Ritorno della prima parte degli ottavi di finale di Champions League ricco di goal, spettacolo e bel calcio. In particolare è stata una due giorni di calcio europeo caratterizzata dalle splendide e fondamentali (ai fini dei risultati dei match) prestazioni offerte dai giovani talenti che sono scesi in campo nelle magiche serate di martedì e mercoledì. Un boom davvero bello (e forse anche un po' inaspettato) che ha messo il sottoscritto davvero in grandissima difficoltà nella scelta dei migliori di questo turno, in quanto sono stati davvero tanti i giovani a fornire ottime prestazioni, attraverso goal, assist e giocate da campioni. Per questo motivo ho deciso per questa volta di fare uno strappo alla regola e di allargare il podio della nostra classifica a ben quattro posizioni, perchè sarebbe stato davvero difficile tagliare fuori qualcuno non parlandone accuratamente. Dopo questa lunga e doverosa premessa, come sempre, andiamo prima a vedere i risultati di questa due giorni di Coppa.
Martedì:
Fiorentina-Bayern Monaco 3-2 [Vargas - Jovetic - Van Bommel (Ba) - Jovetic - Robben]
Arsenal-Porto 5-0 [Bendtner 2 - Nasri - Ebouè - Bendtner (rig.)]
Mercoledì:
Manchester United-Milan 4-0 [Rooney 2 - Park - Fletcher]
Real Madrid-O.Lione 1-1 [C.Ronaldo - Pjanic (Li)]
Qualificate per i quarti di finale: Bayern Monaco, Arsenal, Manchester United, Olympique Lione.
I Migliori
Tra i migliori (tantissimi) di questo turno troviamo Wayne Rooney, Stevan Jovetic, Nicklas Bendtner, Samir Nasri ed Arjen Robben.
1° Wayne Rooney (Manchester United): ancora una volta è lui il protagonista della due giorni di Champions, grazie alla solita doppietta che ha demolito il povero ed indifeso Milan di Leonardo. Prestazione come sempre superlativa per l'asso inglese classe '85, che con le due reti di ieri sera arriva così a quattro centri stagionali nella massima competizione europea per club. E pensare che la sua presenza in campo è stata in dubbio fino alla vigilia della gara, quando poi Sir Alex Ferguson ha sciolto ogni riserva sull'impiego fin dal primo minuto del suo campioncino. Nemmeno il tempo di sedersi comodi in poltrona è Wayne aveva già messo i brividi ad Abbiati e compagni con un sinistro radente che faceva letteralmente la barba al palo uscendo a lato di un nulla. Poi al minuto tredici la ormai solita perla di testa dell'attaccante di Liverpool, che su un cross di Neville proveniente da destra andava a timbrare puntuale come un orologio svizzero il cartellino per l'1-0. Dopo il vantaggio Rooney si è messo come al solito al servizio della squadra, correndo a destra e a sinistra in aiuto dei compagni ed in pressione sugli avversari. Davvero unico nel suo genere per generosità e carattere. Nella ripresa dopo solo un minuto di gioco Rooney andava a chiudere la partita ed il discorso qualificazione con la bella rete (tocco ravvicinato sull'uscita disperata di Abbiati) del 2-0, la trentesima in stagione tra campionato e coppe varie. Qualcosa di davvero mostruoso. E così a circa mezz'ora dalla fine Ferguson lo toglieva dal campo facendogli tributare da un Old Trafford in estasi la meritatissima standing ovation. Imprendibile per la povera difesa rossonera, mai domo e stanco, un fenomeno nel fisico e nella testa. Se continua così (e se dovesse fare bene al Mondiale con l'Inghilterra) potrebbe diventare un serio candidato alla vittoria del prossimo Pallone d'Oro. E sarebbe un premio meritatissimo per un ragazzo straordinario, con un tecnica, una forza fisica (e di volontà), una classe a dir poco spaventose. Per Wayne Rooney voto 8 pieno.
