9 mesi intensi quelli offerti dal massimo campionato dell'Uruguay, 9 mesi seguiti anche da GT per gli appassionati di bel calcio e talenti come noi. Tirare le somme di un periodo così lungo non può essere semplice a maggior ragione considerando il Giano bifronte che sa essere la divisione netta che offre la suddivisione tra Apertura e Clausura. Così in questa che vuole essere una scheda riepilogativa delle squadre protagoniste, in negativo e positivo, vi diremo cosa è successo, cosa vi siete persi e cosa potreste vedere quando la palla tornerà a rotolare sui campi del piccolo stato sudamericano.
PENAROL - Campeón uruguayo! -
La forza
dirompente con cui la squadra di Diego Aguirre ha messo in fila tutti gli avversari dall'inizio del Clausura fino alla finale del campionato fa dimenticare i 7 anni passati senza titolo. A dispetto di un Torneo Apertura davvero mediocre la società aurinegra ha messo a disposizione del tecnico un mix di esperienza (il capitano Antonio Pacheco su tutti, capocannoniere del torneo clausura) e baldanzosa gioventù (Urretavizcaya dal Benfica, Gaston Ramirez, Aguirregaray, Martinuccio). Le cifre sono eloquenti, 14 partite vinte, una pareggiata, 40 i goal segnati, 15 quelli subiti. Sono ora 46 i titoli nazionali (37 dall'era professionistica) per il migliore club Sudamericano del XX Secolo! E per la prossima stagione saranno 3 i fronti su cui lottare: campionato, Libertadores e Sudamericana!
NACIONAL - L'incompiuta - E' vero, il
Nacional ha portato a casa la magra consolazione del torneo Apertura, comunque conquistato con una certa fatica, però per il resto il Tricolor non può certo considerare questa come la sua migliore stagione, che consideriamo il lato nazionale ma anche quello internazionale. Troppo breve il cammino nella Libertadores, interrotto agli ottavi contro il Cruzeiro, troppo illusoria la resistenza al Penarol nella fase finale in cui la vittoria per 2 a 0 in semifinale pare piu frutto di un caso (o volontà dello stesso Penarol) che reale dimostrazione di forza ed equilibrio tra i due team. A parziale scusante vogliamo pensare che la cessione di Lodeiro abbia influito molto più di quanto ci si sarebbe aspettato.
FENIX - La risurrezione - Viene da pensare che il nome mai fu più azzeccato per una squadra. Chi sbadatamente avesse guardato alla classifica finale del Torneo Apertura non può non aver notato il fanalino di coda, 6 miseri punti raccolti con 1 vittoria, 3 pareggi e ben undici sconfitte. Una sorte segnata. Così pareva. E invece come l'araba fenice della mitologia la squadra è risorta nel Clausura. Partito il portiere Irazùn, rientrato al Danubio, la porta viene affidata all'argentino classe 1987 Danilo Lerda che ha chiuso la saracinesca a doppia mandata, subendo solo 10 goal in 15 partite. Il pacchetto difensivo ha giovato delle prestazioni in crescendo dei due colossi centrali, Santiago Tabarez (1990) e l'argentino Sebastian Fosgt (1986, goleador del team con 5 reti!). A centrocampo è salito in cattedra Henry Mier (1990), autore di 4 goal, spesso decisivi. Insomma, un Clausura stratosferico tanto da insidiare persino l'imbattibilità del Penarol macinasassi, 29 punti totali con 8 vittorie, 5 pareggi e sole 2 sconfitte (una delle quali contro il Penarol appunto, pur essendo passati in vantaggio!)
RIVER PLATE - Triplete! - Per la terza volta negli ultimi 3 anni il River Plate guidato da Carrasco riesce a centrare la
qualificazione alla Copa Sudamericana: dopo un Apertura travagliato proprio a causa della partecipazione alla precedente edizione della Copa che li ha costretti a rimandare diverse partite in campionato, ma ha dato la gioia di arrivare in Semifinale sconfitti solo dall'altura Ecuadoriana, il gruppo albi-rojo ha portato a casa un altra stagione positiva. Mai come nel caso della formazione di Carrasco ha contato l'avveniristica concezione di calcio dell'allenatore. Non è tanto il 4 - 3 - 3 proposto tatticamente, con le 3 punte "obbligate" a non tornare quasi mai oltre il centrocampo, a far parlare quanto il fatto che il modulo proposto è un'entità superiore ai giocatori stessi. In poche parole non sono i giocatori ad essere importanti quanto l'ossessiva applicazione delle direttive del CT. Se ben eseguite chiunque può giocare ed infatti il roster del River Plate ha subito continue rotazioni, tutti ad eccezione del portiere.
