Portogallo – Olanda (girone
B) a Kharkiv l’Olanda
cambia pelle, Van der Vaart ed Huntelaar in, Van Bommel ed Afellay out. Gli
oranje fanno fatica ad uscire perché i lusitani dettano bene i tempi del
pressing. La sblocca l’Olanda, Robben costruisce, andando via al diretto
marcatore, e serve Van der Vaart che, con un meraviglioso tiro a giro, porta
avanti i suoi. Il Portogallo va per due volte vicino al pareggio, una palla gol
se la regala CR7, l’altra Helder Postiga “su assist” di Van der Wiel. Giro
palla portoghese, Joao Pereira infila in profondità per Ronaldo che stavolta
non sbaglia, 1 – 1, l’Olanda inizia a vedere i mostri. Il girone A è stato
quello delle grandi sorprese ma neanche questo scherza. Joao Moutinho da
applausi, rincorre gli avversari ed appoggia la manovra, è lui l’uomo in più
dei lusitani nella notte di Kharkiv. Van Marwijk muove le pedine: Sneijder si sposta dalla sinistra verso il centro per offrire ai
suoi un’altra fonte di gioco. Pepe uomo – calamita, grande prestazione del
centrale difensivo di Paulo Bento. L’Olanda si gioca il tutto per tutto, la
lavagna luminosa segnala Afellay per Willems e dietro si sistemano a tre, con
Van der Wiel bloccato sulla linea dei difensori. Gioco, partita, incontro: R7
in partenza direzione quarti di finale, l’attesa è stata estenuante ma ne è
valsa la pena, Cristiano one man show nella notte delle stelle. 3 sconfitte su
3 partite disputate per gli oranje, le hanno prese a destra ed a manca, l’Olanda
vera la stanno ancora aspettando all’aeroporto …
UP CRISTIANO RONALDO 10 occasioni da rete, 2 pali, 2 gol ed una
serie impressionante di giocate da fuoriclasse. Inizia oggi l’Europeo di
Cristiano.
DOWN WILLEMS (1994) è suo l’errore in costruzione di
manovra, regala palla a Miguel Veloso che combina con Moutinho e Pereira e l’Olanda
viene raggiunta sull’1 a 1. Non appoggia mai l’azione offensiva quando Sneijder
è in possesso palla, è disordinato e tarda a tornare in difesa. Insomma, un
mezzo disastro.
Danimarca – Germania (girone
B) l’infortunio
di Rommedahl ha sicuramente contribuito al cambio di modulo, a Lviv gli uomini
di Morten Olsen si schierano con un 4 – 1 – 4 – 1. Ozil inventa tra le linee,
Podolski per Muller, la Germania c’è. Khedira e Schweinsteiger non giocano mai
in linea per non appiattire la squadra, in certi frangenti sembrano schierarsi
addirittura con un rombo con Muller e Podolski intermedi, Schwein play basso e
Sami finto trequartista. Prince Poldi, 100 volte Germania, le festeggia con un gol. La Germania sempre
più regina di Euro 2012, Krohn – Dehli di testa, però, gli smonta qualche certezza,
1 – 1 e tutto da rifare. Ozil cala alla distanza e la Germania sembra perde
imprevedibilità, ci pensa Muller a non farlo rimpiangere, il calciatore del
Bayern, mai come quest’oggi, risulta essere una variabile decisiva del gioco di
Low. Eriksen, dopo aver bucato le prime due prestazioni, sta dando segnali di
risveglio, è nel vivo del gioco e regala qualche spunto importante. Simon
Poulsen va sempre via lungo l’out di Lars Bender, i tedeschi continuano a non
convincere sulla destra. Low si gioca la carta Andrè Schurrle che lo ringrazia
creando subito un’interessante occasione gol. Con il killer – instinct delle
grandi squadre, Khedira lancia il contropiede e Bender lo chiude mettendo il
pallone alle spalle di Andersen. Il finale è normale amministrazione, percorso
netto per Ozil&Co., byebye Danimarca.
UP KHEDIRA distrugge il gioco avversario, si
muove con i tempi giusti, costruisce in fase di possesso, dà di strappi per
collegare i reparti di centrocampo e d’attacco. Big up Sami
DOWN GOMEZ non c’è e lo si capisce subito quando cicca
clamorosamente una buona occasione per battere a rete, ma una battuta a vuoto
gli è concessa. Starà facendo rifornimento di munizioni per il match decisivo
contro la Grecia.
Francesca Flavio
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