2° Stevan Jovetic (Fiorentina): ci sono giovani (ma non solo loro) che nelle partite più difficili si nascondono, latitando per il campo. Ci sono giocatori che scappano come conigli di fronte alle difficoltà, che se la fanno sotto nelle serate importanti. Ma questi non sono i casi che riguardano Stevan Jovetic. La Fiorentina esce (per colpa di "panzerotto" Ovrebo all'andata, e di una perla di Arjen Robben nel ritorno) a testa altissima dalla Champions League (otto partite, sei vinte e solo due perse!) grazie alla prestazione meravigliosa del suo giovane gioiellino classe '89. Contro il Bayern lo Jo-Jo tascabile è tornato a regalare magie e goal da ricordare, ma tutto ciò non è (purtroppo) bastato a salvare i suoi dall'eliminazione dalla "Coppa dalle grandi orecchie". Nel primo tempo il fantasista montenegrino ha svariato su tutto il fronte d'attacco, partendo in prevalenza dal centro, ma andando spesso ad intermittenza, quasi come a volersi risparmiare per la seconda frazione di gioco. Ed è infatti nella ripresa che tutto il genio, la classe, la magia di questo ragazzo sono venute fuori trascinando i Viola alla vittoria sul campo. Un lampo, un fulmine e dopo dodici minuti lo Jo-Jo siglava la rete del 2-0 (che voleva dire qualificazione) con un preciso piatto destro da dentro l'area, su geniale tacco di Gilardino, che andava ad insaccarsi alle spalle di Butt. Poi la rete di Van Bommel che rimetteva tutto in discussione, e allora Jovetic si è dovuto ancora una volta rimboccare le maniche e caricarsi la Fiorentina sulle spalle. E così quattro minuti dopo la rete bavarese il numero otto viola ha preso palla sulla sinistra chiedendo l'uno-due volante a Gilardino che di testa ha restituito al giovane partner d'attacco, il quale con un preciso tiro mancino batteva sotto le gambe il goffo Butt. Un 3-1 meritato e meraviglioso per la bellezza dell'azione, che avrebbe qualificato la Fiorentina ancora una volta. Poi, però, è arrivato Robben, ma questa è un'altra storia... Nel finale il Montenegrino era stanchissimo per il grosso lavoro fatto e gli è mancato il guizzo per la quarta rete, ma lui comunque il suo lo aveva già ampiamente compiuto. Chiude la sua seconda stagione in Champions con ben cinque reti (doppiette con Bayern e Liverpool e rete nel ritorno dei preliminari con lo Sporting Lisbona). Mica male per uno che non è nemmeno un centravanti... Il futuro è tutto di questo stupendo ragazzo, con i riccioli in testa ed il sedere basso alla Beccalossi. Per Stevan Jovetic voto 7.5.
3° Arjen Robben (Bayern Monaco): può un giocatore condizionare da solo l'esito di un match? Sì può, per informazioni chiedere alla Fiorentina. Lo dicevo un mese fa, se Robben sta bene è tra i quattro/cinque giocatori più forti al mondo. Lo ripeto ancora. Peccato per la Viola averlo incontrato nel migliore momento fisico della carriera da almeno tre anni a questa parte. Come nel match di andata all'Allianza Arena, anche al Franchi è la giovane ala olandese classe '84 il pericolo più importante per la povera difesa toscana. Per tutta la partita ha messo in costante difficoltà il malcapitato Felipe, ubriacandolo di finte, scatti repentini e dribbling ubriacanti. Nel primo tempo ha giganteggiato sulla fascia destra, creando le occasioni migliori per il Bayern. Solo un mostruoso Frey è riuscito a dirgli di no verso la fine della prima frazione con un prosigioso intervento su un sinistro al volo da distanza ravvicinatissima. Ma il buon Arjen non si è comunque demoralizzato e nella ripresa ha ricominciato a giocare come se nulla fosse, correndo sulla fascia, convergendo verso il centro e regalando giocate d'autore per compagni e spettatori. Padrone assoluto della sua fascia e della manovra offensiva del Bayern, sul 3-1 per la Viola si è caricato i compagni sulle spalle portandoli da solo (Ovrebo all'andata escluso...) ai quarti di Champions. Sua la fantastica rete del 3-2, dopo essere converso verso il centro, aver saltato quattro giocatori toscani e aver sparato un sinistro di rara potenza, precisione e bellezza dai venticinque metri che si è insaccato nel sette alla destra di Frey. Un goal da fenomeno, una perla da campione, praticamente la rete che ha spezzato le gambe alla Fiorentina. Davvero meraviglioso con la palla tra i piedi, un mix di velocità, tecnica e classe da vendere. Il Bayern gli deve molto in questa doppia sfida, almeno mezza qualificazione è sua (l'altra di "cicciottello" Ovrebo). Per Arjen Robben voto 7.5.
