
Da oggi inizia questa rubrica settimanale che mette a risalto il tessuto “giovanile” di molte squadre italiane ed europee. Ogni settimana analizzerò per voi un club, descrivendo tutti i giocatori futuribili (nati dal 1987 in avanti) presenti in rosa, lasciati in prestito per fare esperienza o cullati nelle squadre giovanili. In questo modo avrete a disposizione un bel database a squadre per seguire le strategie di ciascuna dirigenza in termini di giovani. Così scopriremo che ci sono squadre che usano molto il prestito, squadre che usano le coppe nazionali per svezzare i propri talenti, e squadre che purtroppo si sbarazzano troppo presto dei giocatori giovani in cambio di calciatori già pronti a palcoscenici importanti. Per iniziare ho scelto l’Arsenal, guidato con saggezza in prima persona da Wenger e dai suoi collaboratori che durante la loro gestione hanno portato a Londra tantissimi ragazzi di sicuro avvenire. Il manager francese ha utilizzato da sempre la Coppa di Lega per far assaporare il calcio che conta ai suoi talenti, senza mai perdere d’occhio una sola partita della squadra riserve o della Under 18, veri e propri serbatoi per la prima squadra. Anche il prestito è stato molto utilizzato, con canali preferenziali con altre realtà londinesi e con alcune squadre spagnole, come Celta Vigo o Salamanca. Inoltre bisogna sottolineare come la stella della squadra, Fabregas, sia anch’egli un giovane, e questo fa dell’Arsenal uno di quei pochi club “ giovani-dipendente”.
LA STELLA
Cesc Fabregas (Arenys De Mar, 1987). Cresciuto nella “cantera” del Barcellona, squadra di cui erano tifosi lui e tutta la sua famiglia, è arrivato a Londra nel 2003 e ha conquistato spazio in prima squadra dal 2004/2005 in avanti, in anticipo rispetto alla tabella di marcia. Erede designato di Vieira, è diventato leader e playmaker della manovra dei Gunners grazie alle sue doti nel passaggio, ora semplice e lineare, ora decisivo e filtrante. Ha colmato negli anni la sua lacuna riguardante l’aggressività e ha affinato sempre più le sue doti realizzative (43 reti in bianco/rosso) sino a diventare capitano e simbolo della squadra di Wenger, a cui è affezionatissimo. Il Barcellona sarebbe disposto a spesi folle per riaverlo, e la tentazione di Cesc è dovuta solo alla possibilità di alzare più trofei vestendo il blaugrana ( ha vinto solo una Fa Cup), dato che a Londra e nell’Arsenal sta benissimo. Per ora si accontenta di rientrare in Spagna soltanto per gli impegni con la sua nazionale con cui ha vinto un Europeo nel 2008, rimpinguando in parte la sua bacheca personale.
LA PRIMA SQUADRA
Theo Walcott ( Londra, 1989). Cresciuto a Newbury con esperienze giovanili nell’ AFC Newbury e nello Swindon Town è stato da subito considerato un “crak” mondiale. A 14 anni è passato al Southampton con cui nel 2005 giocò da titolare la prima parte della stagione di Championship collezionando 21 presenze e 4 reti e convincendo l’Arsenal a pagare 7,5 milioni di euro per portarlo a Londra nel gennaio 2006. Senza nemmeno debuttare in Premier League è stato convocato da Eriksson per il mondiale tedesco in cui però non è mai entrato in campo. Ad oggi vanta 120 presenze e 15 reti con i Gunners, è un ala dotata di velocità impressionante che sfrutta nell’uno contro uno e di un potente tiro con il piede destro. Tuttavia la sua fragilità fisica non gli ha permesso di esprimersi con continuità e ad oggi ha mantenuto solo a sprazzi le promesse fatte.
Samir Nasri (Marsiglia, 1987). Centrocampista offensivo francese, di origini algerine, in patria è considerato l’erede di Zidane. Giocatore dotato di dribbling rapido ed efficace, Samir è cresciuto nelle giovanili dell’Olimpique Marsiglia, debuttando con la prima squadra nel 2004/2005 nel ruolo di esterno offensivo. Durante le sue 121 presenze (con 11 reti) al Velodrome, Nasri ha cambiato spesso collocazione tattica convincendo soprattutto come centrale di centrocampo nel 4-4-2 disegnato da Albert Emone. Nell’estate 2008 ha firmato per l’Arsenal segnando subito al debutto, un mese più tardi. Pagato circa 12 milioni di euro sotto la guida di Wenger è migliorato tantissimo a livello tattico, offrendo il suo talento al servizio della squadra e limitando le giocate spettacolari ma fini a se stesse viste e riviste ai tempi del Marsiglia. Ad oggi vanta 61 presenze e 10 reti con l’Arsenal ed è un titolare della Francia con cui ha già giocato 15 volte collezionando 2 reti.
