mercoledì 17 marzo 2010

LA LENTE D'INGRANDIMENTO: BARCELLONA (PARTE 2)




BARCELLONA ATHLETIC


Gai Yigaal Assulin (Nahariya, 1991). Israeliano con passaporto spagnolo fresco fresco, Gai muove i primi passi con l’Hapoel Haifa. Nel 1999 passa al Beitar Tubruk dove mette in mostra qualità incredibili che lo spingono a tentare la sorte nel 2003 proponendosi per la cantera del Barcellona dove viene subito accettato ed integrato. Nel 2007 debutta a soli 16 anni con la prima squadra durante la semifinale di Coppa Catalunya ed entra, in pianta stabile, a far parte della rosa del Barcellona Athletic di Guardiola convincendo subito l’allenatore che l’anno successivo non lo può utilizzare in prima squadra causa un grave infortunio che ne pregiudica la stagione calcistica. Nella stagione in corso tuttavia Gai ha giocato la sua prima gara ufficiale con la prima squadra, in Coppa del Re, contro la Cultural Leonesa ed è stato convocato da Guardiola molte altre volte, attirando le attenzioni dei migliori club della Premier League che vogliono strapparlo alla squadra catalana. In patria è considerato una stella ed ha già debuttato con la nazionale maggiore, in una partita amichevole contro il Cile dopo essere stato protagonista 8 volte con la selezione Under 21. Centrocampista offensivo, si destreggia bene sia come rifinitore dietro le punte che come esterno alto grazie alle sue doti di rapidità, fantasia e tocco raffinato di palla. 173 cm, mancino naturale, ha nella ricerca dell’ assist la qualità preponderante. La prossima stagione può essere quella di Gai Assulin.
Benjamín Martínez Martínez (Spagna, 1987). Prelevato nell’estate 2008 dall’Espanyol B e mandato subito in prestito al Reus (8 reti in 18 presenze) è stato richiamato a gennaio 2009 per rinforzare l’attacco della squadra. In questa stagione per ora fantastica per il club (secondo in terza serie e in lotta per la promozione), “Benja” sta ben figurando trovando spazio spesso nell’undici titolare. Difficile però tenerlo in considerazione seriamente per un futuro roseo in prima squadra.
Victor Vazquez Solsona (Barcellona, 1987). Centrocampista offensivo arrivato nelle giovanili del club all’età di nove anni, ha scalato le varie categorie fino ad arrivare allo storico debutto in prima squadra nei 15 minuti finali della partita contro il Recreativo Huelva nell’aprile 2008. Nelle scorse stagioni, ha giocato tanto e bene con il Barca Athletic (picco di rendimento nel 2007/2008 con 9 reti in 27 presenze) meritandosi anche il debutto in Champions League nella sconfitta casalinga contro lo Shaktar Donetsk nel dicembre 2008. Nel momento migliore della carriera ha però subito un brutto infortunio al ginocchio che ne ha offuscato la stella e per ora questa stagione la sta vivendo riscaldando molto spesso la panchina dell’Athletic. Nonostante ciò Guardiola non ha perso stima nei mezzi di Vazquez e lo ha convocato in prima squadra nel dicembre appena passato.
Ilie Sanchèz Farrès (Barcellona, 1990). Centrocampista centrale di manovra, di lui si dice un gran bene ma sinora è un oggetto misterioso per chi non è a stretto contatto con il club dato che è chiuso dal talento di altri giocatori ed ha poche occasioni per mettersi in luce. Da rivedere la prossima stagione quando giocatori come Jonathan probabilmente saranno aggregati alla prima squadra e Ilie avrà spazi maggiori.
Miguel Angel Luque ( Spagna, 1990). Luque gioca con il numero 10 del Barcellona Athletic alle spalle e già questo è un segnale promettente. A differenza dei classici numeri 10 però Luque, seppur dotato di tecnica sopraffina, è un centrocampista centrale completo e non un rifinitore. In terza serie sta giocando stabilmente nella linea mediana e nutre di grandissima fiducia da parte del tecnico Luis Enrique. Luque, che ha giocato nella selezione under 19 iberica, è arrivato quest’estate dal Villareal, dove giocava nella terza squadra ed ha firmato per due anni.
Jonathan Dos Santos Ramìrez (Monterrey, 1990). Centrocampista centrale messicano, fratello di Giovani Dos Santos, passato anch’egli da Barcellona, è stato notato in un torneo giovanile in Francia assieme al fratello e dopo un test è stato integrato nella cantera blaugrana. La scorsa stagione era il capitano della selezione Juvenil A del club, in questa è uno dei giocatori di maggiore personalità della squadra allenata da Luis Enrique. Inoltre ha debuttato con la prima squadra in quasi tutte le competizioni, compresi una manciata di minuti in Champions League contro l’Inter. Nella Liga ha invece debuttato da titolare nel mese di gennaio appena passato nella gara contro il Villareal. In estate potrebbe sorprendere tutti giocando già un campionato del mondo con la nazionale messicana nella quale vanta due presenze, entrambe da titolare, in due gare amichevoli. Abile passatore, cerca sempre di gestire il pallone in modo efficiente ma anche creativo quando serve, è uno specialista assoluto delle palle inattive che calcia con il destro, sempre morbido e preciso, ma ha sinora evidenziato il limite di non vedere abbastanza la porta, come dimostra il numero 0 nella casella delle reti segnate tra i professionisti (considerando Barca, Barca Athletic e Messico).
