Andrea Stramaccioni aveva chiesto un ultimo sforzo prima delle vacanze. I ragazzi hanno risposto con una grande prestazione, preziosa testimonianza di quanto la squadra segua il mister. La posta in palio era alta: la qualificazione ai quarti di finale delle Next Generation Series, l’accesso dunque a un ristretto gruppo di squadre che rappresentano il meglio d’Europa a livello giovanile.
Imporsi sul campo del PSV non era facile. L’Inter è partita con il modulo coperto che ha caratterizzato le ultime uscite, un 4-4-1-1 che ha sostituito il più spregiudicato 4-2-3-1 tanto amato da Stramaccioni. Bessa a supporto di Longo: un’accoppiata vincente, il talento cristallino di Daniel e il fiuto del gol del bomber. 2-0 nel primo tempo e tante occasioni non sfruttate per chiudere definitivamente la partita, poi la paura dopo che il PSV ha accorciato le distanze ed è cresciuto con il passare dei minuti, spingendo a più non posso alla ricerca del pareggio. La barca nerazzurra ha retto e ha attraversato la tempesta, centrando una qualificazione che sembrava impossibile dopo l’esordio stagionale – 1-7 contro il Tottenham.
Merito di Stramaccioni, che in questi mesi ha tenuto alta la concentrazione dei ragazzi e in un momento difficile ha saputo fare marcia indietro, predisponendo un modulo più accorto ma che comunque non comporta una rinuncia a creare gioco. Interessante l’esperimento del mister, con Romanò a destra che di fatto è un finto esterno, pronto a cercare l’inserimento centrale, mentre a sinistra Alborno da centrocampista sta mostrando le sue doti migliori ed è più libero da compiti di copertura, anche se c’è da augurarsi che il paraguaiano possa crescere nelle giocate semplici, come i cross che al momento arrivano spesso fuori misura. Sempre sulla corsia di sinistra, bisogna segnalare la crescita esponenziale di Mbaye, autore contro il PSV di un assist pregevole per Bessa. Il senegalese, che nasce centrale difensivo, ha messo il suo zampino anche nell’azione del gol di Longo e ha giocato un’ottima partita in entrambe le fasi di gioco.
Non mancano davvero le note liete nella nostra Primavera, a cominciare dal portiere Di Gennaro, recuperato dopo un lungo infortunio, per proseguire con la coppia centrale Kysela-Bianchetti, davvero affiatata, Pecorini, che nel suo nuovo ruolo di terzino destro sta facendo intravedere enormi margini di crescita, senza dimenticare Lorenzo Crisetig, vero e proprio faro del nostro centrocampo. In attesa di un’analisi più approfondita, anche per stilare una sorta di bilancio della stagione in coincidenza con la sosta invernale, ci riserviamo di dare una nota di merito ai due ragazzi che hanno deciso la partita in terra d’Olanda. Daniel Bessa è stato protagonista di un inizio di stagione che è andato ben oltre le aspettative, tranne quelle di chi conosce bene le qualità del fantasista italo-brasiliano. E’ tornato al gol proprio nella partita più importante, ma più che per reti e giocate sopraffine si sta rivelando fondamentale per la squadra per il suo piglio da leader, da trascinatore.
La sensazione che giunge dal campo è che i compagni si fidino di Bessa, così come sanno di poter fare affidamento su Samuele Longo, il quale dopo essere stato a digiuno di reti per alcuni mesi sta finalmente tornando a segnare con continuità. Il lavoro del centravanti nerazzurro è sempre prezioso anche lontano dalla porta e a volte la sua scarsa lucidità in area è giustificata; ma i gol che realizza, e quello contro il PSV è solo l’esempio più recente, sono spesso perle indimenticabili. Bessa e Longo, due pilastri da cui ripartire dopo la sosta: la Primavera nerazzurra ha ancora tanti obiettivi da raggiungere.
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Tanzillo Massimo

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