Nicklas Bendtner (Copenaghen, 1988). Attaccante danese cresciuto nel KB (squadra della capitale) , viene notato nelle giovanili della sua squadra dai talent scout dell’Arsenal che lo portano a Londra nell’estate del 2004. Assieme a Lupoli segna a ripetizione nella squadra riserve, meritandosi il debutto con la prima squadra in coppa di lega. Nel 2006/2007 matura molto grazie all’esperienza in prestito al Birmingham City conclusa con ben 42 presenze e 11 reti e una storica promozione in Premier League per il club bianco/blù. Di ritorno all’Arsenal scala le gerarchie per un posto in attacco arrivando al top personale nel 2008/2009, stagione da 15 reti. Ad oggi, 109 presenze e 27 reti con i Gunners, non sembra più in grado di ripetere quella fantastica stagione e continua a segnare con regolarità soltanto con la sua nazionale (29 presenze e 10 reti). Centravanti di 193 cm per 84 kg, abile nel gioco aereo e preciso sotto porta ha evidenziato, soprattutto ultimamente gravi carenze a livello di tecnica una volta in controllo del pallone. Non è escluso, a mio parere, che Wenger decida in un prossimo futuro di mettere sul mercato l’ariete danese che rimane comunque un attaccante valido e di sicuro affidamento.
Denilson Pereira Neves (San Paolo, 1988). Per tutti è semplicemente Denilson, centrocampista metronomo dell’Arsenal che lo ha prelevato nell’agosto 2006 dal San Paolo, club con il quale aveva vinto tutto ma non da protagonista. Nella stagione in cui il club paulista alzò al cielo Libertadores e Mondiale per Club infatti Denilson collezionò soltanto 12 presenze che bastarono però all’Arsenal per convincersi delle qualità di questo centrocampista pagato 3,5 milioni di sterline. Sicuramente uno dei maggiori capolavori di Wenger che lo ha lanciato gradualmente in prima squadra fino a renderlo un protagonista assoluto grazie alla sua sostanza e alla sua essenzialità. Ad oggi, 110 presenze e ben 10 reti, Denilson ha ripagato la fiducia concessagli “tappando” il buco formatosi dopo la partenza di Flamini in maniera stupefacente. Manca soltanto della ribalta con la sua nazionale a cui potrebbe risultare molto utile, in ragione delle ultime prestazioni di Felipe Melo.
Alexandre Song (Douala, 1987). Alexandre Song Bilong arriva a Bastia nel 2003 dal suo Camerun, paese con cui giocherà i mondiali in Sudafrica. L’esperienza in Francia gli permette di ricevere il passaporto comunitario e lo mette in vetrina, scatenando nell’agosto del 2005 una vera e propria asta vinta dal club di Wenger che lo ha acquistato in prestito, salvo pagarlo un milione di sterline la stagione successiva dopo averne verificate le doti. Song può ricoprire, con uguale efficacia, il ruolo di difensore o di centrocampista centrale e grazie al suo lancio lungo molto preciso è micidiale nelle ripartenze una volta riconquistata la palla. Durante la sua avventura a Londra, condita da 107 presenze e 4 reti, ha vissuto anche una parentesi di sei mesi in prestito al Charlton (12 presenze) conclusasi con una brutta retrocessione. La vera esplosione risale però alla stagione 2008/2009, un peccato che nessun club italiano abbia deciso di puntare su questo giocatore, la cui valutazione sicuramente crescerà dopo i mondiali della prossima estate.