4° Samir Nasri-Nicklas Bendtner (Arsenal): chiude il nostro podio (per l'occasione) allargato la coppia di talentini dell'Arsenal champagne di Arsene Wenger. Se da un lato il giovane francese classe '87 è stata la mente (insieme ad un immenso Arshavin) dei Gunners nel 5-0 sul Porto, dall'altro l'attaccante danese classe '88 è stato il braccio armato che ha blindato la partita. Schierato al posto dell'infortunato Cesc Fabregas, Samir Nasri ha giocato una partita perfetta, riscattando l'opaca prova dell'andata ed alternandosi bene con Rosicky nella costruzione della manovra e negli inserimenti senza palla alle spalle del gigante danese. Ottime molte delle sue giocate, importante un suo salvataggio sulla linea di porta ad inizio ripresa, stupenda la rete 3-0 dopo una ventina di minuti della ripresa. Una prodezza personale davvero bellissima, uno slalom sulla destra in mezzo a quattro difensori del Porto (mandati comodamente al bar, pardon al pub...) ed una conclusione in diagonale chirurgica, da biliardo che non ha lasciato scampo al povero Helton. Ma come detto oltre alla magia del terzo goal dei Gunners, Nasri finalmente ha convinto per aver giocato una partita matura e di carattere, piena di splendide e pregevoli giocate che hanno divertito gli spettatori sulle gradinate dell'Emirates. Braccio armato della serata come detto è stato Nicklas Bendtner, che ha firmato contro il Porto la sua prima tripletta in carriera in Champions. Un hat-trick facile facile per lo spilungone danese, visto che le prime due reti sono arrivate su due invenzioni di Arshavin che prima ha ubriacato il povero Fucile e poi ha messo dentro l'area per i comodissimi tap-in del compagno, mentre la terza è arrivata nel finale di partita su calcio di rigore. Ma comunque a parte la facilità delle reti resta comunque la buonissima prestazione del giovane danese, che davanti ha fatto reparto da solo, giocando molto bene di sponda, oltre che finalizzando il gran lavoro di costruzione dei compagni. Serata da incorniciare per Bendtner, che come da usanza tipicamente britannica, si sarà portato a casa il pallone della partita grazie alla tripletta. Per Nasri e Bendtner voto 7.5.
Altri giovani che hanno fatto benissimo in questo turno sono stati il duo del Lione Miralem Pjanic (classe '90)-Aly Cissokho (classe '87) con il centrocampista bosniaco autore di una grandissima prova (specie nella ripresa quando è stato schierato da mezza punta) nel match contro il Real, corredata dalla bella rete qualificazione dell'1-1 finale al Bernabeu, ed il terzino mancino abilissimo in fase di costante spinta sulla fascia e bravo anche in quella difensiva; il trio del Manchester United Darren Fletcher (classe '84)-Antonio Valencia (classe '85)-Luis Nani (classe '86) con il mediano scozzese come al solito preziosissimo in fase di contenimento e costruzione del gioco e presente anche nel tabellino dei marcatori con la rete del definitivo ed umiliante 4-0 sul Milan, e le due ali davvero devastanti sulle corsie laterali con accelerazioni, dribbling, numeri, giocate e cross a ripetizione; Abou Diaby (classe '86) mediano dell'Arsenal, che nel match con il Porto è stato davvero fondamentale in fase di non possesso palla; ed infine il capocannoniere della manifestazione (sette goal in sei partite) Cristiano Ronaldo (classe '85) ala del Real Madrid, unico dei suoi a salvarsi nel pareggio casalingo contro il Lione ed autore della rete dell'illusorio vantaggio merengue nel primo tempo.