LIVERPOOL - La nobile perdente - Il Liverpool gode di grande considerazione in patria, è considerata come una delle migliori
formazioni dell'Uruguay eppure non ha mai vinto niente, ne a livello nazionale ne in campo Sudamericano. Ha partecipato per la prima volta alla Copa Sudamericana nel 2009 e, seguendo un moto caro a GT, c'è sempre una prima volta anche per la Copa Libertadores a cui parteciperà nel 2011 grazie al complessivo terzo posto nella Tabla Anual. Un terzo posto figlio della strenua battaglia combattuta contro il Nacional per la conquista del Torneo Apertura, una battaglia in cui i negroazules hanno ceduto nelle ultime giornate. Se nell'Apertura hanno trovato in Alfaro un terminale offensivo da una rete a partita nel Clausura è mancato chi la buttasse dentro con continuità visto che il piccolo attaccante biondo nel mentre si era trasferito armi e bagagli al San Lorenzo in Argentina.
DANUBIO - La caduta - E' ormai diventato un classico per il Danubio questo andamento stagionale: buon torneo di Apertura, pessimo
il torneo di Clausura. E da questa stagione questo significa rimanere fuori dalle competizioni sudamericane! Il tonfo nel clausura di quest'anno è ancora più sonante se consideriamo che per tentare una scalata ai vertici la dirigenza del Danubio ha richiamato in Patria l'estro e lo stipendio del "Chino" Alvaro Recoba. Un ritorno ininfluente, se non dannoso visti i soli 5 punti raccolti e 9 partite perse. Per una squadra che ha storicamente una delle migliori cantere del panorama sudamericano (Edison Cavani è uno di questi, tanto per citarne uno) una dolorosa bacchettata sulle mani da noi di GT!!!
CERRO CA - Oportunidad perdida - Grazie ai
goal del puntero Joaquin Boghossian, poi passato al Newell's, nella scorsa temporada il Cerro si è trovato a disputare la Copa Libertadores. Una distrazione certo grande ma anche una campagna acquisti che è parsa adeguata (Rodrigo Mora dal Defensor su tutti), a competere su più fronti. Invece un apertura deludentissimo, concluso all'undicesimo posto, un clausura iniziato "in ritardo" e che non ha portato punti sufficienti per partecipare alle prossime Coppe sudamericane, ed eliminazione precoce dalla Libertadores. Un lavoro tutto da rifare.
CERRITO - CERRO LARGO - ATENAS - For Whom the Bell tolls - Quando la stagione termina
e il risultato è retrocessione ovviamente c'è poco da salvare. Poca voglia di lottare per queste tre formazioni che non rivedremo nel prossimo campionato. D'altronde il responso del campo è inappellabile. Arrivederci!
La forza
dirompente con cui la squadra di Diego Aguirre ha messo in fila tutti gli avversari dall'inizio del Clausura fino alla finale del campionato fa dimenticare i 7 anni passati senza titolo. A dispetto di un Torneo Apertura davvero mediocre la società aurinegra ha messo a disposizione del tecnico un mix di esperienza (il capitano Antonio Pacheco su tutti, capocannoniere del torneo clausura) e baldanzosa gioventù (Urretavizcaya dal Benfica, Gaston Ramirez, Aguirregaray, Martinuccio). Le cifre sono eloquenti, 14 partite vinte, una pareggiata, 40 i goal segnati, 15 quelli subiti. Sono ora 46 i titoli nazionali (37 dall'era professionistica) per il migliore club Sudamericano del XX Secolo! E per la prossima stagione saranno 3 i fronti su cui lottare: campionato, Libertadores e Sudamericana!NACIONAL - L'incompiuta - E' vero, il
Nacional ha portato a casa la magra consolazione del torneo Apertura, comunque conquistato con una certa fatica, però per il resto il Tricolor non può certo considerare questa come la sua migliore stagione, che consideriamo il lato nazionale ma anche quello internazionale. Troppo breve il cammino nella Libertadores, interrotto agli ottavi contro il Cruzeiro, troppo illusoria la resistenza al Penarol nella fase finale in cui la vittoria per 2 a 0 in semifinale pare piu frutto di un caso (o volontà dello stesso Penarol) che reale dimostrazione di forza ed equilibrio tra i due team. A parziale scusante vogliamo pensare che la cessione di Lodeiro abbia influito molto più di quanto ci si sarebbe aspettato.
