Grecia – Repubblica Ceca (girone A) micidiale la compagine ceca nei primi minuti di gioco,
gioca in verticale e trova per ben due volte la via della rete. Ottima mossa di
Bilek che, sull’onda del secondo tempo contro la Russia, schiera Hubschman in
mezzo al campo ottenendo in cambio sia presenza fisica che dinamismo, liberando
Plasil e Jirasek da compiti che limitavano il loro raggio d’azione. Molto male
la Grecia, lenta e macchinosa, non dà mai problemi alla terza linea e non trova
mai la soluzione che possa liberare un uomo davanti alla porta perché non fanno
movimento. Rosicky si abbassa per creare gioco e cercare profondità, avvalorata
dal continuo movimento ceco che offre sempre due – tre soluzioni in zona palla
ed in profondità. Repubblica Ceca che dà di spada e di fioretto, Ringhio
Jiracek docet.
UP ROSICKY costruisce,
appoggia la manovra e regala colpi da stropicciarsi gli occhi. Quello che si
dice top player, peccato che il fato si sia accanito su di lui. GEBRE
SELASSIE 180 minuti senza mai fermarsi, è un punto di riferimento costante
per la manovra ceca. Fisico da centometrista e piedi da ala, ha fase difensiva
ed offensiva e regala assist a gogò. Rossi, pardon Selassie … c’è.
DOWN FORTOUNIS (1992) contro la Polonia ha stupito, quest’oggi è rimasto nell’ombra.
Fernando Santos si era affidato a lui per limitare l’andare a mille all’ora di
Gebre Selassie ma in copertura non
convince lasciando Holebas contro il duo Selassie – Jiracek. Da trequartista fa
meglio, ma da uno così ci si aspetta di più. Ritenta, sarai più Fortoun(at)is.
Polonia – Russia (girone A) la Polonia domina sui calci piazzati, ci pensa Malafeev a
dire di no con due interventi d’istinto. La Russia non riesce a colpire in
contropiede perché la Polonia difende con attenzione e sacrificio, è dura
sfondare contro 10 uomini dietro la linea della palla. Denisov è protagonista
di quasi tutti i fraseggi palla a terra, variabile importante del gioco di
Advocaat. Combina bene la Polonia sulla trequarti, gioca in profondità con
fraseggi stretti. Sale il baricentro russo, Dzagoev&Co. attaccano con più
uomini ed in modo ordinato. Da sottolineare la giocata in verticale per
Kerzhakov che s’inserisce tra i due centrali polacchi. Chi di calcio piazzato
ferisce, di calcio piazzato perisce: Piszczek si perde Dzagoev che mette dentro
il suo terzo centro in questa rassegna europea. Malafeev quest’oggi ha preso l’impossibile
ma non può nulla sul missile terra – aria di Blaszczykowski, è 1 a 1 a
Varsavia. La Russia sembra aver tirato i remi in barca, la Polonia non molla di
un centimetro e cerca fino alla fine il colpo grosso.
UP ARSHAVIN non ha paura di andare da solo contro Piszczek e
Wasilewski, trovando spesso il passaggio in profondità o il cross per
Kerzhakov. Indossa le vesti di assist – man ma agli occhi dei polacchi sembra
Superman … qualcuno dica a Smuda che l’unico modo per fermarlo era la
kryptonite.
DOWN PISCZCEK si perde Dzagoev
sul gol del vantaggio russo, spinge di rado e si sente la sua mancanza in fase
offensiva. I cross per Lewandowski sono ridotti all’osso e Zhirkov fa il bello
ed il cattivo tempo su quella fascia.
Francesca Flavio
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