I Peggiori
Anche qui podio allargato e tra i peggiori di questo turno ci sono Jorge Fucile, Gonzalo Higuain, Rolando, Alvaro Pereira, Thiago Silva e Ignazio Abate.
1° Jorge Fucile (Porto): è l'emblema della disfatta del Porto all'Emirates di Londra contro l'Arsenal. Trovare aggettivi per la prestazione del difensore uruguagio classe '84 è quasi impossibile. Forse uno solo è davvero adatto: imbarazzante. Mai vista prima una prova di così netta inferiorità. Ridicolizzato da quel genietto di Andrey Arshavin per tutta la partita (finchè il Russo è rimasto sul terreno di gioco) non è mai risucito ad entrare nel match, finendo per essere completamente annientato dal fantasista dei Gunners. Praticamente non lo ha mai nè visto, nè fermato, costantemente saltato ed ubricato dalle finte e dalle giocate del numero ventitre londinese. Sempre in difficoltà contro la velocità di Arshavin, ha tirato fuori fin dalle prime battute la bandiera bianca, crollando sotto i costanti colpi e le continue avanzate del talento sovietico. Le prime due reti dei Gunners sono nate proprio dalle magie di Arshavin e dai dribbling sul povero Fucile, che ad un certo punto vagava per il campo alla ricerca del suo avversario. Umiliato ripetutamente, una delle serate peggiori in carriera per il giovane terzino destro del Porto, che saluta (meritatamente vista la pochezza difensiva) la Champions edizione 2009-2010. Per Fucile notte da incubo e voto 4.
2° Gonzalo Higuain (Real Madrid): mai avrei voluto inserirlo tra i flop di giornata, ma purtroppo la serata del "Pipita" (attaccante classe '87) contro il Lione è stata un flop clamoroso. Mai in partita per tutta la durata del match, sui suoi piedi sono capitate le occasioni più clamorose dell'intero incontro. Al minuto venticinque sciupava una ghiottissima occasione, colpendo il palo a porta completamente sguarnita, dopo aver aggirato il giovane portiere francese, mentre nel finale di tempo si è fatto letteralmente ipnotizzare da Lloris facendosi respingere una facile conclusione a pochi passi dalla porta. Bastano queste due occasioni (che in altre circostanze l'Argentino avrebbe trasformato ad occhi chiusi) per raccontare la pessima serata della punta delle Merengues. Nella ripresa è sparito completamente dal campo, non riuscendo più a combinare un bel niente, travolto dal peso dei suoi erroracci. Per Higuain voto 4.5.
3° Rolando-Alvaro Pereira (Porto): serataccia per tutta la difesa del Porto che ne ha prese cinque dallo scatenato Arsenal, e dopo Fucile ci sono altri due giovani difensori portoghesi tra i peggiori di questo turno. Sia Rolando (centrale classe '85) che Alvaro Pereira (terzino sinistro classe '85) sono stati davvero pessimi nel match contro i Gunners, facendosi costantemente superare dagli attaccanti dei londinesi. Il centrale lusitano non è mai riuscito a contenere il gigante Nicklas Bendtner, perdendo ogni duello (sia nel gioco aereo che in quello palla a terra) con il giovane rivale, mentre il terzino mancino ha praticamente fatto la figura della comparsa sulla sua fascia, venendo costantemente saltato in fase difensiva e non proponendosi mai in quella offensiva. Ubriacati e ridicolizzati (come tutto il Porto) i due non sono mai riusciti a giocare come si deve, crollando sotto i "colpi di cannone" dei ragazzini terribili di Arsene Wenger. Per Rolando e Pereira voto 5.
