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| La felicità di El Shaarawy (foto tratta da calciopro.com) |
I Migliori
Stephan El Shaarawy (classe 1992, Milan): altri due squilli di tromba per il "faraone". Dopo un inizio di campionato notevolmente al di sotto delle aspettative il giovane attaccante rossonero regala alla sua squadra con una bella doppietta la prima vittoria in stagione. Nel primo tempo l'ex Padova sfrutta un assist di Montolivo battendo con un rasoterra di destro Agazzi in uscita. Nella ripresa prima si divora una rete calciando alto di sinistro da pochi passi e poi chiude i giochi (sempre con il mancino) beneficiando di un passaggio in verticale di Ambrosini. Concreto.
Alejandro Gomez (classe 1988, Catania): è ancora il piccolo "papu" l'ispiratore principe delle iniziative offensive del Catania. Con la sua velocità e vivacità ha messo in grande difficoltà la retroguardia bergamasca, sfiorando prima il goal con un destro ravvicinato (deviato in corner da Consigli) e poi servendo con un bel passaggio l'assist vincente per il goal del definitivo 2-1 di Barrientos. Vivace.
Vladimir Weiss (classe 1989, Pescara): entrato nella ripresa per cercare di scardinare la non eccelsa difesa palermitana (ridotta in dieci per l'espulsione di Von Bergen) gioca una seconda frazione a dir poco anonima, dormendo fino al minuto 86 quando pesca dal mazzo (con la complicità di difensori e centrocampisti rosanero) il jolly (gran tiro di destro da fuori) che spariglia le carte in tavola e regala alla formazione biancazzurra la prima vittoria stagionale in campionato. Fulmineo.
Andrea Ranocchia (classe 1988, Inter): l'Inter espugna l'ostico (storicamente) campo del Chievo e ancora una volta in questo inizio di campionato uno dei più positivi in campo è stato il difensore ex Genoa. Preciso e pulito negli interventi, attento e tempestivo negli anticipi. Gioca con calma e personalità dimostrando ancora una volta di passare un momento di forma (sia fisica che psicologica) davvero positivo. Sicuro.
I Peggiori
Adem Ljajic (classe 1992, Fiorentina): nella Fiorentina che gioca bene, stupisce e ferma sullo 0-0 la corazzata Juventus, l'unica nota dolente (come sempre del resto) è il giovane fantasista serbo, ancora una volta tra i peggiori in campo. Montella gli concede l'ennesima chance da titolare al fiancon di Jovetic, ma Ljajic non coglie l'occasione giocando un match da spettatore non pagante, senza personalità e carattere. Ad aggravare la sua posizione vi è anche il clamoroso errore sotto porta a tu per tu con Buffon sul finire di primo tempo che avrebbe potuto sbloccare il punteggio. Nella ripresa continua a giocare a sprazzi venendo sostituito da Montella con Mati Fernandez. Inconcludente.
Mattia Destro (classe 1991, Roma): continua il momento negativo per l'ex attaccante del Siena, che nuovamente schierato da Zeman al centro dell'attacco giallorosso non riesce a combinare granchè, sbagliando goal a più riprese. Si ostina nel cercare la soluzione personale, finendo per non giocare con la squadra, divorandosi un paio di palle-goal abbastanza clamorose a tu per tu con Romero. Sta diventando sempre più un caso. Spuntato.
Ciro Immobile (classe 1990, Genoa): serata da dimenticare per l'ultimo capocannoniere della Serie B. Nel match contro il Parma infatti il centravanti del Genoa è costretto innanzitutto ad allargare il proprio raggio d'azione (per l'ingombrante presenza di Borriello), ma soprattutto sciupa una moltitudine incredibile di palle-goal, sbagliando spesso da ottima posizione. Sciupone.
Luis Pedro Cavanda (classe 1991, Lazio): serata da incubo per il terzino biancoceleste (e per tutta la Lazio) in quel di Napoli. Petkovic lo schiera a sinistra nei quattro di difesa con il compito di coprire la zona e dare una mano a Lulic in fase di ripartenza. Cavanda, naturalmente, non fa nulla di tutto ciò patendo le pene dell'inferno contro uno scatenato Marek Hamsik, andando totalmente in confusione. Nella ripresa Petkovic lo sostituisce con una punta, Floccari. Disastroso.
Mario Sampirisi (classe 1992, Genoa): gioca a destra nel centrocampo a cinque rossoblu, ma di fatto si abbassa spesso a fare il quinto di difesa. Il problema è che praticamente sbaglia tutto quello che c'è da sbagliare, difendendo male non supportando mai la manovra d'attacco in fase offensiva. Molto confusionario, scende in campo con timore e paura disputando un match senza personalità, commettendo errori da principiante. Nella ripresa De Canio lo sostituisce a circa venti minuti dalla fine. Inesperto.
Ezequiel Munoz (classe 1990, Palermo): rispolverata la difesa a tre, Gasperini lo impiega da centrale di destra, ma l'Argentino continua a non convincere. Spesso in difficoltà dal suo lato, ha sofferto (specie nel primo tempo) la rapidità di Caprari. Calato poi nella ripresa l'esterno pescarese, Munoz ha però continuato a giocare male sbagliando molte volte la posizione in campo e gli interventi sugli avversari. Pasticcione.
Allan Marques Loureiro (classe 1991, Udinese): partita da dimenticare per la mezz'ala brasiliana, che contro il Torino non è stato certamente tra i più brillanti e propositivi della mediana friulana. Spesso in difficoltà quando pressato dai centrocampisti granata, sbaglia molti appoggi per i compagni, dando scarso apporto di corsa e polmoni, cosa che all'Udinese sarebbe servita come il pane contro la foga del Toro. Ingolfato.
Dorlan Pabòn (classe 1988, Parma): parte dalla panchina, poi intorno alla mezz'ora si fa male Belfodil e Donadoni lo getta nella mischia. Scelta alquanto infelice visto che il Colombiano non ne azzecca una sbagliando di tutto, dai più semplici appoggi, ai tiri in porta. Mai nel vivo del gioco, sparisce anzitempo dal campo, combinando davvero poco. Amorfo.
Uros Cosic (classe 1991, Pescara): nella prima mezz'ora di gara il centrale pescarese soffre come un matto l'intraprendenza e la velocità dell'attaccante rosanero Hernandez, sbagliando spesso tempistica e scelte degli interventi. Sul finire di prima frazione si fa male ad un piede e viene sostituito anzitempo. Goffo.
Francesco Tusi
Francesco Tusi

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