martedì 3 luglio 2012

ESCLUSIVA - Andre Jannese, portiere dell'Australia U-17: "Sogno di giocare in Italia!"


Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dell'AIS, l'accademia più importante in Oceania. 
Oggi abbiamo il piacere di intervistare Andre Jannese, portiere dell'Australia U-17 e dell'Australian Institute of Sport.

Data di nascita: 28 Ottobre 1996

Luogo di nascita: Prosperine, North Queensland (AUS)

Passaporto: Australia / Italia

Ruolo: Portiere

Altezza: 180 cm.

Peso: 71 kg.

Club: AIS (National Youth League)

Australia U-17: 8 presenze


Andre, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Il portiere è un ruolo sui generis nel calcio, spesso si intraprende la carriera in questa posizione per una serie di circostanze particolari. Tu come hai deciso di diventarlo?
Devo ringraziare per primo mio fratello, è stato lui a scoprire il mio talento tra i pali...ma anche mia nonna che per prima mi ha regalato un paio di guanti!
Tutto è iniziato nei pomeriggi passati in cortile con mio fratello e i suoi amici. Ero il più piccolo, venni gettato in porta senza troppi complimenti. Mi arrivavano tiri da tutte le parti...e tiri potenti! Li nacque la mia passione, volevo prendere il pallone, a tutti i costi! E spesso ci riuscivo. In quei pomeriggi capii che sarei diventato un portiere.

Sei ancora giovanissimo, ma hai già una buona esperienza. Quali sono secondo te le skill fondamentali per diventare un buon interprete del ruolo?
Secondo me non ci sono particolari segreti. Certo, con gli anni si possono acquisire esperienza e piccoli trucchi, ma fondamentali sono agilità, velocità, altezza, forza fisica e mentale. Se per alcune caratteristiche devi ringraziare madre natura, per molte altre si è artefici del proprio successo. Bisogna allenarsi duramente ed in modo costante...e sperare di non infortunarsi.

Cosa puoi dirci sulle tue qualità?
...mmm...la mia migliore qualità e far vincere le partite al mio team, facendo grandi parate!!! A parte gli scherzi, nell'area di rigore sono dominante, sono bravo nelle uscite basse...in ogni caso sono ancora giovane e devo migliorare tanto sia tecnicamente che fisicamente. Il primo obbiettivo è migliorare, e lo sarà per il resto della mia carriera. E rispetto al passato, ora anche i portieri devono essere bravi coi piedi. Sovente fungono da quinto-sesto difensore...è quindi di vitale importanza essere completi in ogni aspetto.

Sicuramente alla AIS avrai modo di crescere...parliamo appunto dell'accademia, qual è il livello che hai trovato?
Il livello di professionalità dell'AIS non è secondo a nessuno. Ti fa "uscire di casa", ti fa crescere come persona, ti insegna l'indipendenza...ti aiuta per il professionismo, soprattutto in caso di esperienze in club europei, quando sei a migliaia di chilometri da casa. In campo facciamo tanta tattica ed impariamo ad intraprendere sempre una condotta sportiva. Il livello è eccelso in tutti gli ambiti, mi sembra di essere al Manchester United...curano anche la nostra dieta, le fasi di riabilitazione sono al massimo livello, le palestre sono incredibili. L'AIS investe sulla nostra vita, imposta per noi un futuro brillante. Sia che tu diventa un calciatore oppure no.

Tanta professionalità è indice di un metodo di reclutamento molto severo. Spiegaci come avviene.
La selezione è molto complicata, cercherò di spiegarla brevemente. Devi giocare un sacco di partite a diversi livelli per raggiungere la cima. Si inizia giocando per una rappresentante locale in una sfida tra regioni. A questo punto le squadre statali scelgono i migliori per disputare i vari campionati statali. Se tutto andrà bene entrerai in qualche accademia, che sono un gradino sotto l'AIS. Il campionato delle accademie è sotto osservazione della AIS, che a quel punto sceglierà i più meritevoli per offrire loro una borsa di studio e per disputare la National Youth League. 

Com'è il tipico giorno in accademia?
La maggior parte dei ragazzi la mattina va a scuola, dalle 08:45 alle 15:45. Finite le lezioni ci rechiamo alla AIS e per prima cosa facciamo fisioterapia o andiamo dal massaggiatore per risvegliare la muscolatura prima dell'allenamento. Dalle 16:45 alle 18:45 siamo in campo. Finito il training andiamo in un centro di livello mondiale con vasche idromassaggio, bagni di ghiaccio e centri termali per aiutare il recupero fisico.

Le strutture sono importanti, ma anche gli allenatori...
Filippo, i nostri coach sono di assoluto livello, giocatori che hanno giocato nei più grandi club del vecchio continente...abbiamo Tony Vidmar, ex difensore di Glasgow Rangers e Middlesbrough, Ufuk Talay che ha giocato tanti anni in Turchia e nel Galatasaray, e Ron Corry, ex portiere, 30 presenze in nazionale e grande esperienza.

La nazionale?
Attualmente faccio parte della selezione U17, recentemente abbiamo fatto in Laos un torneo AFC. Siamo arrivati in finale, ed abbiamo dominato contro il Giappone...purtroppo però abbiamo perso, il calcio non è una scienza esatta. A Settembre cercheremo di qualificarci per il FIFA U-17 World Cup che nel 2013 si terrà negli Emirati Arabi Uniti.



Quali dei tuoi compagni consiglieresti al mercato italiano?
Steve Kuzmanovski: gioca sulle fasce, punta sempre l'avversario di turno, che di solito viene superato. E' un giocatore eccezionale, nelle movenze ricorda Cristiano Ronaldo.
Darcy Madden: terzino sinistro o destro, gioca con entrambi i piedi. Forte, veloce ed agile. E' molto bravo nelle sovrapposizioni.
Jordan Brown: centromediano alla Pirlo, non perde mai la palla e la distribuisce con sapienza. Eccelle anche nella fase difensiva.

Chi è il tuo punto di riferimento?
Senza dubbio Gianluigi Buffon, ammiro la sua lealtà sul campo...e un ambasciatore meraviglioso per questo sport. E' umile nella vittoria e fiero nella sconfitta. Mi siedo e lo ammiro, ho da imparare tanto da lui...la sua capacità di vincere con la Juventus e con gli Azzurri...la sua classe...per me il miglior portiere del mondo.

Tutti i giocatori del passato dell'AIS hanno avuto successo...tu cosa ti aspetti?
Hai ragione, tutti gli atleti dell'AIS hanno avuto successo, sia in Australia che nel resto del mondo. Voglio godere appieno del mio tempo qui, imparare ad ogni minuto, acquisire esperienza e professionalità grazie ad insegnanti straordinari. Il mio sogno è giocare in Italia, specialmente nell'Inter, e far parte dei Socceroos.

Filippo Andrea Contorno
 






















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