Carlos Vela (Cancun, 1989). Trequartista o seconda punta messicana, messosi in luce nel mondiale di calcio Under 17 del 2005, vinto dalla sua squadra. Il Chivas di Guadalayara ha guadagnato 2,5 milioni di sterline dalla sua cessione all’Arsenal nel 2005. Causa problemi con il permesso di lavoro è stato subito prestato in Spagna al Celta di Vigo prima e al Salamanca poi. In seconda divisione spagnola ha giocato molto bene, segnando 8 reti e impressionando diversi addetti ai lavori meritandosi così nel 2007/2008 il debutto nella Liga con la maglia dell’Osasuna (33 presenze e 3 reti). Nel 2008 finalmente, risolti i problemi burocratici, approda a Londra e da allora colleziona 45 presenze e 7 reti (con una splendida tripletta contro lo Sheffield United). Sicuro protagonista con la sua nazionale, di cui è la stella, ai prossimi mondiali, Vela non riesce ancora a trovare la continuità desiderata all’interno del suo club, chiuso oltremodo dal ritorno di Eduardo dopo un lungo infortunio e dai suoi stessi problemi fisici. La classe però non si discute e la carta d’identità parla per lui.
Aaron James Ramsey ( Caerphilly, 1990). Partito Vieira c’era Fabregas, se partirà Fabregas ci sarà Ramsey. Sembra una filastrocca ma è la filosofia dell’Arsenal che costruisce il suo futuro crescendo grandi giocatori. Ramsey è un regista gallese dotato di classe, dinamismo, tecnica e di straordinaria naturalezza nel gestire la manovra. 178 cm per 73 kg ha dimostrato durante le sue 49 presenze (con 5 reti) con la prima squadra di Wenger di essere l’erede designato se il capitano dovesse essere ceduto in Spagna. Dopo una parentesi da rugbista, ha iniziato a stupire nel vivaio del Cardiff City, club che ha guidato nella storica stagione 2007/2008 ad una finale di FA Cup persa contro il Portsmouth. L’Arsenal ha speso 7 milioni di euro nel giugno 2008 per strapparlo alla concorrenza di Everton e Manchester United assicurandosi così un altro patrimonio importante per la società. Giovanissimo, Ramsey, è già un titolare della sua nazionale che sta costruendo attorno a lui una selezione importante, destinata a stupire nei prossimi anni.
Johan Djourou ( Abidjan, 1987). Difensore centrale nato in Costa d’Avorio ma naturalizzato svizzero grazie ad una adozione e al successivo trasferimento a Ginevra quando Johan aveva solo 17 mesi. All’età di 15 anni venne acquistato dall’Etolie Carouge (serie C svizzera) e pochi mesi dopo si ritrovò nelle giovanili dell’Arsenal. Nel 2006 corona il sogno di esordire in Premier League e con la nazionale rosso/crociata con cui disputerà i mondiali in Germania. 77 presenze nell’Arsenal, oltre a un breve prestito nel Birmingham, con a carico molti infortuni che ne hanno per ora limitato la carriera nei momenti migliori (come quando si ritrovò ad essere la principale alternativa per la difesa, una volta partito verso il Milan Senderos). Tuttora fuori rosa causa problemi fisici, spera di recuperare almeno in vista del mondiale sudafricano.
Armand Traorè (Parigi, 1989). Origini senegalesi per questo esterno sinistro francese che può adattarsi a giocare sia sulla linea mediana che su quella dei difensori. Cresciuto nel Racing Paris, e passato dalle giovanili del Monaco, è stato acquistato dall’Arsenal nell’estate del 2006 ed ha conosciuto subito i ritmi della prima squadra debuttando nell’ottobre 2006. Ad oggi ha giocato soltanto 29 volte in biancorosso, vivendo la sua stagione migliore nel 2008/2009 in prestito al Portsmouth (19 presenze e 1 rete) ma le richieste di mercato non mancano e pare siano arrivate anche da tale Adriano Galliani. Nazionale giovanile francese (3 presenze in Under 21) Traorè sa disimpegnarsi egregiamente anche come centrale sinistro di difesa in uno schieramento a tre difensori.
Jack Andrew Wilshere (Stevenage, 1992). Centrocampista offensivo di 170 cm, Wilshere è un prodotto dell’Academy dei Gunners. Carriera giovanile di assoluto spessore per questo brevilineo che ha indossato la fascia di capitano in quasi tutte le rappresentative giovanili del club e della nazionale inglese facendo incetta di premi personali e di trofei. Nel 2008/2009 assapora la prima squadra debuttando contro il Blackburn, divenendo così il più giovane giocatore a debuttare con i Gunners (record appartenuto a Fabregas sino ad allora). Dieci giorni dopo arriva anche la soddisfazione per la prima rete segnata: in Coppa di Lega contro Shieffild United. Da allora arrivarono in successione il debutto in Champions League e a gennaio 2010 il prestito al Bolton con cui ha subito giocato titolare contro il City di Roberto Mancini, oltre alle prime convocazioni con la nazionale under 21 inglese. Piede sinistro fatato, trequartista di valore, si è spesso riciclato sulle fasce dove mette in mostra la sua capacità di inserirsi e la sua facilità nell’accentrarsi e tirare. Nonostante questo io credo darà il meglio di se quando sarà impiegato in posizione più avanzata: a ridosso delle punte o addirittura come secondo attaccante. Si dice che Capello gli abbia già messo gli occhi addosso, oltre ad averlo convocato in una selezione sperimentale, che ci scappi un nuovo caso Walcott in vista di Suadfrica 2010?
