lunedì 24 ottobre 2011

RUBRICA - M’ILLUMINO DI MESSI: IL PIU’ GRANDE SPETTACOLO DOPO BOATENG


Né vodka né ginseng. “Ubriachi di Boateng”. I creatori del gruppo Facebook dedicato al centrocampista del Milan hanno trovato la rima giusta. Rima alcolica, rima da movida. Alla fine hanno incastrato anche il Boa: dopo qualche partita giocata sottotono è saltata fuori la storia delle notti brave e dei rientri all’alba. Niente di nuovo sotto la palla da discoteca. Se un giocatore non rende al massimo e viene avvistato all’uscita di un locale a tarda notte è finita. Iniziano a dire che quella non è vita da atleta, cominciano a scrivere che è irrispettoso nei confronti dei compagni di squadra e dell’allenatore. La fase due prevede foto dettagliate della pancia. Se è leggermente gonfia è fatta: la birra lo sta rovinando. A questo punto possono scatenarsi le penne indignate e salutiste, mens sana in corpore sano, e vanno avanti finché non vengono puntualmente smentite dal campo. Allora passano a un altro calciatore in difficoltà, lo aspettano al varco in qualche discoteca del centro e ricominciano la solfa. Per essere Paul Gascoigne ci vuole classe. Un paio di bevute al bancone non bastano per stroncarti la carriera e per trovare un amico come Jimmy Cinquepance. Attaccare nella vita privata un ragazzo di 24 anni perché un paio di sere ha fatto tardi al pub violando l’etica del perfetto sportivo è patetico. Una levataccia non ha mai rovinato nessuno, tantomeno Boateng.

Kevin Prince ha incassato, ha continuato ad allenarsi e ha accettato la panchina col Lecce senza polemiche, solo con una sana - così le penne salutiste sono soddisfatte - rabbia agonistica. Massimiliano Allegri ha aspettato di essere sotto di tre gol per dimostrare agli indignados del benessere che Boateng non ha un filo di pancia ed è in perfetta forma fisica. Il Boa è entrato e ha fatto scuola: il pallone si calcia così, con quel bilanciamento del corpo, con quel perfetto rapporto tra peso e potenza e con uno stile che qualsiasi mister dovrebbe insegnare ai ragazzini. Destro o sinistro non importa: Boateng manda il pallone nel punto esatto in cui il palo si unisce alla traversa. I primi due gol al Lecce sono da mostrare ai bambini della scuola calcio, attenzione prego, il pallone si colpisce così. Il Boa ha dato il la alla rimonta del Milan, ha fatto perdere dieci anni di vita al povero Galliani - che sembrava l’imitazione di Teo Teocoli - e ha mandato in trance una volta per tutte Tiziano Crudeli, che al gol del 3-3 ha continuato a ripetere “Boa Boa Boa Boa Teng Teng Teng Teng” anche durante la pubblicità. Questo sarebbe il giocatore che è finito sulla cattiva strada, uno che entra dalla panchina e fa una tripletta, mai accaduto nella storia del Milan. Complimenti ai giornalisti salutisti.

Boateng è pieno di tatuaggi, balla come Michael Jackson ed è Kakà nel corpo di Gattuso. Kevin Prince è la dimostrazione che un cattivone della mediana può anche giocare a calcio, è la conferma che i trequartisti moderni devono avere quelle caratteristiche di inserimento e di copertura totale del campo che fanno del Boa un esemplare piuttosto raro. Bravo Allegri a spostarlo alle spalle delle punte, bravo Adriano “Teo Teocoli” Galliani ad andarlo a prendere e a spazzare via ogni polemica da movida con una frase secca: “Troppe notti brave? Se poi entra e fa partite così per me può fare ciò che vuole”. Appunto. Chissenefrega. Nel calcio vince chi fa più gol e chi fa gol è a posto con la coscienza. Il suo lavoro l’ha fatto. Il Boa la butta dentro e corre, fa assist e pressa, può segnare come Kakà e può pressare a tutto campo come Gattuso, anche se non è né l’uno né l’altro, né vodka né ginseng. Semplicemente Boateng.


Filippo Merli


SCRITTO DA Filippo Merli

Nato a Piacenza l'1 agosto 1986. Giornalista - iscritto all'albo dei Pubblicisti dal settembre 2008 - lavora nella redazione sportiva del quotidiano La Cronaca di Piacenza. Ha scritto su diversi quotidiani nazionali - Corriere dello Sport, Il Secolo XIX, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Gazzetta del Sud, oltre alle edizioni locali de Il Tempo e La Nazione - e ha collaborato con l'emittente televisiva Rete 7 di Bologna nel ruolo di opinionista e inviato per la serie A, dove ha seguito l'Inter e il Milan al Meazza e la Roma all'Olimpico, e di corrispondente per il Piacenza Calcio in serie B. Sul web ha collaborato con Tuttomercatoweb.com e Calciomercato.com. Attualmente scrive su Stadio Sport ed è collaboratore di Generazioneditalenti.com, dove si occupa della rubrica "M'illumino di Messi" in cui realizza interviste e articoli di opinione. Grazie a GT ha intrapreso una collaborazione con Radio Sportiva.

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