Così come nelle fiabe ci sono personaggi che interpretano ruoli precisi, allo stesso modo in un campionato ci sono squadre che, a seconda delle aspettative iniziali, vengono poi annoverate in determinate categorie. Così, quasi ogni torneo ha la sua squadra “rivelazione”. Nel campionato di serie B, in particolare, nel novero delle squadre rivelazione, negli ultimi anni, c’è una costante: la presenza di almeno una matricola, cioè una squadra neo-promossa dalla Lega Pro. Due anni fa fu il Cesena, che, proveniente dalla Prima Divisione, ottenne una sorprendente promozione diretta in A. L’anno scorso, il ruolo di outsider fu assunto da Varese e Novara, con quest’ultimo promosso in massima serie tramite i playoff. Nella stagione in corso, arrivata quasi al giro di boa, possiamo invece dire che le matricole rivelazioni sono il Verona e la Juve Stabia. Due squadre accomunate dai colori sociali: il gialloblù.

Gli scaligeri hanno davvero scalato la classifica, inanellando un filotto di vittorie consecutive, ben 8, ed eguagliando in questo modo il record di Cesare Prandelli, che portò i veneti in A nella stagione ’98-99. Nel complesso, sono dieci i risultati utili di fila, dall’1-1 con la Nocerina dell’11^ giornata, allo 0-0 col Varese di domenica scorsa (20^ giornata), uno score che ha permesso la squadra di Mandorlini di agganciare il secondo posto. Quanto durerà la magia? Difficile dirlo, anche perché il campionato di B è come una lunga guerra di logoramento. Però la compagine gialloblù ha dalla sua parte una struttura tecnica e societaria solida, oltre che un organico abbastanza competitivo. In una base costituita da giocatori esperti, è inserito qualche giovane interessante. È il caso, innanzitutto, di Panagiotis
Tachtsidis (classe 1991), forse il centrocampista più continuo della serie cadetta. Quantità e qualità, il greco, di proprietà del Genoa, forma con l’islandese di ghiaccio Hallfredsson l’asse portante della squadra scaligera. Altro elemento dotato di invidiabile talento è l’attaccante Juanito
Gomez. Peccato che l’argentino non sia più un giovane virgulto (è un ’85), ma ha i numeri e la classe per imporsi subito su prosceni di un certo calibro. Nell’ultimo mese si sta ritagliando uno spazio importante un altro giovane: il brasiliano
Jorginho Frello, classe 1991. Trequartista, ha fin qui collezionato 9 presenze, condite da 2 reti, ed evidenziando grossi margini di miglioramento. Sta trovando invece meno spazio l’esterno alto Marco
D’Alessandro (classe 1991), tra i più positivi nella prima parte della stagione. Chissà se invece l’interessante centrocampista Andrea
Doninelli (classe 1991) avrà più visibilità nella seconda tranche del torneo.

Se però per un club del blasone del Verona ci si poteva aspettare un campionato ambizioso, la vera rivelazione del torneo cadetto è la
Juve Stabia. Le Vespe, che sono giunte in B attraverso i playoff, stanno infatti ammaliando il pubblico di Castellammare di Stabia, assestandosi al settimo posto. Anzi, se non fosse per la discutibile penalizzazione di 4 punti, i campani supererebbero la Reggina e navigherebbero in zona playoff, al sesto posto. Insomma, le difficoltà non hanno destabilizzato la Braglia band, che anzi sta ottenendo grossi risultati sul campo, giocando anche un buon calcio, e deliziando tutti i calciofili con gol di pregevole fattura. Quella di Erpen, un pallonetto da 40 metri a beffare Cordaz, è solo l’ultima perla in casa gialloblù. Senza andare troppo indietro, difficile dimenticare il favoloso destro a giro di Marco
Sau (classe ’87), al “Marassi” contro la Samp. Piacevole sorpresa la punta sarda, brevilinea, ma tecnica, rapida ed esplosiva. Dopo un’annata da 20 gol, la passata stagione al Foggia, si sta confermando quest’anno con 9 reti in 17 gare. Il Cagliari, che ne detiene il cartellino, si sarà già pentito di non averlo tenuto. Nella squadra campana stanno maturando esperienza altri giovani, tra i quali altri due attaccanti, entrambi di proprietà del Padova: si tratta di Jerry Uche
Mbakogu (classe 1992), attaccante nigeriano che di gol finora ne ha realizzati 4; e di Andrea
Raimondi (classe 1990), jolly offensivo, un solo gol, molto bello, contro la Reggina, e un potenziale importante. Senza dimenticare il portiere Simone
Colombi (classe 1991), che Braglia preferisce a Andrea
Seculin (classe 1990), l’esterno mancino, scuola Inter, Cristiano
Biraghi (classe 1992), e il centrocampista col vizietto del gol, Matteo
Scozzarella (classe 1988).
Danilo Mancuso