Thiago Alcantara Do Nascimento (Bari, 1991). Figlio del campione del mondo brasiliano Mazinho, è nato a Bari durante la stagione in cui il padre giocava nel club di Matarrese. Ha iniziato a giocare a calcio relativamente tardi (a 10 anni) nelle giovanili del Flamengo mostrandosi subito dotato di tecnica eccellente. Il padre ha scelto per lui la Spagna e così Thiago ha giocato per le giovanili dell’Ureca e poi dal 2004 in quelle del Barcellona. Centrocampista di soli 170 cm (suo unico vero limite) dotato di tecnica sopraffina e di un bagaglio tecnico spettacolare (danza sempre con finte divertenti sul pallone) ma mai fine a se stesso, ha grandi doti di leadership e di visione di gioco. Ambidestro, un po’ lento nel giocare il pallone, difficilmente però sbaglia la scelta o spreca il possesso di palla. Ha debuttato in prima squadra già con Rijkard in Coppa Catalunya mentre il debutto ufficiale è arrivato lo scorso maggio contro il Maiorca. Un mese fa si è tolto la soddisfazione di chiudere la marcature nel rotondo 4-0 rifilato al Racing Santader, mentre con l’Athletic vanta già 40 presenze e 3 reti all’attivo. Per ora ha scelto il passaporto spagnolo e con la nazionale under 17 ha giocato l’Europeo disputatosi in Turchia, mentre ora milita nella selezione Under 19 (3 presenze e 1 rete). Difficilmente, causa il suo fisico non da mediano “moderno”, potrà fare la differenza in mezzo al campo ma la sua qualità potrebbe consigliarne uno spostamento sulla trequarti, dove davvero può avere un futuro nel Barca.
Josè Manuel Rueda (Linares, 1988). Centrocampista difensivo, vero e proprio filtro davanti alla difesa del Barcellona Athletic, è diventato capitano della squadra quest’estate. Vanta una presenza con la prima squadra, datata maggio 2008, nella gara contro il Murcia. Pedina insostituibile per Luis Enrique per ora non è mai stato preso in considerazione da Guardiola che nel ruolo di schermo difensivo è già coperto da Sergi, Tourè ed eventualmente Marquez.
Ivan Alejandro Benitez (Las Palmas, 1988). Cresciuto calcisticamente nell’isola delle Canarie, ha giocato titolare una volta con la prima squadra del Las Palmas prima di essere portato la scorsa estate al Barcellona dove è stato inserito nella schiera dei difensori centrali a disposizione di Luis Enrique. 180 cm di statura, destro di piede, ha giocato con le selezioni giovanili iberiche Under 17 e Under 19.
Andreu Fontàs Prat (Banyoles, 1989). Centrale difensivo di 186 cm, ci troviamo di fronte a un giocatore di cui si discute molto. Fisico da granatiere che lo rende apparentemente scoordinato, meno dotato tecnicamente del compagno di reparto e rivale per l’inserimento in prima squadra Marc Muniesa, ha giocato 9 volte con la nazionale spagnola Under 20 destando interesse. Impiegato nella tournè estiva negli States anche come centrocampista difensivo, interessa al Saragozza che lo vorrebbe avere in prestito. Cresciuto nel Girona e passato al Barca nel 2007, ha debuttato a inizio stagione contro lo Sporting Gijon, per poi non essere più impiegato anche a causa dell’arrivo di Chygrynskiy. Personalmente lo vedo più adatto al gioco “ruvido” della Premier League ma al Camp Nou forse temono di rivivere la stessa storia di Piquè, esploso in Premier League e poi ricomprato.
Oier Olàzabal Paredes (Irùn, 1989). Nato nei paesi baschi, è il portiere più promettente della rosa del Barcellona, nonché il titolare della formazione del Barca Athletic. Arrivato nel 2007 dal Real Union, ha fatto inizialmente da secondo portiere alle spalle di Rubèn. Conquistato il posto da titolare rapidamente, ha ricevuto nel maggio 2008 la gioia di difendere la porta della prima squadra contro il Maiorca, a Liga già vinta matematicamente. Dopo la partenza di Jorquera, è ora il terzo portiere del Barcellona ma sinora non ha avuto ulteriori occasioni di giocare per la squadra di Guardiola. 191 cm, 58 presenze nell’Athletic, anche nella stagione in corso sta dimostrando affidabilità.
Rubèn Mino Peralta (Barcellona, 1989). Questo portiere di 190 cm ha perso il duello con il pari-ruolo Oier ed è diventato la seconda scelta nella squadra di Luis Enrique. Da parte sua Rubèn vanta comunque 42 presenze con l’Athletic e una esperienza di due anni in prestito al Cornellà. Esattamente un anno fa ha esordito anche con la nazionale spagnola under 21 senza però essere più chiamato in causa successivamente.

