lunedì 16 dicembre 2013

BORN TO DREAM - (Base)lli


Nome: Daniele
Cognome: Baselli
Nato il: 12/03/1992
Nato a: Brescia
Posizione: regista

Dicono che il destino sia già scritto, definito, caratterizzato. Certezza del futuro, dubbio del presente. Filo rosso che ti guida nel labirinto della vita, vento che soffia forte e ti avvicina al tuo domani. Fantasma che si presenta con l'abito di una semplice circostanza, di una semplice persona, di un semplice posto. Altri se lo portano dentro, scritto addosso, nel cognome. Baselli, ad esempio, contiene il termine base, dal latino basis: base, zoccolo ... piedistallo. Se ci sali da solo, ti danno del montato; se ti ci mettono gli altri, forse è perchè sei l'eccezione che conferma la massa. Storia in progress che, per ora, incorpora solo una prefazione, bello in divenire che ti strappa un sorriso tra il meravigliato e il compiaciuto. Base sta a talento, come piedistallo a opinione. Linee parallele che cambiano le regole e s'incrociano in un posto chiamato Serie A. Il destino in una sfera che rotola via, si fa accarezzare e ti regala il Paradiso. La casa di quella matricola di angioletto, più che azzurro, neroazzurro. Daniele Baselli, playmaker per talento. Un po' come se fosse quasi un obbligo con quei piedi lì. Da sempre con la maglia dell'Atalanta addosso, dall'estate 2011 al Cittadella: 2 stagioni, 52 presenze e una firma sul tabellino dei marcatori. Giusto il tempo di farsi illuminare dalle luci della ribalta, per poi tornare tra le braccia della Dea. Atalanta - Torino è la prima volta in Serie A, quattro giorni dopo, il 5 settembre 2013, Di Biagio gli affida le chiavi dell'Under 21 azzurra. Settimana non male per il '92 bresciano, nella scia di Pirlo, e per sua stessa ammissione, di Capitan Montolivo. Stelle splendenti, punti di riferimento della galassia della A. Costruttore di gioco, tranquillo nella gestione della palla, brilla nella trasmissione sul corto e per la sua capacità di guidare la manovra. Ha la giocata pulita e lavora bene in fase passiva, difendendo la sua zona di competenza e uscendo sul portatore di palla. Sorprende per le attitudini ad andar via nello stretto, è delicato nel cambio gioco ed elegante nelle movenze. Le sue prestazioni sono sempre contraddistinte da un alta percentuale di passaggi riusciti, è abile nello smarcamento e nel controllo di palla. Deve calibrare meglio il tiro e lavorare sulla struttura fisica. Il destino mescola le carte e noi giochiamo. A noi, stavolta, è toccato un asso.

Foto tratta da atalanta.it

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