Approfittiamo del letargo (più o meno lungo) in cui sono caduti la maggior parte dei campionati dell'Est europeo per segnalare in ideali formazioni, schierate anche con un minimo senso tattico, i migliori undici giovani dei vari tornei.
Il calcio polacco, ancora impegnato a leccarsi le ferite del flop nell'Europeo casalingo di due anni fa, cerca all'interno dei propri confini una nuova generazione di talenti da affiancare al "totem" Lewandowski. Un campionato, quello polacco, che non si può definire competitivo se si pensa che il Legia Varsavia, campione in carica e capolista, in Europa ha fatto solo figuracce (perso il playoff Champions' contro la Steaua, ultimo posto nel girone di Europa League). La mediocrità generale del torneo consente però spazio a diversi giovani autoctoni che hanno ora, senza sgomitare, la possibilità di mettersi in mostra per guadagnarsi la ribalta anche internazionale.
(4-2-3-1) Slowik (Jagiellonia); Stolarski (Wisla), Kaminski (Lech), Golla (Pogon), Lewandowski (Pogon); Dawidowicz (Lechia), Chrapek (Wisla); Frankowski (Lechia), Batrovic (Widzew), Jagiello (Podbeskidzie); Teodorczyk (Lech)
In porta nessuna scelta: l'unico portiere titolare ancora definibile come "giovane" (classe '91) è Jakub Slowik. L'espulsione patita al dodicesimo turno nella trasferta di Korona gli ha fatto perdere la titolarità nello Jagiellonia, che dovrebbe però riconquistare alla ripresa del torneo. Reattivo tra i pali e deciso nelle uscite, resta il portiere del futuro (insieme a Skorupski della Roma) per il calcio polacco, ne è conferma il debutto nella Nazionale maggiore in amichevole contro la Romania avvenuto ad inizio febbraio.
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| Golla (www.pogonszczecin.pl) |
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| Dawidowicz (www.lechia.pl) |
I due mediani (anche qui c'era vasta scelta) sono Michal Chrapek, stella classe '92 del Wisla, centrocampista moderno che abbina la fase di interdizione a quelle di costruzione e inserimento offensivo, e Pawel Dawidowicz interessantissimo classe '95 e da questa stagione titolare inamovibile del Lechia Danzica, mediano lungagnone (188 cm) con buona tecnica e utile anche da centrale difensivo.
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| Teodorczyk (www.lechpoznan.pl) |
Il trio di trequartisti è formato da Przemyslaw Frankowski (fantasista del Lechia classe '95 utilizzabile su entrambe le fasce con uguale rendimento, a volte troppo fumoso ma sempre in grado di accendere il match grazie ad una rapidità fuori dal comune), Aleksander Jagiello ala tascabile (165 cm) tutta mancina dal dribbling fulminante e unica nota lieta del Podbeskidzie (nel mercato invernale è passato, sempre in prestito dal Legia Varsavia, al Lechia Danzica) e dal montenegrino Veljko Batrovic, trequartista classe '94 alla prima stagione da titolare si è messo in evidenza, nonostante le pessime prestazioni del Widzew Lodz ultimo in classifica, grazie ad un mancino educato capace di sfornare cross e ficcanti passaggi filtranti oltre che di finalizzare. Punta unica Lukasz Teodorczyk, finalmente esploso nel Lech, dopo le prime buone stagioni da "pro" nel Polonia Varsavia, con dieci gol in 19 match e che cerca di seguire le orme di Lewandowski, paragone per ora eccessivo ma non così campato in aria per tecnica e fiuto del gol del biondo bomber.
Kaedo




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