Nome: Abdul Waris Majeed
Data di nascita: 19
settembre 1991
Luogo di nascita:
Tamale (Ghana)
Ruolo: attaccante
Piede preferito:
destro
Squadra: BK Häcken (Svezia)
Altezza:
1.72 m
Peso: 71 kg
Bollklubben
Häcken. Per dirla alla Don Abbondio, chi è costui? Effettivamente, il nome alla
maggior parte dei calciofili dice poco o nulla e provoca lo stesso effetto che
il filosofo Carneade faceva al curato manzoniano. Trattasi di una squadra
svedese, con sede a Göteborg, di lunga tradizione (fondata nel 1940) e il cui
nome deriva dalle grosse siepi (in svedese appunto “häck”) che crescevano ai
lati del campo dove si allenavano i “pionieri” del club; in bacheca una finale
di Coppa di Svezia raggiunta nel 1990 e, più recentemente, un paio di
apparizioni in Europa League. Palmarès onorevole, ma piuttosto scarno.
Eppure,
proprio tra le fila di questa squadra c’è un ragazzino di nemmeno 21 anni che
con le sue prestazioni e, soprattutto, i suoi gol, sta facendo molto parlare di
sé in Svezia e, ne siamo certi, lo farà ben presto anche al di fuori dei
confini scandinavi.
Abdul
Waris Majeed, questo il suo nome, nasce a Tamale, in Ghana, il 19 settembre
1991 ed entra ben presto nella prestigiosa “Right to Dream Academy”; si tratta una
vera e propria scuola, fondata nel 1999 dall’ex osservatore dello United Tom
Vernon, con l’obiettivo di formare, calcisticamente e non solo, i migliori
talenti del paese africano.
In
questa specie di “Masia” modello-Barça, dalla quale tra l’altro sono uscite
altre giovani promesse come King Gyan e Abu Mohammed (ora entrambi in Norvegia
ma con un passato nelle giovanili di Fulham e City, rispettivamente), il
talento di Majeed non passa inosservato e nel 2010 sono proprio gli svedesi dell’Häcken
ad aggiudicarsi le sue prestazioni sportive.
Peter
Gerhardsson, l’allenatore delle “vespe”, ha occhio lungo per i giovani, avendo
allenato in passato le nazionali under 16 e 17 della Svezia, e fa gradualmente
maturare il ragazzo permettendogli anche di “assaggiare” il campo già nella
stagione 2010; l’esordio ufficiale il 30 marzo, quando nella gara contro il
Trelleborg Majeed sostituisce a 12 minuti dalla fine il nigeriano Chatto. A
fine stagione saranno 10 le presenze in campionato e 234 i minuti giocati. Nessuna
rete nella Allsvenskan (la “serie A” del paese scandinavo), ma il ghanese trova
comunque il modo di realizzare il suo primo gol ufficiale, in Coppa di Svezia,
contro l’Östersund. Va meglio l’anno successivo, quando Majeed mette insieme 16
presenze in campionato e va a segno 3 volte, più un gol contro i lussemburghesi
del Käerjéng in Europa League: una gara, questa, che gli vale il premio di “Man
of the Match” facendolo così entrare definitivamente nelle grazie di Gerhardsson,
che decide dunque di affidargli le chiavi dell’attacco. E così, nella stagione
attuale, il ragazzo di Tamale (che nel frattempo esordisce anche con la
Nazionale maggiore del suo paese il 1° marzo 2012, in amichevole contro il
Cile) parte titolare sin dalla prima partita contro il GAIS, giocata in
trasferta il 31 marzo. Passa una settimana e allo stadio “Rambergsvallen”
arriva il temibile Malmö: un avversario da prendere con le molle, ma l’Häcken
gioca una gara memorabile, travolge gli Himmelsblått
per 5-0 e Majeed è protagonista assoluto con una doppietta. Il ghanese è un
treno in corsa e timbra il cartellino anche contro Mjällby (due gol),
Åtvidaberg, Gefle ed Helsingborg. È il 16 maggio, tuttavia, che avviene la sua
definitiva consacrazione, quando mette a segno 5 delle 6 reti con cui la sua
squadra si sbarazza agevolmente del Norrköping, diventando così il primo
giocatore ghanese a realizzare un pokerissimo nella massima serie di un
campionato europeo. Il suo score nella Allsvenskan 2012 è impressionante: 12
presenze, 12 reti. Grazie ai suoi gol l’Häcken ha il miglior attacco del
campionato ed è attualmente al quarto posto in classifica, a -10 dall’Elfsborg
capolista ma ad appena due lunghezze dalla seconda piazza.
Destro
naturale, Majeed è una punta che fa dell’agilità e velocità i suoi punti di
forza. Il suo fisico non è proprio da panzer dell’area di rigore (1.72 m per 71
kg), ma lo avvantaggia negli scatti in profondità, grazie ai quali spesso e
volentieri riesce a sorprendere i difensori avversari. Dotato di un buon
dribbling e abile a liberarsi della marcatura, non sfigura nemmeno nel colpo di
testa, che nonostante la non eccelsa statura gli ha permesso di realizzare
alcune reti.
Stiamo
parlando insomma di un giocatore con ampi margini di miglioramento e che sta
mostrando al meglio il suo talento in un campionato europeo, anche se non di
prima fascia, come quello svedese. A Göteborg, tuttavia, faranno bene a
scaldare i fax, perché le richieste per lui non tarderanno ad arrivare alla
sede dell’Häcken: un club che ora, grazie a lui, è un po’ meno Carneade.
Emanuele Luna
@suomenpoika
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