IN PRESTITO

Alberto Tomàs Botia (Murcia, 1989). Dopo aver mosso i primi passi nel CD Beniel lo spagnolo si è trasferito al Real Murcia dove è rimasto per tre anni fino al 2003 quando il Barcellona lo ha inserito nella “Masia” (nome con cui i catalani indicano il proprio settore giovanile). Il debutto in prima squadra risale allo scorso maggio nella gara, ininfluente ai fini della classifica, contro il Deportivo. A luglio è passato in prestito allo Sportin Gijon dove sta giocando con una certa regolarità (19 presenze sinora) al centro della difesa del club. Nazionale spagnolo under 21 (5 presenze). Botia, è un difensore quasi insuperabile sulle palle aeree grazie ai suoi 188 cm che sfrutta anche nelle aree di rigore avversarie, rendendosi spesso pericoloso. La duttilità tattica maturata durante il suo percorso a livello giovanile gli permette di disimpegnarsi molto bene anche come laterale destro difensivo e la sua ottima stagione allo Sporting (splendida la sua prestazione contro il Valencia) potrebbe valergli il ritorno alla casa base con un ruolo all’interno della prima squadra.
Josè Martin Caceres Silva (Montevideo, 1987). Soprannominato “ El Pelado” per via dei suoi lunghi capelli, difensore uruguagio (20 presenze con la nazionale maggiore con cui potrà disputare i Mondiali 2010) in grado di coprire ogni ruolo della difesa, sia nello schieramento a 4 che in quello a 3 difensori; ultimamente è utilizzato dalla Juventus soprattutto come laterale destro. Cresciuto nel Defensor Sporting di cui è divenuto capitano a soli 19 anni, si è messo in luce agli occhi di molti osservatori europei. A spuntarla, nel febbraio 2007, fu il Villareal che lo girò immediatamente al Recreativo Huelva dove collezionò 34 presenze e 2 reti ( di cui una, decisiva, proprio contro i sottomarini gialli). Nell’estate 2008 il Barcellona ha versato 16,5 milioni di euro per acquistarne il cartellino, ma le presenze alla fine della scorsa trionfante stagione del Barcellona sono state soltanto 14 e così è arrivato il prestito alla Juventus che vanta anche un importante diritto di riscatto. A Torino, seppur in maniera altalenante, sta giocando una discreta stagione (14 presenze, 1 rete). Determinazione, grinta e personalità sono i suoi punti di forza ma la tecnica di base lascia ancora a desiderare, forse è questo il motivo per cui vedo difficile un suo rientro a Barcellona dove ogni difensore deve avere una qualità tale da assicurare il mantenimento del possesso del pallone.
Keirrison De Souza Carneiro (Dourados, 1988). Cresciuto nel Cene, esploso nel Coritiba che ha guidato verso la promozione nel Brasileirao a suon di reti (63 in due anni!!!!!) , si è confermato nel Palmeiras risultando il capocannoniere con 18 reti del campionato Paranaense. A luglio 2009 si trasferisce al Barcellona per 18 milioni di euro ma dopo pochi giorni si ritrova in prestito al Benfica dove chiude la prima metà della stagione con soltanto 5 presenze. Ecco così che interviene Corvino assicurandosi il giocatore con un prestito biennale e un diritto di riscatto fissato sui 14 milioni di euro. Sinora 5 presenze e 1 rete in Serie A, ma anche prestazione opache che hanno fatto storcere il naso alla curva Fiesole e a Prandelli che la scorsa settimana gli ha preferito Babacar per cambiare gli esiti della partita del San Paolo. Attaccante d’area di rigore “alla Inzaghi”, in Brasile ha mostrato di essere dotato di un discreto bagaglio tecnico e di poter calciare indifferentemente con entrambi i piedi. Infallibile rigorista, il suo futuro è tutto ancora da scrivere ma deve cambiare marcia al più presto, altrimenti in Europa farà fatica a confermarsi.
Michele Celli

P.S: MARTEDI PROSSIMO ULTIMA PARTE CON TUTTO IL SETTORE GIOVANILE DEL BARCELLONA IN CUI GIOCANO TALENTI ASSOLUTAMENTE DA ANNOTARSI

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