sabato 16 giugno 2012

UP&DOWN – EURO 2012 God save Walcott



Ucraina – Francia (girone D) i 22 in campo si affrontano subito a viso aperto sotto un nubifragio imponente, la ripresa del gioco dopo la sospensione è ad andamento lento, l’Ucraina copre bene con due linee da quattro in meno di 10 metri, la Francia non riesce a trovare le vie di passaggio giuste ed è spesso soggetta a contropiedi. Ucraina devastante quando Yarmolenko e Konoplyanka vanno in azione personale. Mamma mia che Shevchenko, va via a Rami, mette giù il pallone con un controllo volante e scarica in porta un missile, Lloris gli dice no. Pyatov, in versione Spiderman, dice no a Mexes che impatta di testa. Il secondo tempo si apre così come si è chiuso il primo: Menez murato da Pyatov e l’Ucraina risponde con Sheva, a volte ritornano e, se lo fanno, c’è sempre un perché. Ribery svaria su tutto il fronte d’attacco, dà qualità alla manovra e regala qualche colpo geniale. Jeremy Menez spegne l’Ucraina: converge verso il centro e chiude il mancino sul primo palo. L’Ucraina non riesce più a fare schermo davanti alla difesa e la terza linea è costretta ad affrontare i più rapidi e tecnici avanti francesi. L’ingresso in campo di M’Vila cambia i piani tattici di Blanc, si passa al 4 – 2 – 3 – 1 con Yann al fianco di Alou Diarra. Cabaye gol e palo, Ucraina rabbia e rimpianti per quello che poteva essere ma non è stato. Les jeux sont faits.

UP&DOWN BENZEMA nel primo tempo non trova quasi mai la via della rete, sembra un po’ troppo egoista e spreca molti possessi palla. In campo c’era la controfigura di Karim?  Nel secondo tempo entra quello vero: due assist, gioco di sponda, pressing, insomma Karim the dream.




Svezia – Inghilterra (girone D) Hodgson sposta Young lungo l’out di sinistra e affianca Carroll a Welbeck, la Svezia decide di fare a meno di Toivonen, protagonista di un esordio a dir poco opaco. Buon impatto sul match per Scott Parker, la fonte di gioco inglese è sempre nel vivo dell'azione e sa divincolarsi bene anche negli spazi stretti. La Svezia fa fatica ad uscire dalla sua metà campo, c’è troppa imprecisione nei passaggi. Gli uomini di Hamren soffrono terribilmente sui palloni alti, è questa la chiave del match per gli inglesi che devono rifornire Welbeck e Carroll. Alla prima occasione l’Inghilterra passa, Carroll va 3 metri sopra il cielo e manda all’inferno i gialloblu. Una Svezia senza idee, va in modo piuttosto estemporaneo e se Ibra non ingrana son problemi. Carroll non perde mai un contrasto aereo, Mellberg non sa più a quale dio del calcio affidarsi. L’inizio di seconda frazione di gioco è tutto svedese, l’Inghilterra accusa il colpo e RH deve correre ai ripari. Da 0 – 1 a 2 – 1 in una manciata di minuti, l’Inghilterra scrive il perfetto manuale di come ribaltare la partita in senso negativo. Il ct inglese muove le pedine e Walcott fa scacco matto. Una partita dalle mille facce, un’emozione lunga 90 minuti, Welbeck scrive la fine con un gol assurdo di tacco.

UP WALCOTT (1989) il sogno di tutti gli allenatori, entra e risolve il match. L’ala dell’Arsenal fin qui è stata un po’ in ombra ma ora non vuole più nascondersi. Big up Theo. MARTIN OLSSON (1988) dà il suo meglio in fase difensiva, sempre attento a non perdere la marcatura e preciso nell’appoggiare il gioco per la costruzione della manovra. Va poche volte lungo la fascia, ma quando decide di farlo è indomabile. Ok, il terzino è giusto … ora vediamo un po’ per il prezzo.

DOWN IBRAHIMOVIC è inammissibile che uno come lui giochi solo 10 – 15 minuti, svogliato, viene a prendersi la palla nel cerchio di centrocampo ed abbandona al suo destino il povero Elmander. Non ci siamo Zlatan

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