Il
nostro viaggio lungo i campi della serie B non poteva non concludersi con una
selezione dei talenti che maggiormente si sono messi in luce nell’arco della
stagione. Vi proporremo, dunque, quello che, a nostro avviso, è il “Dream Team”
cadetto.
La scelta non è stata affatto semplice. Tanti i ballottaggi, folta la
concorrenza (soprattutto dalla cintola in su). Questo depone indubbiamente a
favore di un campionato che – lo abbiamo detto in tutte le salse – della
valorizzazione dei giovani ha fatto uno dei suoi tratti distintivi. Attraverso
criteri tecnici, tattici, anagrafici e di rendimento abbiamo dunque scremato la
lista dei candidati. Una premessa doverosa: le scelte sono state effettuate sugli
under24, escludendo calciatori classe ’87, come Sansone o Sau, che avrebbero
meritato la ribalta per la loro stagione sugli scudi.
Andiamo
dunque ad analizzare il top 11 della serie B, disposto con il 4-3-1-2: Perin
tra i pali, Darmian e Longhi terzini, Ogbonna e Capuano centrali di difesa,
Verratti in cabina di regia, Tachtsidis e Florenzi interni di centrocampo,
mentre sulla trequarti giostra El Kaddouri, ad ispirare l’attacco, composto da
Insigne e Immobile.
Mattia
PERIN (1992, 25 presenze, 39 reti subite): Nonostante le abilità espresse da
portieri come Bardi, Lamanna, Frison e Leali, la palma del migliore la diamo a
Perin. Partito come secondo alle spalle di Pelizzoli, l’estremo difensore di
proprietà del Genoa nel corso della stagione si è via via ritagliato il suo
spazio tra i pali del Padova. Ha davvero poche responsabilità sui tanti gol
subiti, anzi più volte è riuscito a limitare i danni di una difesa allegra come
quella biancoscudata, mettendo in mostra grosse potenzialità. Il futuro è suo.
Matteo
DARMIAN (1989, 33 presenze, 1 rete): Se Crescenzi ha disputato una stagione in
chiaroscuro, Darmian è sempre stato sul pezzo, vincendo il “ballottaggio”. Una
sicurezza per Ventura e per il Toro, che adesso vorrebbe confermarlo in serie A
(il terzino è in comproprietà tra Milan e Palermo).
Angelo
Obinze OGBONNA (1988, 39 presenze): Inutile dire che in questa categoria era un
extra-lusso. Il Toro l’ha blindato, nonostante le numerose e importanti
richieste. E i numeri parlano da soli: 28 le reti subite dai granata, che hanno
costruito la promozione sulla migliore difesa del torneo. Una gran fetta del
merito va proprio al granitico difensore, unico rappresentante della categoria
nella Nazionale guidata dal ct Prandelli.
Marco
CAPUANO (1991, 32 presenze): Zeman lo riporta al centro della difesa, e i
risultati sono degni di nota. Al fianco di Romagnoli, ha tenuto bene botta
nella retroguardia di una squadra non certo incline a coprirsi, come quella
guidata dal boemo. Qualche ingenuità è rimasta nei ricordi dei supporter del
Pescara. Ma la pasta è buona, e l’Under21 – di cui è titolare – meritata.
Alessandro
LOGHI (1989, 40 presenze, 1 rete): Tra le sorprese del Sassuolo di Fulvio Pea,
che ha chiuso come terza forza del campionato, c’è questo stantuffo mancino,
con gamba e polmoni. Bravi gli emiliani a prelevarlo dalla Triestina.
Panagiotis
TACHTSIDIS (1991, 39 presenze, 2 reti): La sua collocazione ideale è davanti
alla difesa, dove è interprete completo per caratteristiche di interdizione e
smistamento del gioco. Noi, per esigenze “tattiche”, lo proponiamo qui sul
centro-destra, dando così la meritata ribalta al greco, tra i punti di forza di
un Verona coriaceo.
Marco
VERRATTI (1992, 31 presenze): Anche lui deve ringraziare Zeman, che l’ha
riportato nel ruolo di play basso, facendolo diventare il “direttore” di
un’orchestra straordinaria come quella abruzzese. La chiamata di Prandelli, che
l’aveva inserito nella lista dei pre-convocati per i prossimi Europei (poi
tagliato fuori nella scelta dei 23) è un premio quanto mai meritato, un
orgoglio per la società, che l’ha “sfornato”, e un trampolino di lancio per il
calciatore, tra i pochi interpreti rimasti del ruolo di regista dopo Pirlo.
Speranza azzurra.
Alessandro
FLORENZI (1991, 35 presenze, 11 reti): Stagione da incorniciare per questo
talento proveniente dal florido vivaio romanista. Grande duttilità, sinonimo di
generosità e professionalità: nel Crotone, ha fatto il terzino, il mediano, la
mezzala e il trequartista. Portando in dote un bottino cospicuo di 11 reti:
quello del gol, per Florenzi, è più di un vizietto. Chissà se la Roma punterà
su di lui: agli ordini di Zeman, potrebbe fare grandi cose anche in A…
Omar
EL KADDOURI (1990, 38 presenze, 7 reti): Che giocatore il belga. Può fare la
mezzala, ma sulla trequarti dà il meglio di sé, liberando il suo estro e
ispirando le punte. Tecnica, piedi buoni e personalità: non gli manca nulla per
sfondare, forse solo un pizzico in più di continuità. E il Brescia si sfrega le
mani…
Ciro
IMMOBILE (1990, 37 presenze, 28 reti): Un gol ogni 112’ circa: questa la
strepitosa media realizzativa dell’attaccante scuola Juve, che non dimenticherà
in fretta questa stagione, di cui è stato capocannoniere con ampio distacco (al
secondo posto della classifica marcatori troviamo Sau con 21 centri). Ora lo
attende la serie A, probabilmente senza la guida di Zeman: un test importante
per dimostrare di essere veramente un bomber da grande squadra.
Lorenzo
INSIGNE (1991, 37 presenze, 18 reti): Giù il cappello per Lorenzinho. Il Messi
di Frattamaggiore ha ammaliato le platee dell’Adriatico e fatto divertire tutti
i calciofili. Classe, guizzi, assist e prodezze da far vedere nelle scuole
calcio. Il suo futuro è ancora un rebus. Fossimo nel Napoli, per il
post-Lavezzi, non avremmo dubbi…
IN
PANCHINA: Eugenio Lamanna (1989, 42 pres., 28 reti subite), Francesco Renzetti
(1988, 40 pres.), Simone Romagnoli (1990, 28 pres.), Jasmin Kurtic (1989, 38
pres., 2 reti), Pedro Obiang (1992, 29 pres.) Giuseppe De Luca (1991, 34 pres.,
10 reti), Jonathas (1989, 33 pres., 16 reti).
Danilo Mancuso