giovedì 24 giugno 2010

SALUTIAMO LA....SLOVENIA



SLOVENIA (4-4-2)
Finalmente un tradizionale 4-4-2 schierato dal c.t sloveno che ha messo in mostra una squadra poco spettacolare con un gioco molto equilibrato, quasi a ritmi compassati. Un undici in cui spiccano poche personalità di grande livello ma che ha saputo lottare per gli ottavi di finale fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata, quando è stata beffata dalla rete in extremis degli Stati Uniti. 4 punti non sono pochi per la più piccola nazione presente a questa rassegna mondiale, punti conquistati grazie alle reti di Koren e Birsa, veri e proprio metronomi della squadra ma anche grazie alle parate del sempre puntuale Handanovic. Un peccato non aver visto tanto in campo i giovani Khrin e Matavz.

Samir Handanovic ( portiere, 1984, 3 presenze). 193 cm di sicurezza per il portiere sloveno più affidabile della storia di questa nazione. Già in vetrina con l’Udinese, a lungo corteggiato dal Bayern Monaco, ai mondiali ha dimostrato la consueta concretezza salvando più volte la porta dei suoi. Un paio di incertezze sulle reti di Donovan e Defoe rendono il ricordo del suo mondiale un po’ più amaro ma il valore di Handanovic non si discute. VOTO 6 +.
Miso Brecko ( terzino destro, 1984, 3 presenze). Un mondiale senza sbavature per il terzino del Colonia. Poca spinta, non una mobilità da terzino moderno (modello Maicon per intenderci) ma tanta sostanza e garanzia in fase di copertura degli spazi e rispetto delle diagonali difensive. Il suo fisico, quasi da stopper, fa il resto. Sicuramente ostico da affrontare per qualsiasi ala sinistra, è stato un vecchio pallino del Napoli che non farebbe male a tornare sul giocatore. VOTO 6,5.
Bojan Jokic ( terzino sinistro, 1986, 3 presenze). Una splendida idea del Chievo ha regalato al campionato italiano questo giocatore di fascia sinistra che ha già superato le 30 presenze in nazionale nonostante l’età ancora verde. Jokic, 9 presenze in serie A, è infatti stato completamente riscattato dalla società clivense che lo ha prelevato dal Sochaux. Ottima velocità di base, ha le qualità per spingere molto più di Brecko; tuttavia rispetto al proprio connazionale appare molto più timido e soffre maggiormente in fase di marcatura ( soprattutto su Milner). Il Chievo ha comunque fatto un affare. VOTO 6.
Marko Suler ( difensore centrale, 1983, 3 presenze). Il centralone in forza al Gent ha disputato un Mondiale in linea con le sue caratteristiche. Insuperabile a difesa schierata e sulle palle alte, in difficoltà quando viene preso in velocità da una ripartenza della squadra avversaria. Fresco di rinnovo con il Gent, difficilmente si muoverà nonostante un mondiale più che sufficiente. VOTO 6+.
Bostjan Cesar ( difensore centrale, 1982, 3 presenze). Ancora più alto del compagno di reparto Suler, Cesar ha alle spalle un’ ottima carriera forse un po’ ignorata da giornalisti ed agenti di mercato. Dopo aver fatto bene con le maglie di Marsiglia, West Bromwich e Grenoble dalla prossima stagione farà compagnia a Jokic a Verona, sponda Chievo. Un colpo di mercato in stile Campedelli che farà sorridere i tifosi dei gialloblù che vedranno all’opera un difensore con ottime doti aeree e una grande predisposizione alla leadership. Tuttavia come il compagno subisce la velocità degli attaccanti avversarie e a volte sembra perdere la concentrazione. VOTO 6.
Robert Koren
( regista, 1980, 3 presenze). Leader e capitano della sua nazionale, Koren è regista e metronomo con licenza di tirare in porta. Sua la rete (fortunosa) che regala 3 preziosissimi punti contro l’Algeria; gioca con disinvoltura e si fa notare anche in fase di copertura degli spazi. Recupera una marea di palloni ma dimostra evidenti limiti per quanto riguarda la velocità di lettura della giocata. Idolo della curva del WBA, non ha rinnovato con il club destando da tempo l’interesse dell’attivissimo (sul fronte sloveno) Chievo Verona. La vetrina mondiale potrebbe però avere attirato anche tanti altri club sulle sue tracce. VOTO 6,5.
Valter Birsa ( ala destra, 1986, 3 presenze). Nell’Auxerre gioca da mezzala, nella sua nazionale ha giocato soprattutto largo a sinistra con compiti precisi di accentrarsi e cercare il tiro con il suo velenosissimo mancino. Dimostra di saperci fare anche con il piede destro e accende la sfida con gli Stati Uniti con un bellissimo tiro da fuori (specialità della casa). Di fatto è un regista aggiunto grazie a doti tecniche di primissimo livello. Spesso però sparisce alla distanza durante il secondo tempo. Servono almeno 8 milioni di euro per portarlo via dalla Ligue 1. Il prezzo potrebbe non spaventare Palermo e Napoli ma sulle sue tracce c’è anche il Werder Brema. VOTO 6,5.