FENIX - La risurrezione - Viene da pensare che il nome mai fu più azzeccato per una squadra. Chi sbadatamente avesse guardato alla classifica finale del Torneo Apertura non può non aver notato il fanalino di coda, 6 miseri punti raccolti con 1 vittoria, 3 pareggi e ben undici sconfitte. Una sorte segnata. Così pareva. E invece come l'araba fenice della mitologia la squadra è risorta nel Clausura. Partito il portiere Irazùn, rientrato al Danubio, la porta viene affidata all'argentino classe 1987 Danilo Lerda che ha chiuso la saracinesca a doppia mandata, subendo solo 10 goal in 15 partite. Il pacchetto difensivo ha giovato delle prestazioni in crescendo dei due colossi centrali, Santiago Tabarez (1990) e l'argentino Sebastian Fosgt (1986, goleador del team con 5 reti!). A centrocampo è salito in cattedra Henry Mier (1990), autore di 4 goal, spesso decisivi. Insomma, un Clausura stratosferico tanto da insidiare persino l'imbattibilità del Penarol macinasassi, 29 punti totali con 8 vittorie, 5 pareggi e sole 2 sconfitte (una delle quali contro il Penarol appunto, pur essendo passati in vantaggio!)RIVER PLATE - Triplete! - Per la terza volta negli ultimi 3 anni il River Plate guidato da Carrasco riesce a centrare la
qualificazione alla Copa Sudamericana: dopo un Apertura travagliato proprio a causa della partecipazione alla precedente edizione della Copa che li ha costretti a rimandare diverse partite in campionato, ma ha dato la gioia di arrivare in Semifinale sconfitti solo dall'altura Ecuadoriana, il gruppo albi-rojo ha portato a casa un altra stagione positiva. Mai come nel caso della formazione di Carrasco ha contato l'avveniristica concezione di calcio dell'allenatore. Non è tanto il 4 - 3 - 3 proposto tatticamente, con le 3 punte "obbligate" a non tornare quasi mai oltre il centrocampo, a far parlare quanto il fatto che il modulo proposto è un'entità superiore ai giocatori stessi. In poche parole non sono i giocatori ad essere importanti quanto l'ossessiva applicazione delle direttive del CT. Se ben eseguite chiunque può giocare ed infatti il roster del River Plate ha subito continue rotazioni, tutti ad eccezione del portiere.LIVERPOOL - La nobile perdente - Il Liverpool gode di grande considerazione in patria, è considerata come una delle migliori
formazioni dell'Uruguay eppure non ha mai vinto niente, ne a livello nazionale ne in campo Sudamericano. Ha partecipato per la prima volta alla Copa Sudamericana nel 2009 e, seguendo un moto caro a GT, c'è sempre una prima volta anche per la Copa Libertadores a cui parteciperà nel 2011 grazie al complessivo terzo posto nella Tabla Anual. Un terzo posto figlio della strenua battaglia combattuta contro il Nacional per la conquista del Torneo Apertura, una battaglia in cui i negroazules hanno ceduto nelle ultime giornate. Se nell'Apertura hanno trovato in Alfaro un terminale offensivo da una rete a partita nel Clausura è mancato chi la buttasse dentro con continuità visto che il piccolo attaccante biondo nel mentre si era trasferito armi e bagagli al San Lorenzo in Argentina.DANUBIO - La caduta - E' ormai diventato un classico per il Danubio questo andamento stagionale: buon torneo di Apertura, pessimo
il torneo di Clausura. E da questa stagione questo significa rimanere fuori dalle competizioni sudamericane! Il tonfo nel clausura di quest'anno è ancora più sonante se consideriamo che per tentare una scalata ai vertici la dirigenza del Danubio ha richiamato in Patria l'estro e lo stipendio del "Chino" Alvaro Recoba. Un ritorno ininfluente, se non dannoso visti i soli 5 punti raccolti e 9 partite perse. Per una squadra che ha storicamente una delle migliori cantere del panorama sudamericano (Edison Cavani è uno di questi, tanto per citarne uno) una dolorosa bacchettata sulle mani da noi di GT!!!CERRO CA - Oportunidad perdida - Grazie ai
goal del puntero Joaquin Boghossian, poi passato al Newell's, nella scorsa temporada il Cerro si è trovato a disputare la Copa Libertadores. Una distrazione certo grande ma anche una campagna acquisti che è parsa adeguata (Rodrigo Mora dal Defensor su tutti), a competere su più fronti. Invece un apertura deludentissimo, concluso all'undicesimo posto, un clausura iniziato "in ritardo" e che non ha portato punti sufficienti per partecipare alle prossime Coppe sudamericane, ed eliminazione precoce dalla Libertadores. Un lavoro tutto da rifare.CERRITO - CERRO LARGO - ATENAS - For Whom the Bell tolls - Quando la stagione termina
e il risultato è retrocessione ovviamente c'è poco da salvare. Poca voglia di lottare per queste tre formazioni che non rivedremo nel prossimo campionato. D'altronde il responso del campo è inappellabile. Arrivederci!a cura di dino mulalic
Unknown
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