lunedì 27 gennaio 2014

BORN TO DREAM - The Number One



Nome: Francesco
Cognome: Bardi
Nato il: 18/01/1992
Nato a: Livorno
Posizione: portiere

Il calcio è uno sport di squadra, movimento collettivo in vista di un obiettivo comune, undici maglie abbracciate da un unico stemma. Ma ce n'è una che fa scena a sè: la casacca con il numero 1 sulle spalle, le mani che cancellano i gol degli avversari, l'istinto che scherza con le leggi della fisica, l'ultima speranza su quel prato verde. Equilibrista che si muove su una linea bianca, giocoliere pazzo che gioca col fuoco, volando da un palo all'altro. In inglese goalkeeper, in italiano portiere. Il custode che finisce in porta perchè gli altri non vogliono andarci, mossi dal brivido di segnare un gol. Ma a suo modo anche evitare un gol ti regala un'emozione. Lo sa bene Bardi, che ne fa una filosofia di vita dall'età di 6 anni.  Non tutti però reggono l'onda d'urto che comporta: mangiare pane e concentrazione, farsi scivolare le colpe che ti addossano, trovare costantemente l'equilibrio e la forza mentale. Quando under pressure diventa il tag della tua carriera e la parata, che salva il risultato, il tweet postato ai tuoi seguaci. Un giorno sei l'idolo, l'altro l'incertezza fatta persona, poi sta a te restare te stesso, sentirti il numero 1. E quando vedi giocare Bardi, immagini che ci sia nato con quella maglia addosso, altro che camicette della fortuna. 4 anni al Sorgenti Labrone, 7 nel Livorno, culminati con l'esordio in Serie A in Parma - Livorno. Quel 16 maggio 2010 i sogni dell'estremo difensore toscano assomigliano sempre di più a realtà. Nel gennaio dell'anno successivo arriva la chiamata dell'Inter, che ne fa il nuovo portiere della formazione Primavera. Un torneo di Viareggio da super - protagonista, tre rigori parati e il titolo di miglior numero 1 della manifestazione. Niente male davvero per questo veterano delle rappresentative giovanili italiane, che si prende la maglia da titolare in B, prima col Livorno e poi col Novara. Nell'estate scorsa è arrivato il premio come Portiere serie bwin e il sogno europeo con l'armata di Mangia, fermata in finale dalla Spagna dei giovani vecchi. Israele 2013 però ha cambiato qualcosa negli ingranaggi del calcio nostrano: Bardi, Insigne, Immobile, Gabbiadini hanno trovato una casacca tra i titolari delle rispettive squadre del massimo campionato, mentre Donati, Verratti, Borini portano il Made in Italy in giro per l'Europa. Nel futuro del labronico c'è l'Inter di Thohir e l'eredità di Gianluigi Buffon, robetta insomma. 188 centimetri di carisma, l'etichetta di pararigori e tempi d'intervento da antologia del calcio. Sicurezza nella presa, capacità di lettura delle traiettorie e riflessi felini fanno il resto. Da rivedere il rilancio con i piedi e le prese alte sui calci d'angolo, per quello che rappresenta il prospetto più interessante nel ruolo e sposta gli equilibri con i suoi interventi tra i pali e la reattività sui tiri ravvicinati, portando coraggio e sicurezza all'intero reparto difensivo. Il calcio è dubbio costante e decisione rapida.

Foto tratta da tuttointernazionale.it




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