Come tutti gli anni, questa 66° edizione del Torneo di Viareggio ci ha regalato tante emozioni e tante novità a livello statistico, tra cui l'abbattimento di alcuni record. La prima novità di rilevanza è stato il cambiamento della formula di partecipazione alla manifestazione: non più 12 gironi ma 8, mantenendo comunque le regole di qualificazione per gli ottavi (le vincitrici dei gironi più le migliori 4). Al turno successivo (ottavi) i 4 posti vaganti, erano tenuti dalle società con maggiori vittorie nel torneo, assegnandogli così tipo una Wild Card del tennis, quindi a Juventus, Milan, Fiorentina e Inter. Quest'ultima scelta prima di Torino e Dukla Praha non per simpatia, ma per il semplice fatto che ha raggiunto le vittorie nei tempi più recenti (Inter 2002, 2008, 2011; Torino 1998, 1995; Dukla Praha 1980, 1976).
Riguardo alle manifestazioni degli anni passati, quella corrente ha visto avanzare agli ottavi di finale, ben 4 squadre straniere (Rijeka, Envigado, Anderlecht, Club Nacional) rispetto alle 2 dell'anno passato (Anderlecht e All Boys) e alle 3 di due anni fa (Club Guaranì, Pumas, Nordsjaelland). Il primo dato statistico importante da segnalare è che per la prima volta dalla nascita del Torneo si è ripetuta per due anni consecutivi una finale con le stesse squadre, con un parziali di vittorie di 1 a 1 tra Anderlecht (2013) e Milan (2014). Proprio quest'ultima con il trionfo di quest'anno, si porta in vetta solitaria come società con maggiori edizioni vinte (9), seguita da Fiorentina e Juventus (8) e al gradino più basso del podio ci sono Inter, Torino e Dukla Praha (6).
Hanno deluso le aspettative Lazio, Roma e Juventus; le 2 squadre romane che assieme alla Fiorentina dominano il loro girone del campionato nazionale, non sono andate oltre i gironi eliminatori, mentre i bianconeri partendo dagli ottavi, hanno terminato il torneo nella medesima fase, perdendo con l'Hellas Verona ai calci di rigore. Ottima prova invece proprio dell'Hellas, del Livorno, del Parma e dell'Envigado, eliminata ai quarti dal Milan, ma vincendo il girone con Livorno, Roma e Benfica, segnalandosi come squadra rivelazione del torneo.
Moltissimi sono stati i giovani interessanti da tenere d'occhio, tra i quali diversi hanno già la stoffa per fare il salto nelle categorie che "contano" e nelle quali alcuni di loro già hanno acquistato un minimo d'esperienza grazie all'inserimento nella prima squadra del proprio club. Non sempre accade ma quest'anno è successo di assegnare il Golden Boy (una sorta di Pallone d'oro made in Italy) allo stesso calciatore piazzatosi primo nella classifica marcatori, Alberto Cerri (PARMA FC) classe '96, un ariete d'area (190 cm per 82 kg) che ha sigliato 6 reti in sole 4 partite attirando su di lui gli occhi di molte squadre, soprattutto della Juventus che ha raggiunto un accordo di massima con la squadra ducale per portarlo in maglia bianconera già dalla prossima stagione.
Tanti italiani alla ribalta ma anche un numero importante di stranieri hanno fatto e faranno parlare di loro nel tempo, sia con le maglie di squadre italiane che straniere, dai Modic e Benedicic del Milan, Bangal dell'Atalanta, Malele del Palermo, Empereur della Fiorentina e Donsah del Verona, ai Londono e Rubio dell'Envigado, Kawaya, Dendoncker, Haagen, Soumarè dell'Anderlecht, Lameira e Ricardo Carvalho del Benfica, Njera del Santos Laguna, Hiwat del PSV Heindoven e così via. Altrettanti papabili "campioncini" nostrani che oltre a Cerri hanno cavalcato l'onda di questo importantissimo torneo internazionale sono: in primis Petagna, già conoscenza del campionato di serie A, che si è rilanciato dopo un trascorso non positivo nella massima serie italiana, mostrando ancora una volta tutte le sue qualità, poi i suoi giovani compagni Vido, Gori, Fabbro e Calabria, ancora Arastra e Monteleone del Palermo, Venuti e Fazzi della "Viola", Pipoli e Silipo del Parma, Gatto dell'Hellas, Monni del Siena, Caldara e Grassi dell'Atalanta, Bruzzi del Livorno, Pedricciuolo della Rappresentativa Serie D e tanti altri interessanti calciatori, i quali hanno riempito i taccuini dei numerosi osservatori che erano presenti alla manifestazione.
Ora, oltre a stilare un piccolo riepilogo dei verdetti partoriti da questo Viareggio Cup 2014, noi di GT ci siamo permessi di proporre una Top Eleven del torneo, partendo dal modulo più usato ovvero il 4-3-3 e assegnando la panchina al giovane allenatore trionfale del torneo, Filippo Inzaghi.
TOP 11 VIAREGGIO 2014:
ALASTRA (Palermo); CALABRIA (Milan), MONTELEONE (Palermo), HAAGEN (Anderlecht), CALDARA (Atalanta); MODIC (Milan), EMPEREUR (Fiorentina), DENDONCKER (Anderlecht); KAWAYA (Anderlecht), PETAGNA (Milan), CERRI (Parma). All. Filippo Inzaghi
ALASTRA (Palermo); CALABRIA (Milan), MONTELEONE (Palermo), HAAGEN (Anderlecht), CALDARA (Atalanta); MODIC (Milan), EMPEREUR (Fiorentina), DENDONCKER (Anderlecht); KAWAYA (Anderlecht), PETAGNA (Milan), CERRI (Parma). All. Filippo Inzaghi
I PREMI DEL VIAREGGIO:
CAPOCANNONIERE: CERRI Alberto (Parma) con 6 gol
MIGLIOR PORTIERE DEL TORNEO: ALASTRA Fabrizio (Palermo)
GIOCATORE PIÙ GIOVANE DELLA FINALE: MIKAL Frank (nato il 30/11/1997) dell'Anderlecht
Unknown


Posted in: 