4° Ignazio Abate-Thiago Silva (Milan): il Milan esce con le ossa rotte dal "teatro dei sogni" dell'Old Trafford e molto lo deve anche alla pessima prestazione del suo disatroso pacchetto arretrato. Il giovane terzino destro classe '86 è stato, fin dalle primissime battute del match, sempre saltato dal suo diretto avversario Nani, finendo per naufragare al cospetto delle giocate tutto tecnica e finte del giovane portoghese. Ha patito tantissimo la vivacità e la verve dell'esterno dei Red Devils cadendo sotto i suoi colpi e le sue continue incursioni. A dir poco disastroso in fase difensiva, ancor peggio ha fatto in quella offensiva, sbagliando sempre i tempi di inserimento sulla fascia e spedendo direttamente in "piccionaia" una serie imbarazzante di cross, sia nel primo che nel secondo tempo. Forse l'Old Trafford non è propriamente il palcoscenico adatto ad uno come lui... Non meglio è andata al compagno di squadra Thiago Silva, difensore centrale brasiliano classe '84, che come nel match di andata ha patito come un matto la velocità, la forza, il continuo movimento di "quell'ira di Dio" che risponde al nome e cognome di Wayne Rooney. A differenza del match del Meazza l'ex ieri sera è stato privo della compagnia di Sandro Nesta, denotando tutti i suoi più grandi limiti. Con l'ex capitano della Lazio al proprio fianco il Brasiliano è un buon difensore (tranne che all'andata dove Rooney ha fatto impazzire entrambi), senza il più esperto ed elegante partner il povero Thiago Silva diventa l'agnello sacrificale di una difesa fatta a pezzi nell'occasione dalla forza e dalla corsa dello United. Sulla sua testa pesano l'erroraccio che ha portato alla rete del 2-0 e tante indecisioni fatali nel momento di affrontare uno contro uno l'avversario. Tra andata e ritorno Rooney gli ha fatto passare le pene dell'inferno, ridimensionandolo tantissimo. Davvero una serataccia. Per Abate e Thiago Silva voto 5.
Altri giovani che hanno fatto male sono stati il trio del Porto Nunho Coelho (classe '86)-Varela (classe '85)-Falcao (classe '86) con il centrocampista sovrastato dalla mediana dei Gunners, l'ala mai in partita ed in grado di saltare l'uomo, e la punta mai pericolosa in zona goal; il duo del Bayern Monaco Holger Badstuber (classe '89)-Thomas Muller (classe '89) con il difensore che schierato nel ruolo di centrale ha sofferto tantissimo la vivacità di Jovetic ed il gioco di sponda di Gilardino, e la punta che svariando su tutto il fronte d'attacco non ha creato mai grattacapi alla retroguardia viola; la coppia del Real Madrid Lassana Diarra (classe '86)-Esteban Granero (classe '87) con il mediano francese in imbarazzante difficoltà contro la freschezza e la velocità della mediana del Lione, ed il fantasista spagnolo che fin dalle prime battute della partita non ha combinato nulla andandosi via via eclissando; ed infine il duo della Fiorentina Felipe (classe '84)-Riccardo Montolivo (classe '86) con il difensore brasiliano che ha patito tantissimo la superiorità tecnica di Arjen Robben, ed il capitano gigliato che contro il Bayern ha sbagliato moltissimi palloni in fase di impostazione, finendo per andare in difficoltà contro Van Bommel e compagni.
Appuntamento alla settimana prossima con la conclusione degli ottavi di finale.
Buona Champions a tutti.
venerdì 12 marzo 2010
I migliori e i peggiori giovani degli ottavi di Champions (ritorno primo turno)
Francesco Tusi
SCRITTO DA
Francesco Tusi
Nato a Pescara il 21-01-1989, studente presso la facoltà di Scienze e tecnologie della comunicazione dell'università La Sapienza di Roma. Ex calciatore a livello giovanile e dilettantistico, ama il pallone fin da bambino, ma è anche un grande appassionato di sport in generale.Collabora con Generazione di Talenti dal Febbraio 2009 come redattore di rubriche sulla Serie A, la Champions League e come inseritore di profili. Per il blog si è occupato anche di Nazionale e Mondiali 2010. Sempre grazie a GT collabora inoltre con RadioSportiva.
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