralmente un rigore facendoselo respingere da Mirante. Errore grave visto che il Parma proprio nel recupero pareggerà con Valdes... Sprecone.
Abel Hernandez (classe 1990, Palermo):
è ormai diventato un caso in quel di Palermo. Anche con il cambio di tecnico sembra che l'attaccante uruguagio non voglia mutare le sue pessime prestazioni, denotando una condizione sia fisica che mentale davvero approssimativa. Contro l'Atalanta gioca la sua solita partita da spettatore non pagante, vagando per l'attacco rosanero, facendo letteralmente imbufalire compagni e tifosi. Mistero...
Libor Kozak (classe 1989, Lazio):
non è Klose (e questo lo si sapeva), ma Kozak contro il Genoa non riesce nemmeno a fare il Kozak. Petkovic fa turnover e gli regala una maglia da titolare contro i grifoni, ma l'attaccante ceco non sfrutta l'opportunità incappando in una serata no. Sbaglia molti appoggi per i compagni, fallisce un paio di goal facili, ma soprattutto permette ai difensori del Genoa di stare molto tranquilli vista la sua staticità in avanti. Bloccato. 
Anselmo de Moraes (classe 1989, Genoa):
schierato in mezzo al campo da De Canio per arginare la qualità della mediana biancoceleste non adempie ai propri compiti facendo poco filtro e non riuscendo mai a fermare le avanzate dei vari Candreva ed Hernanes. Corre molto (e spesso a vuoto), ma soffre tantissimo il palleggio del centrocampo laziale, venendo sostituito nella ripresa. Non buon debutto il suo. Spaesato.
Juan Jesus (classe 1991, Inter):
dopo un positivo esordio contro il Torino il centrale brasiliano non riesce a ripetersi anche contro il Siena. O meglio per buona parte del match gioca come sa, con grande fisicità e personalità (rimediando anche un'ammonizione), ma è proprio un suo errore a permettere al Siena di passare in vantaggio, visto che sullo scambio Calaiò-Vergassola non segue il capitano toscano, ma si fa attrarre troppo dalla palla perdendo così l'uomo. Errore importante che lo porta sul banco degli imputati. Distratto. 
Ishak Belfodil (classe 1992, Parma):
contro la Fiorentina è ancora lui a guidare l'attacco ducale, ma l'ex Lione non si fa ricordare certamente per spunti e azioni degne di nota. Gioca davvero male, poco servito dai compagni e ben imbrigliato dal trio Roncaglia-Rodriguez-Tomovic, non riuscendo mai a pungere. Sostituito da Amauri nella ripresa, che gli dimostra come essere decisivi con pochi minuti a disposizione. Inconsistente.
Eduardo Vargas (classe 1989, Napoli):
entra nella ripresa per cercare di scardinare la difesa catanese, ma non riesce a ripetersi dopo la tripletta infrasettimanale in Europa League contro l'Aik Stoccolma. Poco lucido e concreto sotto porta, viene anche ammonito. Evidentemente chi aveva gridato al "fenomeno" dopo i tre goal contro gli Svedesi si sarà certamente ricreduto. Inefficace.
Mattia Perin (classe 1992, Pescara):
non buona la prova del portierino del Pescara. Dopo dieci minuti regala di fatto (con la partecipazione di Modesto) il primo goal al Bologna con un rinvio sui piedi di Garics (che poi servirà a Gilardino il pallone dell'1-0), mentre nella ripresa lascia i suoi in dieci causando il rigore (poi fallito da Diamanti) per un'incauta uscita sui piedi sempre del bomber di Biella. Due errori che potevano costare molto cari. Fortuna che c'era Pelizzoli... Spericolato.
Kamil Glik (classe 1988, Torino):
in avvio un suo errore spiana la strada della porta granata a Maxi Lopez, ben stoppato poi da Gillet. Mentre nella ripresa è sua la gravissima ingenuità (entrataccia in area su uno scatenato Eder) che porta alla concessione del rigore (poi trasformato da Pozzi) che fissa il punteggio sull'1-1. Se Ogbonna è quello che dà sicurezza, lui è quello che genera panico ogni volta che deve intervenire o giocare la palla. Incerto.



Francesco Tusi

SCRITTO DA Francesco Tusi

Nato a Pescara il 21-01-1989, studente presso la facoltà di Scienze e tecnologie della comunicazione dell'università La Sapienza di Roma. Ex calciatore a livello giovanile e dilettantistico, ama il pallone fin da bambino, ma è anche un grande appassionato di sport in generale.Collabora con Generazione di Talenti dal Febbraio 2009 come redattore di rubriche sulla Serie A, la Champions League e come inseritore di profili. Per il blog si è occupato anche di Nazionale e Mondiali 2010. Sempre grazie a GT collabora inoltre con RadioSportiva.

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