Kieran Gibbs (Lambeth, 1989). Terzino sinistro londinese, scuola Wimbledon. Passato all’Arsenal nel 2004 dopo che il Wimbledon fallì divenendo il Milton Keynes Dons. Fece il suo debutto con i Gunners nel 2007/2008, collezionando due presenze e passando a gennaio 2008 in prestito al Norwich ( 7 presenze). Nella seconda parte della stagione 2008/2009, a causa dell’infortunio a Clichy, Gibbs giocò dievrse partite da protagonista, compresa una semifinale di Champions League contro il Manchester United. Purtroppo a novembre 2009, durante la sfida di Champions League contro lo Standard Liegi ha riportato la frattura al quinto metatarso del piede sinistro concludendo la sua stagione. Un infortunio grave per il giovane nazionale under 21 inglese (14 presenze e 3 reti) il cui destino di calciatore è legato alla forza che avrà nel riprendersi dopo uno stop così lungo.
Vito Mannone (Desio, 1988). Portiere scuola Atalanta, è stato notato dall’Arsenal durante un torneo giovanile e portato a Londra in cambio di una compensazione di 350 mila sterline dato che il giocatore non aveva un contratto da professionista con la squadra bergamasca. Arrivato nel 2005, è passato ad agosto 2006 in prestito al Barnsley (2 presenze con altrettante indecisioni) e così anche in seguito ad un infortunio è tornato alla casa-base dopo pochi mesi. Per il suo debutto ci sarà da aspettare il 24 maggio 2009 nella gara di Premier League contro lo Stoke City. Approfittando degli infortuni di Almunia e Fabianski nella stagione in corso Mannone ha disputato ben 5 presenze, meritandosi anche la chiamata di Casiraghi nell’under 21 italiana. 185 cm, robusto, Mannone ha firmato un nuovo contratto, segno della fiducia che il club ripone nei suoi confronti.
Francisco Merida Perez (Barcellona, 1990). Conosciuto dagli addetti ai lavori semplicemente come Fran Merida, è il secondo sgarbo di Wenger al club blaugrana, che si è visto sfuggire questo centrocampista offensivo senza nessuna compensazione ( “scippo” a cui sta seguendo una lunga querelle giudiziaria). Passato a Londra nel 2005, ha debuttato con la prima squadra nella stagione 2007/2008, stagione bagnata anche da una rete al Liverpool in Coppa di Lega. A gennaio 2008 è passato in prestito al Real Sociedad per sei mesi collezionando 14 presenze, 1 rete e 6 assists nella “serie B” spagnola. Ritornato a Londra ha all’attivo, ad oggi, 15 presenze e 2 reti in maglia biancorossa, iniziando questa stagione sportiva come protagonista ai mondiali Under 20 con la sua Spagna; manifestazione in cui ha segnato tre reti con una doppietta alla Nigeria. Buone prestazioni che gli sono valse la convocazione con la nazionale under 21 iberica. Centrocampista completo, dotato di un sinistro insidioso per potenza e precisione, può giocare in tutti i ruoli della seconda linea. La sua pericolosità quando vede la porta ne consigliano un uso da trequartista, ma maturando tatticamente potrebbe diventare anche un grande interno di centrocampo proprio come Fabregas.
Michele Celli
NELLA SECONDA PARTE (martedì 23) TUTTI I GIOCATORI DELL'ARSENAL MANDATI IN PRESTITO E QUELLI IN PROVA. MENTRE NELLA TERZA PARTE (martedì 2 marzo) TUTTI I PRINCIPALI PROSPETTI DELLA SQUADRA RISERVE E DELL' UNDER 18 DEI GUNNERS.
martedì 16 febbraio 2010
LA LENTE D'INGRANDIMENTO: ARSENAL (parte 1)
Michele Celli
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