Road to Kiev
è giunto all’ultima tappa, allo Stadio Olimpico ci giochiamo tutto contro i
Campioni di tutto. Come in un film, la sceneggiatura perfetta a cui manca solo
il lieto fine, gli italiani ci credono, le piazze sono piene, Gigi alzala
questa Coppa. Gli interminabili minuti d’attesa, i momenti che ti tornano in
mente per riavvolgere il filo di quel che è stato e di quello che potrà essere,
di certezze non ce ne sono ma la convinzione di crederci è tornata a far da
padrona. Ciò che conta è il viaggio, non la destinazione. Comunque vada,
grazie.
Prandelli
schiera Abate e Chiellini sulle fasce, per il resto tutto confermato. Sul
versante opposto Fabregas gioca da numero 9 con a supporto Iniesta e David
Silva. La partenza sprint dei 22 in campo porta lampi di luce nella notte di
Kiev. Gli spagnoli vengono a pressarci alti e, per l’Italia, la costruzione di
gioco diventa via via più difficile con il trascorrere dei minuti. La Spagna ora
fa più paura: combinazione sulla trequarti, imbeccata per Xavi che sfiora la
traversa. Grande movimento senza palla degli uomini di Del Bosque, l’Italia è
sulle gambe, la conferma arriva al 13’ minuto: palla in profondità per Fabregas
che si beve Chiellini, cross verso il centro ed è 1 a 0 Silva. Difendono male
gli uomini di Prandelli e la Spagna ci punisce subito. Ora l’Italia esce dalla
tana, Balzaretti si muove lungo l’out di sinistra per scaricare verso il centro
dei palloni potenzialmente pericolosi, la risposta di Casillas non si lascia
attendere. Ci prova anche Fantantonio ma il risultato resta bloccato sull’ 1 a
0 per la gang di Del Bosque. Spagna fai rumore, Alba ti regala il raddoppio con
un inserimento che taglia in due la terza linea azzurra. Prandelli prova a
rincorrere la Spagna lanciata in fuga, è Di Natale l’attaccante chiamato a far
male alla Spagna. Inizio veemente di seconda frazione di gioco, Cesc e Totò le
provano tutte per ribaltare, a proprio favore, l’inerzia del match. Il numero
11 azzurro, solo di fronte a Casillas, la spara sull’estremo difensore
avversario mentre tutta Italia urla al gol. Italia in dieci per circa 30
minuti, complice l’infortunio sprint del neo entrato Thiago Motta. Servirebbe
un altro pallone in campo, visto che quello da gioco è proprietà privata di
Xavi&Co. Diventa tutto più semplice per gli spagnoli se presti il fianco alla
loro soluzione di gioco preferita: i difensori azzurri si fanno attrarre dal
pallone e le Furie Rosse trovano sempre la via del passaggio in profondità. Si
è spenta la luce negli occhi degli uomini di Prandelli, incommentabile
Barzagli: Torres scrive la parola fine sul match e la Spagna “ci Mata”. Italia
cancellata dal match, Kiev incorona la sua regina: Spagna Campione d’Europa.
UP INIESTA favoloso, geniale, inimitabile. Don
Andres è l’arte applicata al calcio. Grande movimento sia in verticale che in
orizzontale, salta l’uomo creando superiorità numerica e trova le vie di
passaggio in profondità con una facilità disarmante.
DOWN PRANDELLI con Irlanda, Inghilterra e Germania ha rasentato
la perfezione, oggi ha fatto non uno, ma tre passi indietro. Schiera Cassano,
Chiellini ed Abate acciaccati, Thiago Motta per un Montolivo all’altezza della
situazione e butta via una vittoria che poteva e doveva essere storica. Una
squadra a metà, tra la sua inclinazione naturale a giocare la palla e l’idea di
poter colpire le Furie Rosse in contropiede, difendiamo ed attacchiamo male.
Cruciale la non risposta alla gabbia su Pirlo, l’impressione è che un Montolivo,
dieci metri più basso, avrebbe favorito il gioco azzurro.
Francesca Flavio

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