Una ripresa bruciante: dopo la sosta l’Inter Primavera si è presentata ai blocchi di partenza in forma smagliante, ottenendo due vittorie importantissime in campionato. Due partite, peraltro, profondamente diverse: quella contro il Cittadella è stata letteralmente dominata, mentre la sfida con il Varese ha comportato non pochi grattacapi per la retroguardia nerazzurra.
Contrariamente al solito, mister Stramaccioni ha schierato due formazioni pressoché identiche; unica variazione, Candido titolare contro il Cittadella, complice l’assenza per squalifica di Daniel Bessa. Il tecnico nerazzurro ha riproposto il 4-4-1-1 che è diventato ormai il modulo base della squadra. Uno schieramento che, in ogni caso, può trasformarsi velocemente nel 4-2-3-1 di inizio stagione grazie alla duttilità di Romanò e Alborno sulle fasce.
Nella gara interna contro il Cittadella l’Inter ha condotto il gioco dall’inizio alla fine, creando la solita mole di occasioni e risultando come di consueto poco cinica sotto porta. Tre dei quattro gol nerazzurri sono giunti nella ripresa, dopo una prima frazione dominata in lungo e in largo nella quale l’unico gol è stato quello siglato da Longo al 20′.
Il bomber nerazzurro si è ormai definitivamente sbloccato. Dopo alcuni mesi “maledetti”, l’attaccante di Stramaccioni sta dimostrando di che pasta è fatto ed è il capocannoniere della squadra in campionato, con ben sette reti all’attivo, te delle quali realizzate nelle ultime due partite. A Longo il mister chiede tanto lavoro sporco, capacità di far salire la squadra e di proteggere palla: il ragazzo sta eseguendo con grinta e applicazione, rivelandosi inoltre prontissimo in fase di finalizzazione.
Contro il Varese l’Inter è partita di nuovo forte, ma il match è proseguito in modo del tutto diverso. Gli ospiti hanno dato del filo da torcere ai nerazzurri, presentandosi in diverse occasioni a tu per tu con Di Gennaro. I due centrali Kysela e Bianchetti hanno dimostrato di essere in fondo umani, dopo una serie di prestazioni irreali, di altissimo livello. Tanti, troppi errori che l’Inter non ha pagato soltanto per l’imprecisione degli attaccanti avversari: così i nerazzurri si sono portati in vantaggio sul finire del primo tempo, e nella ripresa si è vista tutta un’altra squadra, capace poi di chiudere il match con il punteggio di 3-1.
Sette gol fatti in due partite, due gol subiti, 6 punti conquistati; Andrea Stramaccioni ha tanti buoni motivi per gioire, non ultimo l’apporto dei ragazzi della panchina: nell’ultima partita sono andati a segno Terrani e Forte, subentrati nella ripresa, a testimoniare quanto sia competitiva questa rosa. Probabilmente tanti dei ragazzi che trovano al momento poco spazio sarebbero titolari indiscussi in altre squadre: è il prezzo da pagare per essere all’Inter.
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Tanzillo Massimo

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