Aleksandr Radosavljevic ( centrocampista centrale, 1979, 3 presenze). Insostituibile soldatino in mezzo al campo, si occupa di difendere la difesa del suo paese senza lesinare rincorse e sudore. Prova a dare un contributo in fase di impostazione ma pare un pesce fuor d’acqua. Eppure contro l’Inghilterra tiene testa a Barry e Lampard, meritandosi l’attenzione di qualche squadra migliore del pur rispettoso Larissa (campionato greco). La carta d’identità e i piedi da faticatore in mezzo al campo però non consigliano pazzie. VOTO 6+.
Andraz Kirm ( ala sinistra, 1984, 3 presenze). Stupisce che con i suoi 185 cm giochi da esterno di centrocampo in una linea a 4 e stupisce che il suo c.t lo consideri insostituibile, nonostante evidenti limiti tecnici e soprattutto di intraprendenza. Spinge meno del terzino Jokic, pare a disagio quando si trova a tu per tu con il portiere algerino. Evidentemente offre equilibrio a una squadra che a destra, con Birsa è votata all’attacco. Non merita più del Wisla Cracovia, squadra a cui è approdato nel 2009. VOTO 5.
Andrej Komac ( centrocampista, 1979, 2 presenze). Pochi minuti nelle prime due sfide del girone, buttato nella mischia nel finale non ha tempo per mettere in mostra nulla. Dopo una buona carriera al Djugarden è approdato al Maccabi dove ha trovato poco spazio. Piedi molto educati, ha superato le 40 presenze con la sua nazionale con cui sperava di trovare maggiore spazio a questo mondiale. VOTO s.v.
Milivoje Novakovic ( centravanti, 1979, 3 presenze). 16 reti con la propria nazionale di cui è simbolo e chioccia. Questo il biglietto da visita di questo gigante di 191 cm con 51 reti all’attivo con il Colonia, club nel quale ha fatto coppia in attacco con Podolski. Attaccante di razza e di fisico, preferisce far salire la squadra piuttosto che cercare la finezza. Altruista più del normale, ricerca spesso l’assist anche grazie a una tecnica di buon livello nonostante la stazza fisica. L’assist per il 2-0 di Ljubjankic è un gioiellino in un mondiale di sacrificio. VOTO 6.
Zlatan Ljubijankic ( attaccante, 1983, 3 presenze). L’attaccante del Gent parte come riserva di Dedic contro l’Algeria prendendone il posto nella ripresa. Da allora diventa il titolare e rafforza la propria posizione con una bella rete agli Stati Uniti. Forma una buona coppia con Novakovic attorno al quale si muove con una buona dose di dinamismo ma con una tecnica inadeguata ai grandi palcoscenici. VOTO 6,5.
Zlatko Dedic ( attaccante, 1984, 3 presenze). Una sua rete alla Russia ha spianato la strada ad una storica qualificazione, così sembra dovuto che l’ex Parma e Frosinone parta da titolare nell’avventura mondiale. Fallita l’occasione subentra nella ripresa nelle due seguenti partite senza riuscire a risultare importante per la manovra. Volenteroso e dinamico disputa un mondiale in ombra, in linea con la sua ultima stagione al Bochum condita da una rete soltanto in 13 presenze. VOTO 5.
Tim Matavz ( attaccante, 1989, 1 presenza). Una buona stagione al Groningen ( 7 reti in 19 presenze) per un ragazzo giovane ed interessante. Nelle gerarchie dell’allenatore sloveno evidentemente era riserva di Novakovic, e così per Matavz c’è stato spazio soltanto nel finale della sfida a Fabio Capello e compagnia inglese. Peccato. VOTO s.v.
Nejc Pecnik ( centrocampista d’attacco, 1986, 2 presenze). Curioso che il c.t sloveno lo abbia convocato tra gli attaccanti dato che Pecnik, autore della pesantissima rete del 2-1 contro la Russia nell’andata dei playoff qualificazione, è un centrocampista di raccordo tra mediana ed attacco. Fisico da centravanti, piedi da trequartista, gioca con profitto nel Nacional di Madeira. Il suo mondiale finisce nella gara contro gli Stati Uniti, quando pochi minuti dopo essere entrato in campo da sostituto si è fratturato la caviglia. Auguri ad un ragazzo interessante che vorrei rivedere presto in un top club portoghese. VOTO 6.

Mai utilizzati: Jasmin Handanovic (portiere), Aleksandr Seliga (portiere), Matej Mavric (difensore), Branko Ilic (difensore), Elvedin Dzinic (difensore), Suad Filekovic (difensore), Rene Khrin (centrocampista), Dalibor Stevanovic (centrocampista).

Michele Celli

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